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Se la Treccani punta sulla rete

IL SAPERE 2.0 | di Astrid N. Maragò
di Astrid N. Maragò

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia anche l’enciclopedia Treccani rompe l’ultimo dei tabù e approda in rete con un nuovo portale 2.0, Treccani.it, presentato online in prima persona dall’Amministratore Delegato della casa editrice, Francesco Tatò.
Il progetto, che corrisponde a un investimento di due milioni di euro, affiancherà la produzione cartacea per soddisfare quanti tra gli utenti siano interessati a cercare i contenuti gratuitamente in rete piuttosto che ad acquistare i testi enciclopedici veri e propri.

Il sito mette a disposizione per la consultazione un patrimonio culturale rappresentato dall’Enciclopedia Italiana e da tutte le altre enciclopedie che sono state sviluppate nel corso degli oltre 80 anni di storia dell’Istituto: oltre 150.000 lemmi dell’Enciclopedia online, 127.000 voci del vocabolario e 25.000 biografie contenute nel Dizionario Biografico degli Italiani. Inoltre, il portale è corredato da una webtv, un magazine, e una ricca community online.
La fruizione del sito sarà gratuita, fatta eccezione per le applicazioni specifiche per iPhone e iPad che resteranno invece a pagamento insieme ad altri servizi aggiuntivi che verranno proposti agli utenti in un secondo momento.

Francesco Tatò, che descrive questo cambiamento di strategia commerciale come il segno di una nuova opportunità e un nuovo approccio con il quale confrontarsi, ha spiegato che la sfida del futuro dell’informazione e quindi anche dell’enciclopedia, consiste nel dotare la rete di “significativi strumenti per un’adeguata validazione delle fonti. Solo così sarà possibile fornire le giuste garanzie agli utenti, soprattutto ai giovani, che mostrano un rinnovato interesse verso la ricerca e la conoscenza”. E questo perché il problema primario che affligge le risorse reperibili online è proprio quello inerente una valida certificazione delle fonti. Un paradosso, se si riflette – all’opposto – sul principale vantaggio che deriva dalla circolazione di informazioni online e che è rappresentato proprio dalla molteplicità, e quindi dal pluralismo – seppure caotico – di fonti di informazione.

Sembra lecito domandarsi a questo punto se la svolta intrapresa da Treccani.it sarà in grado di porsi alla stregua di un valido concorrente con il colosso Wikipedia, almeno entro i confini italiani. Ma a questo proposito l’amministratore delegato ci tiene a precisare che il rapporto con l’Enciclopedia libera più famosa del web, lungi dall’essere improntato sulla competizione, sarà al contrario impostato su un vero e proprio collegamento di contenuti: Treccani stessa proporrà alcune selezionate voci di Wikipedia, così come diversi materiali provenienti da oltre 500 testate online di ambito scientifico e accademico.

E’ evidente che si tratta di una notizia importante perché finalmente anche nel nostro Paese sta diventando chiaro che la rete è il futuro per tutti. Le università sono online, le banche sono online, e ora anche le enciclopedie.
Funzionasse meglio e ovunque anche l’adsl, potremmo dirci davvero contenti.
 

 

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