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Maroni: “Terrorismo urbano, ora nuove leggi”

“Un’inedita forma di terrorismo urbano”. Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha definito quanto avvenuto sabato scorso a Roma in occasione della manifestazione degli indignati in un’informativa al Senato. Per Maroni si è trattata della “cieca violenza di tremila incappucciati che ha oscurato la protesta di migliaia persone che volevano solo manifestare. C’era la volontà – ha quindi aggiunto – di ricreare l’incidente avvenuto a Genova e solo grazie alle forze ordine che si è impedito che ci scappasse il morto”. E ancora: C’era l’intenzione di assaltare le sedi delle istituzioni repubblicane, in primo luogo Camera e Senato. È stato evitato”.
Tuttavia impedire che i violenti attirassero tutta l’attenzione su di sé, a scapito cioè delle migliaia di persone che sfilavano (o che hanno tentato di sfilare) lungo il corteo, era impossibile per quanto le informazioni e le voci di possibili infiltrazioni fossero già note alla vigilia. E Maroni, riferendo in Aula, ha ribadito come “le norme di legge attuali non consentano di procedere a fermi e arresti di chi è solo sospettato di volere partecipare a violenze di piazza”.
Nella giornata di lunedì Maroni era parso sulla stessa lunghezza d’onda di Antonio Di Pietro. “Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2′ contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari”, aveva chiosato il leader dell’Idv dando così il la al ministro che anticipava il succo del discorso che avrebbe pronunciato in Senato l’indomani: “Devo dire che per una volta sono d’accordo con l’onorevole Antonio Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire, una legge Reale Bis”. Non un problema di prevenzione, dunque, ma la mera necessità di colmare un vuoto legislativo. In che modo è ancora tutto da studiare, ma il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris – il quale sabato era a Roma – di certo è contrario al ritorno della Legge Reale, proposta invece dal leader del suo partito. “La Legge Reale – ha sostenuto De Magistris in un’intervista al Manifesto – è un vecchio arnese fascista cancellato dalla democrazia, non serve resuscitarlo. Ci sono leggi ordinarie, usiamo quelle. Piuttosto – ha poi affermato – si rischia di cancellare una protesta piena di contenuti politici mettendola solo sul piano dell’ordine pubblico”.
Il corteo – ha perciò spiegato De Magistris – era “pieno di proposte per un altro paradigma economico che mette radicalmente in discussione quello attuale. Pieno di cultura e non di generici slogan contro Berlusconi. Pieno di persone di tutta le età, uomini e donne giovanissimi, precari, operai, artisti, intellettuali, pensionati, disoccupati e impiegati che hanno fischiato le frange più violente”.
Ed è proprio pensando a queste ultime che Maroni si è infine rivolto agli amministratori locali e “alle persone perbene” della Val di Susa, in vista della manifestazione di domenica contro la Tav.
I danni causati dalle violenze di Roma, ha fatto sapere infine Maroni, ammontano a cinque milioni di euro e gli artefici sono tutti italiani.

F. G.

 

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