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Il Carroccio e la secessione “fuori dalla storia”

A Venezia, nel weekend, era stata di nuovo evocata la secessione. Non è dato sapere se tanto di quello che si è udito alla manifestazione del Carroccio sia servito a far tacere le malelingue che da tempo si lambiccano su “cerchio magico” (vale a dire i fedelissimi di Bossi) e maroniani, in lotta in vista della corsa alla successione del Senatùr. Roberto Calderoli e Roberto Maroni (sebbene quest’ultimo più timidamente del primo), entrambi impegnati a dire che loro, no, non sono divisi e che senza Bossi, in fondo, non sarebbero niente.
Non è dato sapere, inoltre, se i retroscena giornalistici – ultimo quello di Panorama sulla figura di Lady Bossi, Manuela Marrone, da cui persino Berlusconi si è dovuto dissociare – abbiano imposto ai dirigenti leghisti un trait d’union che richiami alla base vecchi slogan – mai sopiti, ma neppure mai portati a compimento – quali “secessione!” e “siamo stufi di Roma Ladrona!”.
Quello che sappiamo con certezza è che Giorgio Napolitano, comprensibilmente, non ha gradito gli anatemi della Lega. Ma non ha replicato all’istante. Ha atteso la prima occasione utile. Martedì, infatti, in visita alla mostra La macchina dello Stato per commemorare i 150 anni dell’Unità d’Italia, il presidente della Repubblica ha sentenziato come il tema della secessione sia fuori dalla storia e lo ha fatto, per giunta, nel giorno del declassamento dell’Italia stabilito dall’agenzia di rating Standard & Poor’s. “L’agitare ancora oggi la bandiera della secessione vuol dirsi porre fuori dalla storia, dalla concreta realtà e da quell’indispensabile impegno comune per far fronte alla crisi finanziaria”, ha detto Napolitano.
Polemica conclusa? Macché. Mercoledì mattina, intervenendo al programma di Belpietro La Telefonata, è stato Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega alla Camera, a replicare: “Per principio e anche per doveroso rispetto non commentiamo mai le dichiarazioni del capo dello Stato. Bossi però a Venezia ha fatto riferimento alla necessità che si possa esprimere il popolo, il popolo è sempre sovrano e quindi è l’unica figura che è sempre sopra il capo dello Stato. Il popolo ha sempre diritto di dire la sua”.
Apriti cielo! “Le affermazioni dell’on.le Reguzzoni sono di una gravità assoluta, tanto da configurarsi come vilipendio al capo dello Stato. I leghisti, anziché riflettere sul monito del presidente della Repubblica, sferrano un attacco senza precedenti al vertice delle Istituzioni: hanno veramente passato il limite della decenza”, ha chiosato il presidente dei senatori dell’Idv, Felice Belisario. “Gli attacchi della Lega al presidente Napolitano sono inqualificabili. Gli italiani hanno fiducia nel presidente della Repubblica che svolge il suo incarico con grande saggezza ed equilibrio e dimostrano quotidianamente la gratitudine per il suo lavoro che fa del Quirinale il principale avamposto per la difesa della nostre istituzioni, sempre più screditate dalla Destra”, ha invece affermato Francesco Boccia, deputato del Pd.
La Lega, comunque, ha lanciato l’idea di un referendum in chiave secessionista. Magari solo al Nord, perché su scala nazionale è difficile ipotizzare un successo in questo senso. Una sorta di autodeterminazione del popolo padano, insomma. Ma i dubbi di sondaggisti e analisti permangono e li facciamo nostri. In definitiva sono ben altri i problemi che gli italiani reputano tali, come sottolinea Napolitano.

F. G.

 

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