Società – T-Mag | il magazine di Tecnè https://www.t-mag.it Fri, 03 Apr 2020 18:20:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 Emergenza Covid-19, sondaggio Tecnè: così i sentimenti degli italiani https://www.t-mag.it/2020/04/03/emergenza-covid-19-sondaggio-tecne-cosi-i-sentimenti-degli-italiani/ https://www.t-mag.it/2020/04/03/emergenza-covid-19-sondaggio-tecne-cosi-i-sentimenti-degli-italiani/#respond Fri, 03 Apr 2020 18:20:24 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146597 Cresce in cinque anni la quota di quanti si dichiarano depressi, soli e con una sensazione di paura. Cresce la soddisfazione per i rapporti familiari. Intenzioni di voto: su Lega e FdI, scende il Pd. I risultati del Monitor Italia di Tecnè in collaborazione con l’Agenzia Dire

di Redazione

Aumentano coloro che affermano di sentirsi depressi in cinque anni (erano il 29% nel 2015, sono il 34% nel 2020). Complice anche  l’attuale situazione dovuta all’emergenza sanitaria – rileva Tecnè nel consueto Monitor Italia realizzato in collaborazione con l’Agenzia Dire – si registrano dal 2015 incrementi in tutte quelli condizioni di vita che indicano solitudine (50%, +19%) e sensazione di paura (66%, +16%). Resta però forte il sentirsi parte di una comunità (86%, +2%) e la soddisfazione per i rapporti con gli amici resta alta, nonostante un lieve calo rispetto a cinque anni fa. In netta crescita la soddisfazione per i rapporti con i familiari (67%, +12%), mentre ci si sente un po’ meno in forma. Se nel 2015, infatti, il 54% dichiarava di essere soddisfatto per la propria forma fisica, allo stesso modo risponde adesso il 51%.

La Lega guadagna lo 0,1% rispetto all’ultima rilevazione e si attesta ora al 29%. Il Pd cala leggermente al 21,8% (-0,2%), mentre Fratelli d’Italia, grazie ad un aumento dello 0,2% dei consensi, si attesta al 14,4%, Movimento 5 Stelle al 13,7% (+0,1%). È quanto emerge dall’ultimo Monitor Italia realizzato dall’istituto di ricerca Tecnè per l’Agenzia Dire. Forza Italia si colloca al 6,9%, Italia Viva scende dello 0,2%, attestandosi al 2,9%. La Sinistra sale al 2,7% (+0,1%), i Verdi all’1,8%, Azione scende all’1,6% (-0,1%), stessa percentuale di +Europa (-0,1%). Gli altri partiti raccolgono il 3,6% delle preferenze (-0,1%). L’area dell’astensione e degli incerti si attesta al 45,6% (+0,7%).

Questa settimana torna a salire la quota di quanti dicono di aver fiducia nel governo (dal 30,4% del 27 marzo si passa al 31%) e crescono contestualmente quanti invece affermano di non avere fiducia, attestandosi al 62,3%. In netto calo chi si dichiara senza opinione, al 6,7%.

NOTA METODOLOGICA
Campione di 1.000 casi, rappresentativo della popolazione maggiorenne italiana, articolato per sesso, età, area geografica
Estensione territoriale: intero territorio nazionale
Interviste effettuate il 2-3 aprile 2020 con metodo Cati – Cawi
Totale contatti: 4.365 (100%) – rispondenti: 1.000 (22,9%) – rifiuti/sostituzioni: 3.365 (77,1%)
Margine di errore +/-3,1%
Soggetto che ha realizzato il sondaggio: Tecnè srl
Committente: Agenzia DIRE
Il documento completo sul sito: sondaggipoliticoelettorali.it

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Coronavirus, Borrelli: «La fase 2 potrebbe iniziare il 16 maggio» https://www.t-mag.it/2020/04/03/coronavirus-borrelli-la-fase-2-potrebbe-iniziare-il-16-maggio/ https://www.t-mag.it/2020/04/03/coronavirus-borrelli-la-fase-2-potrebbe-iniziare-il-16-maggio/#respond Fri, 03 Apr 2020 10:35:53 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146576 Il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha reso noto, in un’intervista a “Radio Anch’io” su Radio1, che dopo Pasqua e Pasquetta, l’Italia passerà in quarantena anche il 1 maggio. Borrelli ha reso noto che se i dati non si modificheranno, la data prevista per la fase 2 sarà intorno al 16 maggio.

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Inutile ragionare sul «quando», ragioniamo sul «come» https://www.t-mag.it/2020/04/02/inutile-ragionare-sul-quando-ragioniamo-sul-come/ https://www.t-mag.it/2020/04/02/inutile-ragionare-sul-quando-ragioniamo-sul-come/#respond Thu, 02 Apr 2020 10:41:01 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146545 La pandemia ci obbliga a ripensare le nostre vite, che verranno stravolte almeno per un po’. È doveroso riflettere sulla riapertura del paese, ma la priorità resta la salute dei cittadini

di Fabio Germani

La situazione in cui versa l’Italia (ma non solo l’Italia) sta mutando profondamente parametri e metriche della nostra quotidianità. Di norma, tendiamo a fare programmi, anche a lungo termine, a dare una scadenza agli impegni presi, a immaginare un futuro, ora più o meno vicino, ora più o meno lontano. Questo isolamento forzato, peraltro aggravato dalla mancanza di una dimensione temporale definita, ci obbliga a cambiare paradigma. Il quando passa inevitabilmente in secondo piano, mentre acquisisce un’importanza straordinaria il come. Ed è il come, oggi, a dover determinare il quando.

Se ciò è vero per molti di noi, presi individualmente e avvolti nell’incertezza di una pandemia che non solo ci ha sottratto agli affetti più cari, ma anche, in molti casi, al lavoro, alle nostre abitudini, alla frenesia che quasi rimpiangiamo, alle relazioni sociali ormai limitate ad una videochiamata (meglio di niente, si dirà), in maniera altrettanto efficace lo schema può essere applicato al sistema paese.

In questo senso assume un tono surreale – sia beninteso: per come è stato posto negli ultimi giorni – il dibattito sulla riapertura delle attività produttive. Sembra essere nata una contrapposizione – che inquina il dibattito – tra quanti ritengono doveroso non vanificare gli sforzi fin qui compiuti e andare avanti con lo stop alle attività “non essenziali” ancora per un po’, confidando in una fine (si spera) repentina dell’emergenza, e quanti , invece, ritenevano opportuno tornare dopo il 3 aprile (e adesso, a seguito delle ultime disposizioni in materia del governo, si presuppone dopo Pasqua) ad una “graduale normalità” al fine di non mortificare ulteriormente la nostra economia, in fase di indebolimento da prima che scoppiasse la crisi sanitaria.

Considerazioni quest’ultime giuste, ma dobbiamo partire da un fatto purtroppo netto: l’emergenza è tutt’altro che passata. Stiamo attraversando un rallentamento dei contagi (di per sé un’ottima notizia), ma la strada potrebbe essere ancora lunga. La storia delle epidemie insegna che la “fase due” è anche più difficile della prima, che “abbassare la guardia” potrebbe farci risprofondare in una situazione emergenziale che potremmo non reggere, se nel frattempo non si saranno liberati posti letto (in terapia intensiva e non) a sufficienza per garantire le cure a quanti potrebbero averne bisogno. 

Oggi, però, rispetto al passato, disponiamo degli strumenti e della tecnologia per riflettere sul come riaccendere il motore economico del paese. Sarebbe un grande balzo in avanti: avere una strategia fattuale – individuare ad esempio a cosa e a chi dare priorità (va tuttavia sottolineato che la comunità scientifica non sembra avere un parere univoco al riguardo) e quali settori è indispensabile riaprire per primi così da affiancarli a quelli essenziali – permetterebbe anche di riuscire a immaginare un quando plausibile, proprio perché il virus non intende concedere un termine esatto.

C’è un elemento, infatti, che abbiamo compreso in questo scenario per noi del tutto inedito. Passata l’emergenza, il virus, verosimilmente, non svanirà in automatico. Servirà del tempo, l’arrivo di un vaccino (non prima del 2021, sono le previsioni ad oggi) o un lento processo naturale, con alti e bassi che potrebbero di volta in volta condizionare le nostre vite. In pratica accetteremo il rischio di poterlo contrarre, ma con conseguenze meno aggressive e, soprattutto, con la consapevolezza di poter accedere alle cure se necessario, con un sistema sanitario nazionale non più in affanno.

Non è tanto importante il quando, adesso: l’unica cosa che conta davvero è essere al sicuro. Ma il come uscirne, tornare al lavoro e alla piena libertà, governo e politica dovranno saperlo illustrare anche attraverso informazioni chiare e tempestive ai cittadini e non di proroga alle restrizioni in proroga, accrescendo frustrazione alla già palpabile incertezza.    

@fabiogermani

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I contagi tra gli operatori sanitari, un’emergenza nell’emergenza https://www.t-mag.it/2020/04/01/i-contagi-tra-gli-operatori-sanitari-unemergenza-nellemergenza/ https://www.t-mag.it/2020/04/01/i-contagi-tra-gli-operatori-sanitari-unemergenza-nellemergenza/#respond Wed, 01 Apr 2020 12:36:26 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146468 In Italia si registrano nel complesso più di 12 mila decessi, ma tra questi figurano anche medici. Sarebbero invece quattromila gli infermieri contagiati

di Redazione

Il bollettino giornaliero aggiornato a martedì 31 marzo riporta che in Italia il numero dei casi totali è arrivato a 105.792 con 77.635 contagiati e 12.428 morti. Tra questi ultimi 66 erano medici, come riporta la Federazione nazionale degli ordini dei medici.

Più in generale, secondo l’aggiornamento sempre al 31 marzo dell’Istituto Superiore di Sanità sono 9.512 – aumentati di tremila unità in cinque giorni – gli operatori sanitari positivi al coronavirus. Probabilmente, però, il numero – come del resto si ritiene il totale dei contagiati in Italia – è sottostimato perché medici, infermieri, tecnici di radiologia e tutti gli operatori sanitari, nonostante siano in prima linea, non sono sottoposti a controlli e a tamponi, neanche in caso di contatto con pazienti risultati affetti dal virus. Non è raro, inoltre, che a tutti questi lavoratori non siano forniti strumenti di protezione adeguati o numericamente sufficienti. Secondo la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche sarebbero quattromila gli infermieri positivi al coronavirus, il numero più alto tra tutti gli operatori sanitari.

Nello specifico, un report dell’ISS su dati aggiornati al 26 marzo, descrive la situazione di tutti gli operatori sanitari, mettendo in luce che l’età media dei contagiati è molto più bassa rispetto a quello della popolazione generale, 49 anni rispetto a 62 e il 35% è di sesso maschile. Emerge quindi l’elevato tasso di trasmissione tra gli operatori sanitari, anche se il tasso di letalità risulta sensibilmente più basso rispetto al resto della popolazione.

Nonostante i rischi, sono quasi ottomila i medici e oltre novemila gli infermieri che hanno aderito alla campagna della protezione civile per costituire una task force a fronte rispettivamente dei 300 e 500 posti della richiesta.  

Incrociando i dati dell’ISS sugli operatori positivi e quelli del ministero, emerge che in percentuale i medici sono circa il 9% dei contagiati, con picchi in Sardegna anche del 50%, stando a quanto riferiscono i giornali locali. Il dato nazionale risulta ancora più preoccupante se confrontato con quello cinese, dove secondo quanto reso noto dalla Commissione sanitaria di Pechino, a metà febbraio gli operatori sanitari positivi al virus erano poco più di 1.700, circa il 3,8% di tutti i contagiati.

Nel resto dell’Europa la situazione non è migliore che in Italia: in Spagna risultano contagiati circa 12.300 operatori sanitari, in Gran Bretagna secondo  il professor Andrew Goddard, direttore del Royal College of Physicians, circa il 25% dei medici del sistema sanitario è assente da lavoro perché in isolamento in quanto positivo al coronavirus o perché lo è un membro della famiglia.

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L’emergenza sanitaria nel mondo, dagli Usa al Regno Unito https://www.t-mag.it/2020/03/30/lemergenza-sanitaria-nel-mondo-dagli-usa-al-regno-unito/ https://www.t-mag.it/2020/03/30/lemergenza-sanitaria-nel-mondo-dagli-usa-al-regno-unito/#respond Mon, 30 Mar 2020 13:34:24 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146426 Più o meno ovunque restrizioni previste anche nel mese di aprile. Lo “strano caso” della Svezia

di Redazione

Secondo l’Agenzia France Press ad oggi sono almeno 3,38 miliardi le persone costrette a rimanere a casa per le restrizioni imposte a causa dell’emergenza coronavirus, circa il 43% di tutta la popolazione mondiale. Solo  una settimana fa, sempre secondo le stime  dell’AFP ad essere confinati a casa erano poco più di un miliardo di persone, questo aumento esponenziale si è verificato sia per l’aumento dei paesi contagiati che per l’inasprimento delle misure restrittive in molti Stati. Di seguito una panoramica delle decisioni prese nei diversi paesi.

STATI UNITI
Gli Stati Uniti sono ormai primi per numero di contagiati: il numero degli accertati è più di 140 mila, il che significa che sono più che quadruplicati rispetto ai 34 mila della scorsa settimana. Proprio per questo il presidente Trump ha prolungato fino al 30 aprile – un mese in più del previsto – le linee guida di distanziamento sociale e blocco dei voli da e per l’Europa imposte a livello federale. Le misure più restrittive dipendono dai singoli Stati: in 37 è stata disposta la chiusura di scuole, ristoranti e bar, in altri sono stati vietati eventi con più di 50 persone. New York è lo stato che è colpito maggiormente, con quasi 60 mila casi di contagio, non sarà sottoposto a quarantena, ma per evitare la diffusione del virus saranno emanati “travel advisory” per dissuadere i viaggi e gli spostamenti. In generale negli Stati Uniti il picco del virus si aspetta per Pasqua e secondo le parole del presidente le restrizioni sono necessarie perché sarebbe a rischio la vita di 2,2 milioni di americani.

REGNO UNITO
Dopo aver constatato che le sole raccomandazioni non bastano per contenere la diffusione del virus e scoraggiare i cittadini britannici ad uscire, il premier Boris Johnson ha annunciato un lockdown all’italiana, ovvero una chiusura totale. Dalla scorsa settimana – contrariamente alla strategia iniziale di Downing Street – è stata imposta la chiusura di tutti gli esercizi commerciali non essenziali e restare a casa diventa un obbligo, è consentito uscire solo per per fare acquisti essenziali e per fare attività fisica una volta al giorno e rigorosamente da soli, chiusi anche i luoghi di culto e molti parchi.

GERMANIA
In Germania le misure di isolamento già imposte verranno prolungate senza ipotesi di allentamento almeno fino al 20 aprile. Intanto l’ultimo aggiornamento riporta 60 mila persone contagiate dal coronavirus.

SPAGNA
Nel paese iberico i contagi e le morti continuano ad aumentare. Tanto che la Spagna, che conta più di 85 mila casi, ha superato anche la Cina per numero di positivi al coronavirus. Il premier spagnolo ha quindi annunciato la chiusura di tutte le attività non essenziali fino al 9 aprile.

SVEZIA
In direzione opposta invece la Svezia, che pur avendo registrato fin qui quattromila casi positivi e 100 morti e vedendo l’andamento del virus negli altri paesi, sono ancora aperti bar, ristoranti e scuole.

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Quali saranno gli effetti dell’emergenza Covid-19 sull’occupazione? Il sondaggio Tecnè https://www.t-mag.it/2020/03/27/quali-saranno-gli-effetti-dellemergenza-covid-19-sulloccupazione-il-sondaggio-tecne/ https://www.t-mag.it/2020/03/27/quali-saranno-gli-effetti-dellemergenza-covid-19-sulloccupazione-il-sondaggio-tecne/#respond Fri, 27 Mar 2020 17:30:28 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146395 Per il 62% aumenteranno i disoccupati. Intenzioni di voto: recupera la Lega, cala leggermente il Pd. Così l’ultimo Monitor Italia di Tecnè in collaborazione l’Agenzia Dire

di Redazione

L’emergenza sanitaria ed economica che l’Italia sta affrontando fa crescere le preoccupazioni degli italiani sul lavoro. Le attese sull’occupazione, infatti, peggiorano e secondo il 62% degli intervistati da Tecnè per il Monitor Italia realizzato in collaborazione con l’Agenzia Dire aumenteranno i disoccupati. Per il 32%, al contrario, non ci saranno differenze significative (non sa il 6%). Alla domanda «Ha paura di perdere il suo lavoro?» il 50% risponde di sì (e la quota sale al 57% tra gli occupati del settore privato), mentre non si dice preoccupato il 44% (non sa il 6%).

INTENZIONI DI VOTO
Secondo l’ultimo Monitor Italia realizzato dall’istituto di ricerca Tecnè per l’Agenzia Dire, la Lega recupera lo 0,3% rispetto all’ultima rilevazione e si attesta ora al 28,9%, mentre il Pd arretra leggermente al 22% (-0,3%). Fratelli d’Italia, cresce dello 0,1%, attestandosi al 14,2%. Il Movimento 5 Stelle è al 13,6% (-0,1%). Forza Italia si colloca al 6,9% (+0,1%), Italia Viva al 3,1% (+0,1%). La Sinistra è stabile al 2,6%, Azione scende all’1,7% (-0,1%), stessa percentuale di +Europa, mentre i Verdi si attestano all’1,6% (-0,1%). Gli altri partiti raccolgono il 3,7% delle preferenze (+0,1%). L’area dell’astensione e degli incerti si attesta al 44,9% (+0,6%).

FIDUCIA NEL GOVERNO
Anche questa settimana scende lievemente la quota di quanti dicono di non aver fiducia nel governo, che si attesta al 60,4%, confermando la diminuzione già osservata nelle precedenti settimane. Contestualmente diminuisce leggermente la percentuale di chi dichiara di avere fiducia nell’esecutivo (che passa dal 30,8% al 30,4%). Senza opinione il 9,2%.

NOTA METODOLOGICA
Campione di 1.000 casi, rappresentativo della popolazione maggiorenne italiana, articolato per sesso, età, area geografica
Estensione territoriale: intero territorio nazionale
Interviste effettuate il 26-27 marzo 2020 con metodo Cati, Cami, Cawi
Totale contatti: 4.298 (100%) – rispondenti: 1.000 (23,3%) – rifiuti/sostituzioni: 3.298 (76,7%)
Margine di errore +/-3,1%
Soggetto che ha realizzato il sondaggio: Tecnè srl
Committente: Agenzia DIRE
Il documento completo sul sito: sondaggipoliticoelettorali.it

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Coronavirus, rugby italiano sospende i campionati: non verrà assegnato lo scudetto https://www.t-mag.it/2020/03/27/coronavirus-rugby-italiano-sospende-i-campionati-non-verra-assegnato-lo-scudetto/ https://www.t-mag.it/2020/03/27/coronavirus-rugby-italiano-sospende-i-campionati-non-verra-assegnato-lo-scudetto/#respond Fri, 27 Mar 2020 10:14:11 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146366 La Federazione Italiana di Rubgy ha annunciato che tutti i campionati sono stati annullati e che lo scudetto non verrà asseggnato, così come non ci saranno promozioni e retrocessioni da una divisione all’altra.

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La situazione dei posti letto negli ospedali https://www.t-mag.it/2020/03/25/la-situazione-dei-posti-letto-negli-ospedali/ https://www.t-mag.it/2020/03/25/la-situazione-dei-posti-letto-negli-ospedali/#respond Wed, 25 Mar 2020 16:28:35 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146303 Un’emergenza nell’emergenza, che è emersa (non solo in Italia) con la diffusione del coronavirus

di Redazione

Secondo il bollettino della protezione civile aggiornato alle 18 del 24 marzo sono 54.030 le persone che in Italia risultano positive al coronavirus, il numero dei contagiati è però secondo molti esperti sottostimato – il professor Andrea Crisanti direttore dell’Unità complessa diagnostica di Microbiologia a Padova sostiene che in realtà il dato reale si aggiri intorno alle 450 mila unità – perché non tiene conto di coloro che hanno sintomi e a cui non è stato fatto il tampone e degli asintomatici.

Anche tra le persone contagiate ufficialmente però non tutte si trovano in ospedale e soprattutto non tutte necessitano dello stesso tipo di cure, il bollettino specifica infatti che 28.697 si trovano in isolamento domiciliare, altri 21.937 sono ricoverati in ospedale con i sintomi, e 3.396 sono i pazienti più gravi che hanno bisogno di assistenza continuativa sono ricoverati in terapia intensiva, corrispondenti al 6,29% dei contagiati.

Il numero delle persone positive al virus nonché quello degli ammalati più gravi continua a crescere, facendo aumentare il fabbisogno di cure, di luoghi adatti all’isolamento anche negli ospedali e più nello specifico di posti letto nelle terapie intensive.

Prima dell’emergenza coronavirus i posti in terapia intensiva erano circa 5.100 in tutta Italia, ovviamente con molte differenze tra le regioni, per esempio 871 in Lombardia e 69 in Trentino, ma vista l’attuale situazione il piano era quello di predisporre il 50% in più, corrispondenti a circa ad un aumento di 2.500 posti letto in questi reparti. Entro fine mese complessivamente in Italia i posti dovrebbero arrivare a 6.100, circa il 20% in più delle unità pre-crisi, sparsi in tutto il territorio nazionale: per esempio in Friuli Venezia Giulia sono stati 825 i posti letto attivati di terapia intensiva, la regione ne aveva 494 ed ora in tutto ci sono 2985 posti divisi tra terapia intensiva, subintensiva e malattie infettive, mentre in Campania sono stati attivati 320 nuovi posti a cui si aggiungono 590 in fase di allestimento, in Emilia Romagna ne sono stati attivati circa 650 a fronte dei 449 preesistenti, in Sicilia dove i posti iniziali che erano 411 sono saliti a 441 più altri 200 in fase di allestimento.

Per quanto riguarda i posti letto complessivi negli ospedali, dati Eurostat ha aggiornati al 2017, l’Italia aveva 192 mila posti letto, con una media di circa 3,2 per 1.000 abitanti, ed era il paese con il sesto numero più basso in Europa. In media in UE si contavano circa 5 posti letto disponibili per 1.000 abitanti, al primo posto la Germania con 8 posti per 1.000 abitanti, la Bulgaria 7,5 per 1.000 e Austria con 7,4 posti1.000. Alle ultime posizioni della classifica europea la Danimarca con 2,6, il Regno Unito 2,5 e la Svezia con 2,2 ogni 1.000 abitanti.

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Coronavirus, Oms: “In Italia, il picco dei contagi potrebbe essere raggiunto in questa settimana” https://www.t-mag.it/2020/03/25/coronavirus-oms-in-italia-il-picco-dei-contagi-potrebbe-essere-raggiunto-in-questa-settimana/ https://www.t-mag.it/2020/03/25/coronavirus-oms-in-italia-il-picco-dei-contagi-potrebbe-essere-raggiunto-in-questa-settimana/#respond Wed, 25 Mar 2020 11:55:07 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146296 “Il rallentamento delle velocità di crescita è un fattore estremamente positivo, in alcune regioni credo che siamo vicini al punto di caduta della curva stessa, quindi il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere”. Lo ha detto il direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Ranieri Guerra, intervenendo alla trasmissione radiofonica Circo Massimo, in onda su Radio Capital. “Credo che questa settimana ed i primi giorni della prossima saranno decisivi, perché saranno i momenti in cui i provvedimenti del governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto, efficacia e impatto, quindi quello che ci si aspetta e di veder cadere la curva in maniera più rapida nel giro di questi 5-6 giorni”, ha aggiunto. E i tassi di mortalità? “Ci aspettiamo di vederli cadere con alcuni giorni di ritardo”.

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Coronavirus, Galli: “In Italia l’emergenza sanitaria potrebbe finire a giugno” https://www.t-mag.it/2020/03/25/coronavirus-galli-in-italia-lemergenza-sanitaria-potrebbe-finire-a-giugno/ https://www.t-mag.it/2020/03/25/coronavirus-galli-in-italia-lemergenza-sanitaria-potrebbe-finire-a-giugno/#respond Wed, 25 Mar 2020 10:36:02 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146277 In Italia, l’emergenza causata dal nuovo coronavirus “non finirà presto”. Lo ha detto il responsabile del Dipartimento malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, intervenendo a SkyTg2. “Spero che ne verremo fuori anche prima, ma parlare di giugno non è irrealistico”, ha aggiunto.

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