Apple: da puritani a bigotti il passo è breve | T-Mag | il magazine di Tecnè

Apple: da puritani a bigotti il passo è breve

L'APP OMOFOBA | di Astrid N. Maragò
di Astrid N. Maragò

Che la Apple non intenda in alcun modo dare un morso alla mela del peccato è ormai assodato, e l’azienda di Steve Jobs non è nuova, ormai, alle critiche mosse dagli utenti per eccesso di puritanesimo.
L’atteggiamento della Apple nei confronti del mercato del porno è stato da sempre connotato da estrema severità. In più di una occasione, infatti, la società avrebbe mostrato in relazione ad alcuni temi “scottanti” una totale chiusura: basti pensare alla messa al bando senza appello delle applicazioni con contenuti a sfondo pornografico.
Solo ultimamente quelli di Cupertino sembrano aver deciso di lasciare aperto uno spiraglio consentendo alla iP4Play, azienda che organizza chat erotiche, di poter sfruttare la funzione FaceTime integrata nella seconda generazione dell’iPad che sarà messa in commercio nei prossimi mesi.

Ma la notizia che sta circolando in queste ultime ore sembra andare addirittura oltre la questione del puritanesimo, fino a sconfinare nel più oscuro bigottismo. Sembra infatti che Apple abbia autorizzato la pubblicazione sul software iTunes di un’applicazione omofoba della Exodus International. L’obiettivo dell’applicazione incriminata, dichiarato apertamente sul sito dell’organizzazione religiosa estremista che l’ha prodotta, sarebbe infatti quello di aiutare gli omosessuali a «guarire». L’omosessualità è classificata dagli adepti dell’associazione alla stregua di un misterioso morbo dal quale è possibile liberarsi unicamente tramite percorsi di preghiera e di autoconvincimento.
Il fatto paradossale è che nella libreria iTunes, l’applicazione Exodus International è classificata “4+”, vale a dire come applicazione che contiene materiale cosiddetto “non offensivo”. C’è da chiedersi a questo punto come abbia potuto superare indisturbata i rigorosi controlli previsti ed essere ammessa allo store ufficiale della Mela senza colpo, o almeno senza morso ferire.

Non c’è da meravigliarsi quindi che associazioni LGBT di tutto il mondo, comprese quelle italiane, si stanno mobilitando in queste ore per protestare contro questa dimostrazione di grave leggerezza della casa di Cupertino e per raccogliere le firme affinchè questa odiosa applicazione sia presto rimossa dai dispositivi.
Ci piace pensare, infatti, che si sia trattato solo di un incidente, una défaillance del sistema di controllo, e che la Apple non abbia inteso volutamente avallare in alcun modo, fornendo un mezzo insostituibile di diffusione presso il pubblico, pratiche discriminatorie e omofobe.
Nel frattempo sulla pagina web di iTunes dedicata all’applicazione in questione, non sono tardati i commenti degli utenti provenienti da ogni parte del mondo che si dicono indignati per quanto accaduto. Come è possibile – si chiedono – che siano tollerate dall’azienda applicazioni che incitano all’odio e alla discriminazione? Quale sarà la prossima trovata – si domandano con amarezza – un’applicazione del KKK che permette di localizzare le persone di colore?

La delusione tra gli amanti dei Mela-dispositivi è palpabile, e nei giorni dell’annuncio delle date di lancio dell’iPad 2 questa polemica non ci sembra una buona trovata commerciale.
Attendiamo dunque fiduciosi da parte di Steve Jobs delle scuse che ci appaiono doverose.
Per il momento non ci resta che constatare con non poco imbarazzo che l’applicazione è ancora lì, disponibile online per chi voglia scaricarla gratuitamente.

 

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