Berlusconi occupa i telegiornali. Ecco quali sono state le reazioni della stampa | T-Mag | il magazine di Tecnè

Berlusconi occupa i telegiornali. Ecco quali sono state le reazioni della stampa

Ballottaggio

Come ha reagito la stampa all’invasione mediatica di Berlusconi? Per il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, “Berlusconi suona la carica”. “Il primo risultato – scrive Sallusti –, il premier l’ha ottenuto subito, addirittura prima che le interviste andassero in onda: il Pd, e in particolare il suo segretario Bersani, hanno reagito lamentandosi dell’eccessiva esposizione mediatica e hanno evocato gli spettri di fantomatici regimi. Proprio loro che subito dopo il primo turno delle amministrative hanno parlato di Berlusconi finito, di avviso di sfratto al premier, di chiusura di un’epoca. Bene, si mettano d’accordo con loro stessi, i signori della sinistra: o Berlusconi non fa più presa sui cittadini e quindi è innocuo per loro, oppure è ancora il leader più forte, popolare e deciso di questo Paese e quindi resta una minaccia enorme per chi ha la presunzione di poter governare l’Italia senza avere un’ idea, un programma e uno straccio di carisma. Guardando quello che ha detto il premier e soprattutto la reazione di Bersani ho la sensazione che a sinistra prevalga la seconda ipotesi: hanno cantato vittoria troppo presto e adesso tornano ad avere paura”.

Scriveva dopo l’annuncio delle cinque interviste Marcello Del Bosco sul Riformista: “Esiste in verità un organismo, chiamato AgCom, che dovrebbe vigilare e intervenire; ma si sa che dinanzi a Palazzo Chigi i riflessi si fanno torpidi e i muscoli flaccidi. È comunque generoso lo sforzo del Premier costretto – si suppone – a cambiare ritornello a ogni canale. E non deve essere facile escogitarne ogni volta una più clamorosa: niente più tasse, prima casa per ogni padano, cornetto e cappuccino gratis per gli ultra sessantenni, bunga bunga per tutti. Ma forse è solo il tentativo di dare una mano all’opposizione, che dinanzi all’incontinenza verbale del Premier dovrebbe scegliere la strada di un dignitoso e rispettabile silenzio. Perché si sa che l’overdose uccide più che l’astinenza”.

“Una palese e seriale violazione di qualsiasi regola, per di più in piena campagna elettorale, contro la quale l’opposizione protesta e chiede l’intervento del Garante delle comunicazioni”, è il commento che si legge invece su Europa.

Afferma Mario Sechi, direttore del Tempo: “Noi pensiamo che sia molto più importante riorganizzare il movimento politico che dare interviste in contemporanea a tutti i telegiornali. Sono controproducenti. Passare dal silenzio degli ultimi giorni all’iperloquacità catodica trasmessa in simultanea dai tg di ieri non fa bene alla circolazione delle idee. Confonde. Bastava una sola intervista. Bastava un solo telegiornale. Magari con qualche concetto nuovo e costruttivo. Così non serve a niente. Fa solo rumore e copre le parole sbagliate della sinistra”.

“Un altro limite – scrive Giuseppe D’Avanzo di Repubblica – è stato superato, forse irrimediabilmente. Un prepotente, abusando in modo autoritario del suo potere e del conflitto d’interessi che lo protegge, ha rovesciato il tavolo. Si è assiso dinanzi alle telecamere di tutti i notiziari e, infischiandosene di ogni regola, si è lanciato in messaggi promozionali per i candidati della destra. Che cosa resta più del corretto gioco elettorale dopo questo oltraggio? Ci sono da qualche parte nelle istituzioni le energie e la volontà per mettere fine a questa oscenità per la democrazia? In tutte le battaglie che ha combattuto – politiche, economiche, finanziarie, fino ai conflitti matrimoniali – Berlusconi ha truccato le carte, ingannato gli antagonisti, corrotto gli arbitri, violato le regole del gioco”.

Per Michele Brambilla (La Stampa), infine, “il Silvio Berlusconi di ieri sera è parso un leader logorato da tante battaglie. Un leader che si è sforzato di mostrare il sorriso vincente d’antan prima di passare a leggere il «gobbo» di fronte a lui. Può darsi benissimo che vincerà anche questa partita. Ma ieri non ha dato l’impressione di credere alla vittoria”.

 

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