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Ue, gli italiani sono i più euroscettici

Il sondaggio del Parlamento Europeo conferma il trend del favore generale verso l’UE, l’Italia però è fanalino di coda dell’eurottimismo

di Redazione

A pochi mesi dalle elezioni europee, l’Eurobarometro autunnale rileva che quasi sei cittadini su dieci, il 59%, sono a favore dell’appartenenza del proprio paese all’Unione europea. Il sostegno degli europei, secondo i dati del Parlamento, si sta stabilizzando a livelli elevati, confermati anche dai dati sull’affluenza delle scorse elezioni, la più alta registrata negli ultimi venti anni.

Dai dati del sondaggio emergono però evidenti differenze di percezione tra gli Stati membri. Nello specifico, il primato dell’europeismo appartiene all’Irlanda e al Lussemburgo, dove l’81% dei cittadini è favorevole all’appartenenza del proprio Paese all’Unione. In Italia e in Repubblica Ceca, invece, si registra la percentuale più bassa: in entrambi i casi, la quota di quanti sono favorevoli all’Ue è pari al 37%. Al di sotto anche del Regno Unito, che alle prese con la Brexit, ha subìto una diminuzione di sette punti rispetto l’anno precedente e adesso si attesta al 42%.

Secondo il sondaggio dell’Eurobarometro, anche per quanto riguarda l’importanza del ruolo del Parlamento europeo, l’Italia è al di sotto della media europea: se il 58% dei cittadini comunitari auspica un ruolo più importante, solo il 51% egli italiani è della stessa opinione. 

I dati mostrano quindi un paese, l’Italia, in controtendenza, se solo il 37% degli italiani ritiene che far parte dell’Unione europea sia un bene per il paese. Significativa, poi, la diminuzione di 5 punti percentuali rispetto alla rilevazione dello scorso anno, a fronte di una diminuzione media di 3 punti a livello europeo. Anche nel caso italiano, l’affluenza alle elezioni europee di maggio è indicativa: ha votato il 54,5% degli aventi diritto, la quota più bassa mai registrata in Italia. 

Analizzando il dato italiano, si nota che rispetto alla rilevazione di giugno, la percentuale di coloro che pensano che l’appartenenza del paese all’Ue sia un male è diminuita, risultano perciò aumentati gli italiani che non hanno un’opinione su questo argomento. In linea generale, il favore all’appartenenza all’Unione europea aumenta in Italia all’aumentare del titolo di studio ed è invece inversa all’età: la percentuale più alta si riscontra tra la fascia dei 15-24enni, mentre la più bassa tra gli over 55 i più euroscettici, infatti solo il 26% si dice favorevole. 

I dati sul sostegno verso l’Ue rilevati dall’Eurobarometro autunnale non sono però allineati con quelli del 53° Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese, secondo l’istituto la percentuale di coloro che sono convinti che non si debba uscire dall’Unione europea arriva al 62%. 

 

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