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Romano, respinta la mozione di sfiducia

Si era detto ottimista nei giorni scorsi il ministro delle Politiche agricole, Francesco Saverio Romano. La Camera ha infatti bocciato la mozione di sfiducia nei suoi confronti presentata da Pd, Idv e Fli. I voti contrari alla mozione sono stati 315 mentre 294 sono stati quelli a favore.
Alla vigilia l’opposizione (con Pier Luigi Bersani in testa) aveva chiesto al ministro un passo indietro a causa della sua inopportunità a sedere al Cdm in quanto indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. “In questi mesi sono stato oggetto di una campagna di aggressione con non auguro a nessuno e che ha riguardato me, la mia comunità politica, i miei familiari”, è stata l’autodifesa in Aula di Romano. Il quale ha accusato i magistrati di avere nei suoi riguardi motivazioni politiche. L’indagine, ha spiegato, è stata riaperta dopo che il gruppo composto da ex esponenti dell’opposizione (di cui lo stesso Romano può dirsi un fondatore) è divenuto a dicembre dell’anno scorso la “terza gamba” del governo. Non a caso l’ex finiano Silvano Moffa si è rivolto duramente a quanti paventavano l’idea di “un voto di scambio”: “Il garantismo viene sacrificato in nome di una lotta politica che sta diventando una barbarie. La vicenda giudiziaria di Romano per voi è solo l’occasione di vendicarvi del 14 dicembre, quando abbiamo respinto il tentativo di ribaltone”.

Ma la giornata politica è stata caratterizzata anche dal tema della successione a Mario Draghi alla guida di Bankitalia. I maggiori quotidiani aprivano con il nuovo scontro all’orizzonte tra Berlusconi e Tremonti. Il primo avrebbe già trovato l’intesa con il Colle sul nome di Fabrizio Saccomanni (già direttore generale della Banca d’Italia), il secondo caldeggia l’ipotesi Vittorio Grilli (direttore generale del Tesoro). Grilli, inoltre, ha ricevuto sempre in giornata l’endorsement di Bossi, “non fosse altro che è di Milano”.

Certamente, però, i riflettori erano puntati alla mozione di sfiducia su Romano. “Non sono 315 voti a mio favore, ma sono 315 voti contro la mozione”, ha osservato il ministro per poi aggiungere sottolineando la soddisfazione di Berlusconi per l’esito della votazione: “È un dato positivo, significa che la maggioranza è qualificata. Adesso c’è spazio per fare le riforme e arrivare alla fine della legislatura”. Tuttavia, non è passata inosservata neppure l’affermazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini. “Dall’esperienza che ho mi sembra che si sia aperta la campagna elettorale”, ha detto Fini rispondendo ai cronisti che gli chiedevano di rendere conto riguardo “la seduta agitata” di mercoledì. Il leader di Fli si era recentemente espresso sull’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne.

F. G.

 

2 Commenti per “Romano, respinta la mozione di sfiducia”

  1. […] Bossi a quanti gli domandano se il governo durerà fino al 2013. Di sicuro, ha osservato, “oggi è andata bene”. […]

  2. […] i vari “casi” interni alla maggioranza – Milanese e Romano – si discute insomma di ciò che l’esecutivo dovrà proporre per fronteggiare […]

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