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La satira? Ormai fa ridere molto di più la politica

di Fabio Germani

Mara Carfagna si aggiusta il rossetto. E sopra campeggia la scritta: “Very fica di governo!!!”. È una delle ultime illustrazioni satiriche di Emiliano Carli, vignettista del Riformista. Il chiaro riferimento è alla verifica chiesta da Giorgio Napolitano dopo il giro di valzer dei sottosegretari, molti dei quali eletti tra le fila dell’opposizione. Quanto conta la satira nell’attuale contesto comunicativo e politico? “È fin troppo importante – risponde Carli a T-Mag –. Stiamo vivendo una fase paradossale in cui la satira non fa più ridere al contrario della politica”.

“Conduco – prosegue – un programma su Radio Rock (famosa emittente romana, ndr) e una volta mi sono ritrovato in seria difficoltà a commentare in modo scherzoso una giornata parlamentare di ostruzionismo sul processo breve, con gli interventi dal culatello al lardo di colonnata. Su cosa potevamo ironizzare ancora? Ormai siamo a questo punto”. La satira, spiega Carli, un tempo offriva al pubblico la possibilità di osservare la politica da un punto di vista ironico, ma allo stesso tempo attento a quelle che erano le questioni più calde in agenda. “Adesso accade che a dettare l’agenda siano i comici. Basti pensare alla parabola di Beppe Grillo, ma anche di Sabina Guzzanti. Lo stesso Marco Travaglio, giornalista di tutto rispetto, buca meglio il teleschermo quando si lascia andare alla sua verve comica. Ho come l’impressione che il pubblico avverta la necessità di crearsi dei miti e il caso di Grillo è emblematico in questo senso. A mio avviso Vauro è tra i pochi che riesce ancora a strappare sorrisi. Anche se per me, ‘il maestro’, rimane Bucchi di Repubblica. In ogni caso tale impoverimento è un concetto piuttosto diffuso e riguarda inoltre il mondo dell’editoria. Di fatto i giornali di gossip sono quelli che davvero trattano di politica. E quelli di politica, va da sé, si occupano di gossip. E non è un caso se i giornali di maggiore successo sono quelli più ‘urlati’, tipo Libero da una parte e Il Fatto Quotidiano dall’altra. Diciamo che sta scomparendo la terra di mezzo”.
I social network hanno dimostrato nelle ultime campagne elettorali che la satira è una pratica che può avvenire anche dal basso. “È vero – osserva l’illustratore satirico (“Preferisco definirmi in questo modo, per non offendere i colleghi più grandi”) –, il web sta condizionando chi la satira la fa per lavoro. Ciò che conta sono i tempi. Argomenti leggeri, alla portata di tutti e istantanei. Quello che oggi è una novità domani sarà già vecchio. Personalmente, nelle mie illustrazioni, cerco sempre di provocare la risata sull’attualità. Non esiste più il ‘club dei satiri’. Si partecipa alla riunione di redazione, insieme ai giornalisti, e poi si agisce secondo la propria visione distorta”.
La vignetta di maggiore successo, ci racconta in conclusione Carli, risale a un paio di anni fa. “Era il periodo degli scandali a luci rosse, quelli di Berlusconi e di Marrazzo. L’immagine delle Ford: Escort per il premier, Transit per l’ex presidente della Regione Lazio. Ebbe un successo clamoroso. Fu persino ripresa da altri organi di informazione nei giorni successivi. Ecco, appunto. In quell’occasione azzeccai i tempi”.

 

1 Commento per “La satira? Ormai fa ridere molto di più la politica”

  1. […] Forse, però, c’è un’immagine che da sola vale milioni di parole. È opera di Emiliano Carli. La proponiamo qui di seguito perché riteniamo che abbia rappresentato molto bene l’essenza […]

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