Ambiente – T-Mag | il magazine di Tecnè https://www.t-mag.it Wed, 04 Mar 2020 09:57:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 L’inquinamento accorcia l’aspettativa media di vita di tre anni https://www.t-mag.it/2020/03/04/linquinamento-accorcia-laspettativa-media-di-vita-di-tre-anni/ https://www.t-mag.it/2020/03/04/linquinamento-accorcia-laspettativa-media-di-vita-di-tre-anni/#respond Wed, 04 Mar 2020 09:57:47 +0000 https://www.t-mag.it/?p=145634 Lo smog accorcia mediamente l’aspettativa di vita di un individuo di ben tre anni, più di quanto non faccia il fumo, che la accorcia di 2,2 anni, e più di malattie come l’HIV e l’AIDS, con un -0,7 anni, o la malaria, con -0,6 anni. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Istituto Max Planck e dall’Università di Mainz in Germania, e pubblicato sulla rivista Cardiovascular Reasearch, In tutto, secondo la ricerca, gli anni di vita complessivi persi ammontano a 232.959.050 anni ogni anno.

]]>
https://www.t-mag.it/2020/03/04/linquinamento-accorcia-laspettativa-media-di-vita-di-tre-anni/feed/ 0
Quanto costa l’inquinamento atmosferico? https://www.t-mag.it/2020/02/13/quanto-costa-linquinamento/ https://www.t-mag.it/2020/02/13/quanto-costa-linquinamento/#respond Thu, 13 Feb 2020 15:26:56 +0000 https://www.t-mag.it/?p=145126 Tentando di calcolare le conseguenze globali dell’inquinamento atmosferico legato ai combustibili fossili, Greenpeace stima 4,5 milioni di morti l’anno ed un costo economico di 2.900 miliardi di dollari

di Redazione

Il primo tentativo di calcolare il costo globale dell’inquinamento atmosferico legato ai combustibili quali carbone, petrolio e gas, “Aria tossica: il costo dei combustibili fossili”, fa emergere un prezzo pesante per il pianeta. Il report, redatto da Greenpeace, stima 4,5 milioni di morti premature ogni anno nel mondo a causa dell’inquinamento dei combustibili fossili che, aumentando il numero di malattie croniche, visite mediche e giorni di assenza dal lavoro per malattia, comportano un costo globale di 8 miliardi di dollari al giorno, ovvero 2.900 miliardi l’anno corrispondenti al 3,3% del Pil mondiale. Il biossido di azoto, che deriva dai combustibili fossili dei veicoli, nelle centrali elettriche e nelle industrie, è associato a 4 milioni di nuovi casi di asma tra i bambini, per un totale di 16 milioni di bambini al mondo che ne sono affetti.

In particolar modo, dall’analisi emerge che l’esposizione alle sole PM2.5 causa ogni anno poco meno di 1,8 miliardi di giorni di assenza da lavoro, con una perdita economica di 101 miliardi di dollari, nonché 600 mila morti per infarto.

Secondo il report a sostenere in misura maggiore i costi dell’inquinamento sono l’India, la Cina e gli Stati Uniti che pagano rispettivamente 150, 900 e 600 miliardi di dollari l’anno.

Per quanto riguarda l’Italia, si stima che l’inquinamento atmosferico sia causa di circa 56 mila morti premature nel 2018 con un costo economico di 61 miliardi di dollari l’anno. Secondo un recente studio pubblicato su The Lancet, l’Italia sarebbe il primo paese europeo per morti premature da esposizione alle polveri sottili PM2.5, con oltre 46 mila decessi nel 2016. L’Agenzia Europea dell’Ambiente ricorda che l’Italia è uno dei paesi che sfiora sistematicamente i limiti consentiti dalla legge per gas tossici: secondo Legambiente, nel 2019, 26 centri urbani sono risultati fuorilegge sia per i livelli delle polveri sottili che per quelli dell’ozono e solo a gennaio 5 città hanno sfiorato per 18 volte i limiti delle PM.

Nell’analisi, Greenpeace sottolinea anche l’importanza di raggiungere l’obiettivo che il governo italiano si è prefissato di abbandonare il carbone entro il 2025, e quanto la transizione al livello mondiale alle energie rinnovabili possa giovare sia alla salute, che alla lotta al cambiamento climatico, che all’economia mondiale. Secondo uno studio dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti, come riporta il report, ogni dollaro investito nell’ambito dello United State Clean Air Act ha generato un guadagno di almeno 30 dollari.

Convinto del legame tra sostenibilità e crescita economica è anche l’82% degli italiani, secondo un sondaggio Ipsos, realizzato per il Corriere della Sera, che evidenzia come la protezione ambientale sia una preoccupazione sempre maggiore per gli intervistati. 

]]>
https://www.t-mag.it/2020/02/13/quanto-costa-linquinamento/feed/ 0
Ambiente, caldo record per il prossimo quinquennio https://www.t-mag.it/2020/01/31/ambiente-caldo-record-per-il-prossimo-quinquennio/ https://www.t-mag.it/2020/01/31/ambiente-caldo-record-per-il-prossimo-quinquennio/#respond Fri, 31 Jan 2020 16:03:26 +0000 https://www.t-mag.it/?p=144779 Fra il 2020 e il 2024 le temperature potrebbero essere più calde degli ultimi 150 anni, con temperature fino a 1,62 gradi superiori ai valori registrati prima della rivoluzione industriale. Lo sostengono i modelli elaborati dal Met Office, l’Ufficio meteorologico britannico. Le previsioni sono state elaborate su dati raccolti da satelliti, palloni sonda atmosferici e da stazioni terrestri. Gli esperti sostengono che i primi responsabili dell’incremento della temperatura sono i livelli dei gas serra.

]]>
https://www.t-mag.it/2020/01/31/ambiente-caldo-record-per-il-prossimo-quinquennio/feed/ 0
«Mal’aria», l’allarme inquinamento di Legambiente https://www.t-mag.it/2020/01/23/malaria-lallarme-inquinamento-di-legambiente/ https://www.t-mag.it/2020/01/23/malaria-lallarme-inquinamento-di-legambiente/#respond Thu, 23 Jan 2020 10:30:59 +0000 https://www.t-mag.it/?p=144532 Un’emergenza sempre più cronica e che si ripresenta puntuale ogni anno. A gennaio Frosinone, Milano, Padova, Torino e Treviso hanno già registrato 18 sforamenti di PM10

di Redazione

«In Italia l’emergenza smog è sempre più cronica e si ripresenta puntuale ogni anno». A dirlo è Legambiente che ha diffuso il consueto rapporto Mal’aria. Il 2019, afferma Legambiente, è stato un anno nero per la qualità dell’aria: 26 i centri urbani fuorilegge sia per polveri sottili (PM10) sia per l’ozono (O3). Prima Torino con 147 giornate fuorilegge (86 per il PM10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi e Pavia. Dal 2010 al 2019 il 28% delle città monitorate da Legambiente ha superato ogni anno i limiti giornalieri di PM10. È Torino la prima in classifica, sette volte su dieci con un totale di 1086 giorni di inquinamento in città. E per quanto riguarda l’inizio 2020 sono Frosinone, Milano, Padova, Torino e Treviso le città che hanno già registrato 18 sforamenti di PM10.

L’inquinamento – scrive Legambiente – minaccia la salute dei cittadini e l’ambiente circostante e «trova nel trasporto stradale una delle principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici nelle aree urbane, senza dimenticare le altre sorgenti come il riscaldamento domestico, l’industria e l’agricoltura. Settori sui quali occorre intervenire in maniera sinergica». Le proposte dell’associazione ambientalista sono «il potenziamento del trasporto pubblico locale rendendolo efficiente, capillare, a zero emissioni e riducendo così il numero di mezzi circolanti in Italia, ripensare le città in una chiave sostenibile, rendere consapevoli le persone, attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione sulle pubblicità spesso ingannevoli legate al mercato delle auto, eliminare i sussidi alle fonti fossili – nel 2018 parliamo di 18,8 miliardi di euro – destinando quando previsto all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare del Paese, promuovere pratiche sostenibili in agricoltura».

Entrando nello specifico degli inquinati monitorati nel 2019 dalle campagne di Legambiente PM10 ti tengo d’occhio e Ozono ti tengo d’occhio, emerge come lo scorso anno per il PM10 siano state 26 le città capoluogo di provincia che hanno superato il limite giornaliero (35 giorni con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi metro cubo). A guidare la classifica per le polveri sottili anche per il 2019 c’è Torino (centralina Grassi) con 86 giorni di superamento, seguita da Milano (Marche) con 72 giornate e Rovigo (centro) con 69. Seguono con 68 giorni Frosinone (scalo) e Venezia (Beccaria e Tagliamento), Alessandria (D’Annunzio) con 66 mentre Padova (Arcella) e Pavia (P.zza Minerva) si sono fermate a 65 giorni; Cremona (P.zza Cadorna) 64 e Treviso (S. Agnese) 62 chiudono la top ten del 2019. Per l’ozono troposferico, un inquinante tipicamente estivo il cui limite previsto dalla legge è di 25 giorni all’anno con una concentrazione superiore a 120 microgrammi/metro cubo (calcolato sulla media mobile delle 8 ore), nel 2019 sono state ben 52 le città italiane che hanno superato il limite dei 25 giorni: Lodi e Piacenza sono in cima a questa classifica con 80 giorni di sforamento ciascuno, seguite da Lecco (73), Bergamo (72), Monza e Pavia con 65.

Ogni anno sono oltre 60 mila le morti premature in Italia dovute all’inquinamento atmosferico che determinano un danno economico, stimato sulla base dei costi sanitari comprendenti le malattie, le cure, le visite, i giorni di lavoro persi, che solo in Italia oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno (330 – 940 miliardi a livello europeo). La Commissione europea ha messo in atto molte procedure di infrazione contro gli Stati membri – tra cui l’Italia – per il mancato rispetto dei limiti comunitari in tema di qualità dell’aria. «Stati membri – ricorda Legambiente – già alle prese con azioni legali intraprese da associazioni e gruppi di cittadini che chiedono di poter respirare aria pulita».

(fonte: Legambiente)

]]>
https://www.t-mag.it/2020/01/23/malaria-lallarme-inquinamento-di-legambiente/feed/ 0
Ambiente, Trump: «A Davos, mi sarebbe piaciuto incontrare Greta» https://www.t-mag.it/2020/01/22/ambiente-trump-a-davos-mi-sarebbe-piaciuto-incontrare-greta/ https://www.t-mag.it/2020/01/22/ambiente-trump-a-davos-mi-sarebbe-piaciuto-incontrare-greta/#respond Wed, 22 Jan 2020 15:02:09 +0000 https://www.t-mag.it/?p=144507 «Mi sarebbe piaciuta vederla», a Davos. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riferendosi all’attivista Greta Thunberg. Conversando con i giornalisti, il presidente statunitense ha osservato che gli Stati Uniti non sono tra i Paesi che inquinano di più. «Greta dovrebbe concentrarsi su quei posti», ha concluso Trump.

]]>
https://www.t-mag.it/2020/01/22/ambiente-trump-a-davos-mi-sarebbe-piaciuto-incontrare-greta/feed/ 0
La crisi climatica e il suo impatto economico https://www.t-mag.it/2020/01/21/la-crisi-climatica-e-il-suo-impatto-economico/ https://www.t-mag.it/2020/01/21/la-crisi-climatica-e-il-suo-impatto-economico/#respond Tue, 21 Jan 2020 15:37:45 +0000 https://www.t-mag.it/?p=144495 È uno dei principali temi dibattuti a Davos. Quali i settori più a rischio a causa del cambiamento climatico?

di Redazione

A Davos si parla molto di crisi climatica. Dell’impatto economico che può scaturire dal cambiamento climatico. Ed è, almeno sul piano mediatico, di nuovo “scontro” tra la giovane attivista Greta Thunberg e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. «Questo non è il momento del pessimismo sul clima», ha detto quest’ultimo durante il suo intervento al World Economic Forum, definendo quanti mettono in guardia sul cambiamento climatico «profeti di sventura» (ma ha anche annunciato che gli Stati Uniti parteciperanno all’iniziativa 1 miliardo di alberi contro il cambiamento climatico).

Pur tentando di mantenere una posizione in precario equilibrio, tra catastrofisti e negazionisti, c’è da dire che il cambiamento climatico un impatto economico, a livello mondiale, ce l’ha, eccome. Il 2019 è stato stato il secondo anno più caldo registrato dal 1880, secondo un’analisi condotta da NASA e National Oceanic and Atmospheric Administration. Non solo: dallo studio emerge che nell’ultimo decennio si siano registrati i sei anni più caldi di sempre, con picchi di temperature elevate osservati proprio negli ultimi cinque anni. Per affrontare la sfida legata al contrasto al cambiamento climatico, la Commissione europea di Ursula von der Leyen ha presentato di recente il Green New Deal, un piano di investimenti (per un totale di 1.000 miliardi di euro in dieci anni) il cui obiettivo è raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Stando ad uno studio del World Economic Forum e di PwC UK (che considera le temperature elevate nonché i disastri ambientali che in molti casi ne sono derivati, si pensi agli incendi in Australia, ma anche negli Stati Uniti), più della metà del Pil mondiale potrebbe essere esposto a rischi. Tradotto in cifre, si stima che circa 44.000 miliardi di dollari di Pil globale sono «moderatamente o fortemente dipendenti dalla natura».

I settori che dipendono maggiormente dalla natura sono le costruzioni, con un valore pari a circa 4.000 miliardi di dollari. Poi l’agricoltura (2.500 miliardi di dollari) e il food & beverage, con 1.400 miliardi di dollari. «L’agroalimentare – è la posizione espressa da Coldiretti a tale proposito – e tra i settori più colpiti dal cambiamento climatico con effetti sul piano economico ma conseguenze anche sull’ambiente, sulla fame e sulle migrazioni. Non è un caso che il cibo sia tornato strategico nelle relazioni internazionali, con nuove guerre commerciali, dai dazi di Trump alla Cina e all’Unione europea all’embargo della Russia che ha colpito principalmente prodotti alimentari».

]]>
https://www.t-mag.it/2020/01/21/la-crisi-climatica-e-il-suo-impatto-economico/feed/ 0
Il Green New Deal, in cifre https://www.t-mag.it/2020/01/16/il-green-new-deal-in-cifre/ https://www.t-mag.it/2020/01/16/il-green-new-deal-in-cifre/#respond Thu, 16 Jan 2020 15:03:52 +0000 https://www.t-mag.it/?p=144407 Obiettivo: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. La Commissione europea prevede un piano di investimenti da 1.000 miliardi di euro in dieci anni

di Redazione

Il 2019 è stato stato il secondo anno più caldo registrato dal 1880, secondo la NASA e la National Oceanic and Atmospheric Administration. Non solo: dall’analisi emerge che nell’ultimo decennio si siano registrati i sei anni più caldi di sempre, con picchi di temperature elevate osservati proprio negli ultimi cinque anni. È anche in virù di questi dati che la lotta al cambiamento climatico è diventato argomento prioritario, al centro dell’agenda politica internazionale. La Commissione europea di Ursula von der Leyen ha presentato il Green New Deal, un piano di investimenti il cui obiettivo è raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 (per un totale di 1.000 miliardi di euro in dieci anni, che tuttavia potrebbero non bastare per raggiungere il traguardo).

Viene intanto istituito un nuovo fondo tramite il Meccanismo per una transizione equa da 7,5 miliardi di euro (i paesi europei potranno inoltre beneficiare del programma InvestEU e dell’utilizzo delle risorse
del Gruppo BEI). Scopo di tale meccanismo è favorire la transizione, appunto, di quei settori e delle regioni che ancora oggi sono troppo dipendenti dalle fonti fossili. In altre parole significa riconvertire il sistema economico e produttivo. All’Italia saranno destinati 364 milioni di euro dal nuovo Fondo europeo di transizione equa, cifre che dovrebbero poi far salire l’importo a 1,3 miliardi quando verrà aggiunto il cofinanziamento nazionale, così da smuovere investimenti pubblici e privati per un valore – secondo le stime di Bruxelles – di circa 4,8 miliardi.

Il Parlamento europeo ha dato qualche giorno fa il via libera al piano per la neutralità climatica e «chiede – si legge sul sito del PE – una normativa ambiziosa in materia di clima e di portare al 55%, rispetto ai livelli del 1990, l’obiettivo dell’UE per il 2030 in materia di riduzione delle emissioni interne di GES (invece che “tra il 50% e il 55%”, come proposto dalla Commissione). Inoltre esorta la Commissione a presentare quanto prima una proposta in tal senso, onde consentire all’Unione di adottare tale obiettivo con largo anticipo rispetto alla COP26 di novembre. Infine, i deputati auspicano l’introduzione di obiettivi intermedi dell’UE per il 2040».

«Combattere i cambiamenti climatici e preservare il nostro ambiente, gli oceani e la biodiversità» dovrebbe essere la principale priorità del Parlamento europeo (PE), secondo la maggioranza dei cittadini dell’UE (32%, tema più citato in 11 Stati membri) consultati in un sondaggio Eurobarometro commissionato proprio dal PE e condotto nell’ottobre 2019.

]]>
https://www.t-mag.it/2020/01/16/il-green-new-deal-in-cifre/feed/ 0
«Il 2019 è stato il secondo anno più caldo di sempre» https://www.t-mag.it/2020/01/16/il-2019-e-stato-il-secondo-anno-piu-caldo-di-sempre/ https://www.t-mag.it/2020/01/16/il-2019-e-stato-il-secondo-anno-piu-caldo-di-sempre/#respond Thu, 16 Jan 2020 09:57:00 +0000 https://www.t-mag.it/?p=144414 Il 2019 è stato il secondo anno più caldo dal 1880. Lo sostiene un’analisi realizzata dalla NASA e NOAA, la National Oceanic and Atmospheric Administration. Nel 2019 le temperature medie globali sono state di 0,98 °C più calde della media degli anni dal 1951 al 1980, e leggermente inferiori a quelle registrate nel 2016, anno durante il quale il riscaldamento dell’oceano Pacifico causato dal fenomeno del “Niño” fu particolarmente intenso.

]]>
https://www.t-mag.it/2020/01/16/il-2019-e-stato-il-secondo-anno-piu-caldo-di-sempre/feed/ 0
Ambiente, il Parlamento europeo ha approvato il Green deal https://www.t-mag.it/2020/01/15/ambiente-il-parlamento-europeo-ha-approvato-il-green-deal/ https://www.t-mag.it/2020/01/15/ambiente-il-parlamento-europeo-ha-approvato-il-green-deal/#respond Wed, 15 Jan 2020 15:46:16 +0000 https://www.t-mag.it/?p=144368 Il Parlamento europeo ha approvato il piano Ue per la neutralità climatica entro il 2050. La risoluzione è stata approvata con 482 sì. I voti contrari sono stati 136. Le astensioni sono state 95. Il testo chiede un obiettivo di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030, più alto rispetto al 40% attualmente previsto.

 

]]>
https://www.t-mag.it/2020/01/15/ambiente-il-parlamento-europeo-ha-approvato-il-green-deal/feed/ 0
Cosa dicono gli ultimi dati sul riscaldamento globale https://www.t-mag.it/2020/01/08/cosa-dicono-gli-ultimi-dati-sul-riscaldamento-globale/ https://www.t-mag.it/2020/01/08/cosa-dicono-gli-ultimi-dati-sul-riscaldamento-globale/#respond Wed, 08 Jan 2020 16:29:25 +0000 https://www.t-mag.it/?p=144187 L’anno appena finito, tra i più caldi di sempre, ha concluso il decennio in cui si sono registrate le temperature più alte, sia in Italia che in Europa. Il 2019 è stato però anche l’anno della presa di coscienza della centralità della questione climatica. 

di Redazione

Il 2019, con il secondo dicembre più caldo per l’Italia da oltre un secolo a oggi, ha chiuso con un’anomalia di 0,96 gradi centigradi sopra la media, risultando così il quarto anno – dopo il 2014, il 2015 e il 2018 – più caldo della storia. Finisce così, stando a quanto rilevato da la Banca dati di climatologia storica dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr, il decennio più caldo della storia. Secondo i dati, ognuno dei quattro decenni dal 1980 ad oggi ha fatto registrare temperature più alte del precedente, con una crescita media di 0,45 gradi ogni dieci anni. Confrontando il 2019 con il periodo di riferimento, quindi dal 1981 al 2010, il mese di dicembre ha registrato 1,9° in più rispetto alla media. 

La tendenza dell’aumento delle temperature è evidente su scala europea e globale. Per quanto riguarda l’Europa, secondo il Copernicus Climate Change Service, il 2019 è stato l’anno più caldo mai registrato, dopo cinque anni di trend analogo. Nello specifico, il mese di dicembre è stato più caldo di 3,2° rispetto alla media del periodo 1981-2010. In generale in Europa tutte le stagioni hanno avuto temperature superiori alla media, e, seppure nessuna singolarmente abbia fatto registrare record, l’anno passato è stato il più caldo mai registrato. 

A livello globale, il riscaldamento più marcato rispetto alla media del recente periodo di riferimento, è stato rilevato in Alaska e in altre parti dell’Artico, anche se la maggior parte delle aree terresti ha segnato temperature più elevate della media. In controtendenza solo il Canada centrale e sudorientale che invece ha fatto registrare temperature medie annue minori. Il 2019, oltre ad essere l’anno più caldo, è stato anche l’anno della consapevolezza climatica: Greta Thunberg è stata eletta come persona dell’anno dal Time, l’attivismo studentesco si è fatto sentire e la presa di coscienza dell’emergenza ha coinvolto anche la politica con la diffusione dello stato di emergenza climatica e il Green Deal proposto dall’Ue.

E non poteva essere altrimenti visti gli incendi che hanno devastato la Siberia, l’Amazzonia, la California e in modo ancora più evidente l’Australia in questi ultimi giorni. Osservando gli eventi, (benché non si possa parlare di tendenza climatica) l’emergenza climatica è evidente e sembra ormai superato fare previsioni nefaste sulle conseguenze del cambiamento climatico. 

]]>
https://www.t-mag.it/2020/01/08/cosa-dicono-gli-ultimi-dati-sul-riscaldamento-globale/feed/ 0