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Linkiesta. Un esperimento di social media

CONVERSAZIONE CON JACOPO TONDELLI

T-mag segue con molto interesse il cammino de Linkiesta.it, il giornale on line diretto da Jacopo Tondelli. La testata ha ormai mosso i primi passi e inizia a procedere spedita, così abbiamo fatto quattro chiacchiere con il direttore, per capire come sta andando l’avventura e quanto le aspettative della vigilia siano fino a ora state rispettate.

Tondelli ci è sembrato soddisfatto e non ha avuto problemi nello snocciolare anche i primi numeri: dati che in effetti, considerata la natura della testata e il numero per il momento esiguo di contenuti pubblicati quotidianamente, sono effettivamente confortanti. Una media di 5000 accessi unici al giorno, e un totale di 82000 visite collezionate dal primo vagito. Numeri che si devono valutare anche alla luce della particolare linea editoriale, confezionata in tempi in cui si fa difficoltà a non restare imbrigliati nelle trame delle intercettazioni e dei processi del premier. Canali che indubbiamente “tirano” ma che per scelta si sono voluti evitare.

Ma più ancora che per i numeri, il direttore de Linkiesta si dice lieto della partecipazione attiva della comunità di lettori che sta nascendo e si sta sviluppando intorno alla testata. Commenti, retwitt e segnalazioni su Facebook non mancano e sono in costante crescita, a testimonianza che il prodotto si sta ritagliando un suo spazio e che il progetto possa affermarsi e trovare stabilità, sia pur sul medio periodo.

L’integrazione del sito del giornale con il resto del web, e in particolare coi social network, è il pallino di Tondelli, che sta pensando anche a nuove forme di partecipazione dei lettori alla vita de Linkiesta. Meccanismi partecipativi, afferma, che devono rendere Linkiesta il primo reale esperimento di social media italiano. Almeno questo è l’obiettivo.

Ma non ci sono solo i social network. Il direttore del Linkiesta, nato blogger, è ancora convinto che altre e più tradizionali forme di espressione su web siano attive e vitali. E’ un’indice importante, ci racconta, perché sapere che esistono realtà diverse da quelle mutevoli e veloci dei social aiuta a calibrare gli sforzi de Linkiesta per intercettare quei lettori che sono ancora disposti ad andare oltre il titolo di un articolo e che cercano approfondimento e inchieste.

Ed eccoci alla parola chiave: “inchiesta”. Una scelta che per la testata ha il peso di una promessa e a proposito della quale abbiamo chiesto a Tondelli quale sia la ricetta per coniugare contenuti pesanti, come quelli tipici di un’inchiesta giornalistica, con gli standard di leggerezza e leggibilità cui internet, a differenza dalla carta stampata, normalmente obbliga. E qui Tondelli ci convince con la formula del “filone” d’inchiesta. Non articolesse e “pipponi” infiniti, ma serie di articoli tematici, interconnessi tra loro, che seguono l’approfondimento di un tema o di una notizia attraverso un calendario di pubblicazione calibrato per garantire completezza dell’informazione e godibilità attraverso lo strumento. Del resto, spiega il giovane direttore, nel nome del giornale c’è sì “inchiesta” ma c’è anche, e in rilievo, “link”, termine che nelle intenzioni dei fondatori deve suggerire rapidità e agevolezza, e che completa l’idea di cosa si è voluto fare.

Quello dell’accessibilità è un altro punto di forza sul quale Tondelli punta in modo particolare. La versione online attualmente è una beta studiata per leggersi agevolmente su iPad, anche se una vera applicazione non tarderà ad arrivare. La macchina è ancora sotto osservazione, dice il direttore, ma anche quando si approderà alla versione “alpha” non ci saranno grandi stravolgimenti.

Per il momento, insomma, il piccolo grande giocattolo sta funzionando e sta divertendo chi lo fa e chi lo legge. Abbiamo atteso un po’ per poter chiedere conto al direttore un giudizio su questi primi passi e sulla calibrazione delle intenzioni messe alla prova dei fatti.

Attenderemo ancora un po’ per tornare a chiedere del funzionamento dell’impresa e della sua sostenibilità economica, che certo non si può valutare fin da adesso. Intanto, quindi, facciamo auguri e restiamo a guardare (e ovviamente a leggere).

 

3 Commenti per “Linkiesta. Un esperimento di social media”

  1. […] This post was mentioned on Twitter by tecneitalia, Fabio Germani. Fabio Germani said: Linkiesta. Un esperimento di social media | T-Mag http://t.co/PET4kKK […]

  2. […] quotidiano online diretto da Jacopo Tondelli (recentemente intervistato da T-Mag), ha oggi inaugurato la propria piattaforma blog. Tweet Condividi Scritto da redazione […]

  3. […] i direttori dei quotidiani online più conosciuti: Luca Sofri (il Post), Paolo Madron (Lettera43) e Jacopo Tondelli (Linkiesta). Il mercato dell'editoria su web, afferma a tale proposito Maistrello, “sta facendo […]

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