Indignati: scontri a Roma, le condanne della classe politica | T-Mag | il magazine di Tecnè

Indignati: scontri a Roma, le condanne della classe politica

“Oggi abbiamo assistito ad atti di barbarie. La guerriglia urbana scatenata a Roma da alcune frange di violenti è un segno profondo di inciviltà che deve essere condannato duramente”. A dirlo è il presidente del Senato, Renato Schifani. Gli scontri di Roma provocati da molti facinorosi in quella che doveva essere una sorta di giornata internazionale dell’indignazione viene condannata trasversalmente dalla politica. Auto date alle fiamme, forze dell’ordine aggredite e lanci di oggetti stanno caratterizzando una manifestazione che doveva essere del tutto pacifica. “Roma viene in queste ore messa a ferro e fuoco da minoranze di violenti che minano le ragioni della protesta che la maggioranza dei giovani è impegnata a interpretare pacificamente. Il confronto democratico, che è alla base della nostra convivenza, va assolutamente difeso e si impone ora, da parte di tutti, una presa di distanza netta, ferma e decisa da ogni forma di violenza”, ha commentato il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.
Su Twitter il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha scritto: “In una società libera e democratica gli indignati si ascoltano, i delinquenti si mettono in galera”.
“I provocatori che hanno voluto inscenare una vera e propria guerriglia urbana – ha osservato invece il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – colpiscono al cuore le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere liberamente un disagio e una critica all’attuale assetto dell’economia mondiale. È indispensabile, a questo punto, una condanna corale e inequivocabile di ogni atto di violenza e un rigoroso isolamento dai movimenti, che hanno manifestato pacificamente, di chi si è reso protagonista di questi gesti inaccettabili”.
“Da giorni, purtroppo in una certa solitudine, dicevo a tutti quello che si andava preparando attorno alla manifestazione di oggi”, ha affermato infine il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. “Resta la speranza – ha aggiunto Capezzone – che qualcuno, a sinistra, comprenda che aizzare e fomentare produce danni incalcolabili. Così come, violenza a parte, resta il fatto che in tutto il mondo i cosiddetti indignati stanno dando risposte sbagliate a domande giuste. La crisi economica è certo un problema grave, ma pensare di rispondere con meno libertà economica, meno mercato e più statalismo significa produrre ferite sociali ed economiche ancora più profonde”.

 

1 Commento per “Indignati: scontri a Roma, le condanne della classe politica”

  1. franco funicella

    Mi chiedo, viste le immagini in Tv, come mai, mentre negli USA, i facinorosi si vedevano abbrancati e bloccati, per anche minimi gesti di intemperanza, a Roma (mi sembra che il precedente di circa un anno fa vide tutti assolti), i cosiddetti black-block o “fascisti”, come qualcuno, in diretta li appellava, hanno potuto agire senza che venissero minimamente fermati, arrestati per almeno eesere identificati? Da quali tutori dell’ordine pubblico – leggi chi li gestisce; o li demotiva, con sentenze di cui sopra, o con tagli mirati(?)- veniamo difesi, visto che poi i danni da costoro creati a pioggia li paghiamo tutti noi? Ammesso che poi non competa al Ministero degli Interni prevenire adunanze ” sediziose”.

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