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Come sono andate le elezioni in Polonia

di Antonio Caputo

Domenica si sono svolte le elezioni politiche in Polonia, per il rinnovo della Dieta (Sejm), la Camera bassa del Parlamento, ed il risultato è stato quello di una conferma per il Premier uscente, Donald Tusk, e per la sua coalizione di Governo, formata dal suo partito, ‘Piattaforma Civica’, e dal Partito dei Contadini, entrambi componenti del PPE, ed espressione di un centrodestra liberale e moderato. I due partiti di Governo perdono leggermente terreno: Piattaforma Civica, che scende dal 41.6% ottenuto nel 2007, al 39.2 odierno, ma le cui perdite in seggi sono piuttosto limitate (appena tre scranni in meno rispetto alle precedenti elezioni), e i Contadini che scendono di mezzo punto all’8.4%, perdendo anch’essi tre seggi. Il risultato consente comunque alla coalizione di conservare una sia pur risicata maggioranza parlamentare (234 seggi sui 460 complessivi della Dieta), e di proseguire nell’azione di governo, caratterizzata da positivi risultati, cosa che ha consentito al Paese di rimanere sostanzialmente immune dalla devastante crisi economico/finanziaria abbattutasi sul resto del Continente europeo e sugli USA. E’ la prima volta dal ritorno della democrazia in Polonia, poco più di venti anni fa, che un Governo uscente si riconferma nelle urne: un’evidente conseguenza del buon andamento dell’economia del Paese

Sul versante destro dello schieramento, battuta d’arresto per la formazione ‘Diritto e Giustizia’, dell’ex premier Jaroslaw Kaczynski, scesa dal 32% circa del 2007, al 30%, cosa che le è costata la perdita di otto seggi. Dal punto di vista programmatico, Diritto e Giustizia si configura come una formazione di destra conservatrice e populista, di accesa matrice nazionalista, euroscettica, anti tedesca e anti russa, e dal profilo statalista in economia. Il fatto che, pur sconfitta, possa contare comunque sul 30% dell’elettorato è segno del vasto seguito che il partito di Kaczynski può vantare tra la numerosa componente cattolica polacca; componente cattolica spaccatasi, anche a livello di clero (come ormai avviene da diversi anni a questa parte), tra i votanti per Piattaforma Civica, opzione caldeggiata da una parte della Conferenza Episcopale, e quelli per Diritto e Giustizia, che fanno riferimento alla seguitissima Radio Marija.
Se la destra non ride, la sinistra piange: il Partito della Sinistra Democratica, su livelli asfittici dal 2004 (europee) e mai più ripresosi da allora, fa segnare un ulteriore tracollo, fermandosi all’8.3%, contro il 13.2 precedente, e di conseguenza dimezza il numero di seggi in Parlamento (da 53 a 27).

Ma la vera sorpresa, per quanto pronosticata dai sondaggi, è stata l’exploit della formazione radicale di Janusz Palikot, già deputato di Piattaforma Civica, che dal nulla ha costruito un partito divenuto la terza forza del Paese con il 10% dei voti e ben 40 seggi, e che ha seriamente rischiato di andare al Governo come partner di Tusk, se la performance dei Contadini (o della stessa Piattaforma Civica) fosse stata appena meno positiva. Il suo programma, caratterizzato da un forte anticlericalismo, e da posizioni forti sui temi eticamente sensibili (aborto, droga e matrimoni gay), ha fatto breccia non tanto tra l’elettorato del suo partito di provenienza, quanto, piuttosto, tra quello di sinistra che fatica (a sei anni dalla catastrofe elettorale dei socialdemocratici che comportò per essi la perdita del Governo e della Presidenza della Repubblica) a trovare una formazione in cui riconoscersi. Naturalmente, essendo il nuovo partito ‘radicale’ al primo appuntamento elettorale, è impossibile prevedere se tale successo si consoliderà nel tempo o se, al contrario, si tratterà del classico fuoco di paglia, che dura una stagione, per poi dissolversi rapidamente all’elezione successiva.
Un flash sul sistema elettorale: i polacchi votano con il proporzionale a base circoscrizionale, con le circoscrizioni di dimensioni medie (da 7 a 19 seggi), in ciascuna delle quali si esaurisce il riparto dei seggi senza alcun recupero nazionale dei resti. La cosa, unita allo sbarramento (circoscrizionale) al 5% (che diventa l’8% nel caso di una lista formata dall’apparentamento di due partiti), fa si che pur in presenza di un sistema proporzionale, nella Dieta polacca entrino soltanto 5 partiti, con una certa premialità per i maggiori.

 

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