L’ultimo sciopero di Pannella, fino al prossimo | T-Mag | il magazine di Tecnè

L’ultimo sciopero di Pannella, fino al prossimo

Quelle telecamere miopi che hanno messo a fuoco la protesta del vecchio leader radicale solo quando è finita

Marco Pannella ha interrotto lo sciopero della fame e della sete. Il che, paradossalmente, fa più notizia dell’avvio dell’estremo gesto, da sempre peculiarità dello storico leader radicale. Ad essere ancora più pignoli, noncuranti dell’orario, abbiamo provveduto a scrivere del suo ricovero – al fine di assicurare una “stretta sorveglianza continua” sul suo stato di salute – allorché pochi media si erano preoccupati di darne conto. È stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a far drizzare le antenne ai giornalisti di ogni dove. Il capo dello Stato, infatti, ha scritto una lunga lettera a Marco Pannella chiedendogli di desistere dallo sciopero. Cosa che Pannella ha fatto l’indomani. È tuttavia opportuno, a questo punto, fare un passo indietro. Pannella era in sciopero della fame dal 20 aprile, e da domenica anche della sete, per protestare contro il sovraffollamento delle carceri. Una battaglia cara ai Radicali per via delle precarie condizioni di vita di molti detenuti. Nessuno, però, se ne era accorto.
Adriano Sofri sulla sua rubrica “fogliante”, Piccola posta, ha scritto: “Bene i giornali che escono oggi dando spazio alla lettera di Napolitano sul lungo sciopero della fame e della sete di Pannella, senza aver mai scritto prima che Pannella faceva un lungo sciopero della fame e della sete. Morale eventuale: ci importa un po’ di Napolitano, pochissimo di Pannella, meno che niente dei detenuti”. Ma a tale proposito Valter Vecellio su Notizie Radicali ha aggiunto una postilla: “La lettera del presidente Napolitano è importante, ed è singolare che – pur essendo disponibile per tempo nel sito del Quirinale – nessun giornale abbia ritenuto di pubblicarla integralmente, a mo’ di editoriale, come altre volte è capitato. Quella lettera, ufficiale, è la presa d’atto e la denuncia autorevolissima di una situazione intollerabile che intollerabilmente è stata tollerata”. I numeri che Vecellio cita sono sconcertanti: “Dal 2000 ad oggi nelle carceri italiane sono morti 1.800 detenuti di cui ben 650 per suicidio. Nello stesso periodo di tempo si sono uccisi anche 87 agenti di polizia penitenziaria. Nelle nostre prigioni sono stipati poco meno di 70mila detenuti in luogo dei 44mila. Nel solo 2010 ben 1.137 detenuti hanno tentato di togliersi la vita. Gli atti di auto-lesionismo sono stati 5.703; 3.039 i ferimenti”. Sono cifre che meriterebbero ben altri spazi e che ricordano per assonanza di trattamento quelle dei morti sul lavoro di cui si parla – lo rilevammo in occasione della festa del primo maggio – solo in taluni casi. Stavolta neppure l’ennesima condotta pannelliana ha garantito un palcoscenico adeguato alla questione. Viene cinicamente da riflettere se davvero, come ha scritto Napolitano, la sua “azione continuerà ad essere un prezioso stimolo, suscitando come già in passato discussioni e prese di coscienza che rivelano poi col tempo la loro fecondità e lungimiranza”. 
Pannella ha annunciato a Repubblica Tv che questo sarà il suo ultimo sciopero (a testimoniare l’interruzione c’è un video sulla pagina Facebook) e noi – dopo anni e anni di proteste nonviolente – ce ne rallegriamo pensando, per una volta, alla sua di salute.

 

1 Commento per “L’ultimo sciopero di Pannella, fino al prossimo”

  1. gino

    Pannella anzichè parlare di amministia doveva battersi per far aprire le carceri nuove e mai entrate in funzione.Con l’amministia dopo sei mesi si ritorna allo stato coante.

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