Rapita la famosa blogger siriana Amina. E ora la rete si mobilita per lei | T-Mag | il magazine di Tecnè

Rapita la famosa blogger siriana Amina. E ora la rete si mobilita per lei

SIRIA

A Gay Girl in Damascus era divenuto negli ultimi tempi un blog molto seguito. La “tenutaria”, Amina, è stata però sequestrata da tre agenti in borghese come ha raccontato la cugina proprio all’interno del blog. Amina è famosa perché racconta le condizioni particolari di vita di una ragazza omosessuale (figlia di una statunitense e di un siriano) in un Paese dove l’omosessualità, per l’appunto, è considerata un reato. In queste ore tanto su Facebook quanto su Twitter le persone si stanno mobilitando per richiedere la sua liberazione. 

 

5 Commenti per “Rapita la famosa blogger siriana Amina. E ora la rete si mobilita per lei”

  1. nemo profeta

    ah ah ah…
    …toh, è nata un’altra “eroina” da dare in pasto al popolo bue!
    Non bastavano le bufale sulla finta-morta Neda, colorata dal ketchup, o sulla finta lapidazione della uxoricida Sakineh, adesso c’è pure la “santa lesbica Amina”, finta sequestrata-scomparsa, roba da scompisciarsi dalle risate”.
    E io pago…

  2. […] possono giungere frammentate e contenere grossolani errori. Ieri si era parlato del sequestro di Amina nota blogger siriana. Ma pare che oggi sia avvenuta una parziale smentita non del rapimento, bensì […]

  3. nemo profeta

    Ecco alcuni stralci giornalistici che potrete facilmente trovare in rete:

    …Andy Carvin Ha contattato tutti i giornali che hanno ottenuto un’intervista da Amina, finendo per scoprire che ogni intervista è sempre stata conclusa via mail, così da rendere impossibile l’accertamento della verità…

    …Qui non si parla di “comunicare solo via mail”. Qui si parla di identita` rubate, di ricerche condotte e che portano a non avere uno straccio di prova dell’esistenza di questa ragazza, di famigliari o della cugina portavoce…

    …Il New York Times aggiunge che una donna canadese chiamata Sandra Bagaria, che si era identificata come amica di Amina nell’interivsta al Times, alla BBC, ad Al Jazeera e al Global Winnipeg, non l’ha in realtà mai vista, avendo invece comunicato con lei via mail…

    …La foto che è stata utilizzata per illustrare la vicenda di Amina Abdallah Araf, non sarebbe della ragazza. Una donna che abita a Londra e si chiama Jelena Lecic sostiene di essere lei la persona dell’immagine, e che la foto si trovava sul suo profilo facebook e le è stata rubata…

    …Una donna inglese denuncia: «La donna ritratta nella foto che ha fatto il giro del mondo sono io». E in un blog del 2007 la ragazza siriana spiegava: «Mescolerò realtà e finzione…

    …Martedì mattina Jelena Lecic, una donna londinese di 37 anni, ha visto la sua faccia sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo. Era diventata, a sua insaputa, il simbolo della protesta siriana e la martire della conseguente repressione. Per un giorno. Il tempo di far emanare al suo ex-marito un comunicato in cui invitava i media a rimettere nel cassetto quelle immagini e continuare le loro indagini…

    …Per prima cosa, nessun giornalista è mai riuscito a incontrare di persona Amina. Nessuno che l’abbia incontrata s’è fatto vivo con i media, che pure stanno coprendo la storia. Una donna canadese, Sandra Bagaria, che ha detto alla BBC, al New York Times e ad Al Jazeera di essere amica di Amina, ha poi ammesso di non averla mai incontrata dal vivo. La CNN intervistò Amina, ma solo via mail. Carvin
    ha detto di essere stato contattato da una lesbica siriana che dice che Amina, in realtà, non esiste: sarebbe solo un nome d’arte. La foto apparsa sui media sarebbe di una donna inglese, Jelena Lecic. E dal momento dell’apparizione della smentita sull’autenticità dell’immagine in poi, sulla pagina Facebook sono sparite tutte le foto di Amina-Jelena…

  4. redazione

    Grazie mille per le segnalazioni. Avevamo comunque provveduto ad aggiornare la vicenda sia ieri che oggi.

  5. […] Amina in verità è Tom MacMaster. E tutto il mondo ci è cascato. L’ultimo post, dal titolo eloquente (Apology to readers), è stato scritto dalla Turchia dove l’uomo 40enne, statunitense, è in vacanza con la moglie spiegando di essere l’artefice di questo personaggio di fantasia, Amina, una fantomatica blogger siriana omosessuale. Che tanti punti della storia non fossero chiari, era già emerso nei giorni scorsi. Dalle foto diffuse, che si è poi scoperto appartenere ad un’altra donna, all’identità mai realmente svelata (Amina aveva rilasciato interviste, ma sempre e solo tramite mail), più di una persona aveva dubitato della reale esistenza della ragazza. MacMaster, nell’ultimo post, ha scritto che non si aspettava una tale eco e che non ritiene di avere danneggiato nessuno. Nel blog La 27° Ora (all’interno di Corriere.it) c’è un’attenta analisi, che noi consigliamo di leggere, su come vengono veicolate le identità e le interazioni che possono nascere online. Infatti, tra i lettori e le lettrici del blog A Gay Girl in Damascus una ragazza si era definita la sua fidanzata salvo poi chiarire di non avere mai incontrato Amina se non in Rete. Condividi Scritto da redazione il 13 giu 2011. Registrato sotto Comunicazione, Media, News, Società, Tecnologie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione […]

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