La morte di Bin Laden e l’eterna sfida new-old media | T-Mag | il magazine di Tecnè

La morte di Bin Laden e l’eterna sfida new-old media

Già prima che Obama comparisse in televisione ad annunciare la morte del ricercato numero uno al mondo, la voce era iniziata a circolare. E come il più delle volte, ormai, era iniziata a circolare in rete. In particolare, Sohaib Athar, un consulente pachistano che si trovava a poca distanza dal luogo del blitz in cui Bin Laden è rimasto ucciso, a Abbotabad, è stato inconsapevolmente testimone diretto di quanto stava avvenendo. Inconsapevolmente, dicevamo, perché per sua stessa ammissione aveva avuto il sentore di qualcosa di anomalo ma non aveva minimamente idea che di lì a poco Bin Laden, proprio lui, sarebbe rimasto ucciso. Ma la tesi secondo cui Twitter – i social network, generalizzando – abbiano ancora una volta superato i media tradizionali (con annessi i consueti ragionamenti sul giornalismo che sta mutando i propri connotati) non trovano terreno fertile, a detta di Mario Tedeschini Lalli. Un po’ per la casualità che ha reso celebre un improvvisato reporter (inconsapevole, appunto) e un po’ perché proprio su Twitter le voci erano iniziate a circolare anche in virtù del messaggio di Keith Urban, capo di gabinetto dell’ex segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld: “Da fonte sicura mi è stato riferito che Osama Bin Laden è stato ucciso”. Dunque, non è da escludersi che – coinvolgendo i cosiddetti new media – la notizia sia stata fatta filtrare dalla Casa Bianca e dagli ambienti governativi – parafrasando Tedeschini Lalli – “nel più classico dei meccanismi”. In un contesto simile, potremmo concludere, paragonare i nuovi media a quelli tradizionali può risultare fuorviante in quanto gli uni conseguenza degli altri.

 

2 Commenti per “La morte di Bin Laden e l’eterna sfida new-old media”

  1. Mario Tedeschini-Lalli

    Grazie per il commento, ma il mio post non sosteneva che la notizia fossa stata fatta filtrare “di proposito” — magari lo è stata, ma non è questo il punto. Dico solo che si è sparsa la voce del discorso, uno ha detto di sapere di che si trattava e i giornalisti sono andati pescando fonti riservate che glielo confermassero e hanno poi riferito in tv. E’ un meccanismo antico che viene accelerato e parzialmente modificato dall’esistenza dei social media.

    Ci sono stati altri casi, invece, nei quali veramente una persona qualsiasi ha dato notizia di cose delle quali è personalmente testimone attraverso Twitter. Ma questo non è il caso.

  2. redazione

    Carissimo, grazie a lei per l’attenzione. Non intendavamo interpretare il suo pezzo in modo fuoriviante. Solo riteniamo che l’espressione “l’hanno fatta filtrare”, appunto, non sia interpretabile, perché significa una cosa soltanto.
    Diverso sarebbe stato dire semplicemente “è filtrata”.
    Ad ogni modo stiamo spaccando il capello. E direi che il suo commento qui chiarisce cosa intendeva dire.

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