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Renzi e gli altri. L’ottobre caldo dei “giovani” del Pd

di Fabio Germani

Conoscendo l’indole del personaggio siamo convinti che l’ultima ricerca di Monitorcittà-Datamonitor non abbia turbato granché Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze risulta al terzo posto della classifica delle fasce tricolori più stimate, mentre l’oro spetta a quel Piero Fassino che Renzi elogiò in campagna elettorale per il suo impegno perché capace, nonostante fosse un dirigente nazionale del Pd, di rimettersi in gioco per la città di Torino. Tutt’altro che l’emblema del politico da rottamare, insomma.
E a proposito di rottamazione. Renzi ha presentato in questi giorni la Leopolda 2 che si terrà dal 28 al 30 ottobre a Firenze, annunciando à la Jovanotti il “Big Bang”.
“Nell’anno trascorso – ha scritto il sindaco di Firenze sul suo sito – è successo di tutto e oggi non c’è più bisogno di parlare di rottamazione: la vogliono tutti! Ogni giorno sui media o in rete ci sono nuovi sostenitori del ricambio totale. Bene così, non siamo gelosi… Ma adesso noi sentiamo il bisogno di fare il salto di qualità. Non basta la rivendicazione anagrafica e non basta dire che gli altri hanno fallito: è il momento di tirare fuori le idee”.
Certo, il “Big Bang” può essere interpretato in mille modi. Ad esempio il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, ha ricordato come sotto la stessa insegna Michel Rocard, nel 1993, “promise lo scioglimento del Partito socialista francese e si autopromosse rifondatore della sinistra d’Oltralpe. Le cose sono andate del tutto diversamente”. Sul fronte interno, il responsabile Economia del Pd, Stefano Fassina, ci è andato giù duro: “Più che un ‘Big bang’ si preannuncia un ‘Big bluff’ l’incontro alla Stazione Leopolda. Che noia, ragazzi. Matteo Renzi riscalda la solita ministra: ripropone come innovative ricette ideologiche vecchie di 20 anni e clamorosamente fallite”.
L’appuntamento alla Leopolda, però, sarà privo dell’altro “rottamatore” Pippo Civati. Il quale invece, insieme a Debora Serracchiani, ha organizzato una manifestazione a Bologna per il 22 e 23 di questo mese, Il nostro tempo. Le proposte, si legge sul sito di Prossima Italia, sono suddivise in “cinque grandi categorie, cinque campagne, cinque idee per cambiare l’Italia. Per ritrovare la democrazia perduta; per contrastare la corruzione e tutti i conflitti d’interesse; per tutelare il paesaggio e la bellezza italiana; per dare un futuro (anche pensionistico) ai giovani; e per togliere alle rendite, per dare al lavoro, con una riforma fiscale comprensibile e strumenti più seri per il contrasto dell’evasione”. All’evento parteciperanno tra gli altri, Rosy Bindi, Nicola Zingaretti, Ivan Scalfarotto, Vasco Errani, Enrico Rossi, Michele Emiliano e Luigi De Magistris.
Ancora prima, il prossimo weekend, si terrà invece Rifare l’Italia, Rinnovare il Pd dei 30-40enni del partito chiamati alle armi da Andrea Orlando.
La seconda metà di ottobre si appresta dunque ad essere un periodo di confronti e di idee tra le varie anime (soprattutto tra i “giovani”) del Pd. Il che è sempre un bene per una forza politica plurale. Però – è almeno preventivabile – non mancheranno le polemiche a cui Fassina ha dato il la. Anche perché il segretario Bersani, come già l’anno scorso, ha organizzato la “contro-Leopolda” a Napoli per il programma di formazione Finalmente Sud!. “Anche quest’anno il Pd nazionale organizza casualmente un altro evento nei giorni della Leopolda? Cose che capitano, si capisce”, ha ironizzato Renzi su Twitter.

 

2 Commenti per “Renzi e gli altri. L’ottobre caldo dei “giovani” del Pd”

  1. […] in “guerra”, aspettando il 5 novembre di Stefano IannacconeIl governo traballa e nel Pd è iniziato il riposizionamento degli aspiranti leader per acquisire un vantaggio strategico in vista di […]

  2. […] tempo, l’iniziativa Pd di Giuseppe Civati e Debora Serracchiani (di cui T-Mag si è occupato qui e qui) può essere seguita in diretta streaming sul sito di Prossima Italia. […]

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