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Salute mentale, il suicidio causa 800 mila decessi l’anno

La giornata mondiale della salute mentale che si celebra domani, quest’anno mira a sensibilizzare sul tema del suicidio. L’Italia è tra i paesi che ha il tasso più basso in Europa, ma destina poca spesa e ha carenza di strutture

Di Redazione

La giornata mondiale della salute mentale, che è indetta dalla Federazione mondiale per la salute mentale per il 10 ottobre e sostenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità, quest’anno porta come tema principale la prevenzione del suicidio, sottolineando il legame che c’è tra questo e i disturbi mentali. Secondo il focus dell’Oms, pubblicato un mese fa, in occasione della giornata di prevenzione, il suicidio provoca 800 mila decessi l’anno nel mondo, nel 79% dei casi in paesi a basso e medio reddito, a cui si aggiungono circa venti tentativi per ogni suicidio effettivamente commesso.

L’attenzione è posta soprattutto sui giovani poiché il suicidio è riconosciuto come la seconda principale causa di morte tra i ragazzi dai 15 ai 29 anni e rappresenta il 12% dei decessi tra i 20-34enni. Per quanto riguarda l’Italia, il tasso di suicidi è uno tra i più bassi al mondo: i dati Eurostat parlano di sei decessi ogni 100 mila residenti – contro gli oltre undici della media UE -, per un totale di 4000 l’anno, numero che è comunque in lenta diminuzione.

Data la portata e l’entità del fenomeno, il focus sul suicidio ha il fine di porre l’attenzione sull’obiettivo dell’Oms dichiarato nel Piano d’azione 2013-2020, ovvero quello di ridurre il tasso di suicidio globale del 10% entro il 2020. Il problema è che, secondo l’Organizzazione, solo 38 paesi sostengono di avere una strategia nazionale di prevenzione al suicidio, questo perché viene visto ancora come un argomento tabù e perché sono molte le difficoltà di riconoscerne i sintomi e prevenirlo.

Tra i disturbi mentali che maggiormente si associano al suicidio, o ai tentativi, sicuramente la depressione: in Italia si stima che siano tre milioni le persone affette, con un costo economico diretto che supera i 2.600 euro procapite l’anno, mentre il paese riserva per i servizi di salute mentale meno del 3,5% della spesa sanitaria. Altro nodo cruciale sono le strutture specializzate: stando alle ultime rilevazioni dell’Eurostat, diffuse in occasione della giornata di domani, nel 2017 l’Italia era il paese con meno posti letto riservati alle cure psichiatriche in Europa, appena nove letti ogni 100 mila abitanti, contro una media Ue di 69. 

 

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