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Quanto vale internet in Italia? 12 idee per la crescita

di Fabio Germani

Quanto vale internet in Italia? Lo diciamo in cifre: fino al 2% di impatto diretto sul Pil (e ulteriori 20 miliardi di euro di impatto indiretto negli ultimi quattro anni per un contributo alla crescita pari al 14% del Pil), 700 mila posti di lavoro creati e sette miliardi di euro in surplus di valore per i consumatori italiani. I dati emergono dal rapporto Sviluppare l’economia digitale in Italia: un percorso per la crescita e l’occupazione recentemente redatto dal Digital Advisory Group.
Internet come strumento di ripresa economica, dunque. Basti pensare che l’impatto di performance sulle pmi è stato circa del 10% di crescita annua per le aziende attive sul web, rispetto alla stagnazione delle non attive. “Oggi – si legge nel rapporto –, nei paesi che sfruttano intensamente il potenziale di internet, l’economia digitale sta già producendo benefici notevoli in termini di contribuzione diretta al Pil nazionale. In Svezia e nel Regno Unito, per esempio, il contributo diretto al Pil di internet è superiore al 5%, senza contare i notevoli benefici aggiuntivi in termini di creazione netta di posti di lavoro o di sviluppo delle piccole e medie imprese e delle loro esportazioni, a cui si sommano anche i contributi indiretti al Pil (pensiamo agli acquisti effettuati nei punti vendita tradizionali ma favoriti dalla ricerca online) e l’offerta di un surplus di valore agli utenti di internet sotto forma di servizi offerti gratuitamente”.
E nel nostro Paese? “L’Italia – viene spiegato – ha svolto un ruolo di primo piano nel panorama digitale degli anni novanta, ottenendo risultati di rilievo nell’offerta di servizi online: dal lancio della prima Webmail, allo sviluppo di motori di ricerca, fino alla creazione di uno degli Internet Service Provider (ISP) ad accesso gratuito con più rapida crescita al mondo e alla realizzazione di un portale turistico di grande popolarità. In quegli anni, sono stati inoltre messi a punto progetti ambiziosi per lo sviluppo di una rete di connessione in fibra ottica”. Eppure, è successo negli anni che l’innovazione ha lasciato il posto a un notevole rallentamento. “Nell’ultimo decennio, la capacità dell’Italia di sviluppare servizi digitali innovativi e best practice di portata internazionale è progressivamente calata e internet è ancora un’opportunità poco sfruttata in Italia: l’impatto diretto dell’economia digitale sul Pil ammonta a circa il 2%, ben al di sotto di quello di molti altri paesi dell’Ocse. Invertire questa tendenza, rilanciando la capacità di innovare in ambito digitale, costituisce un’opportunità imperdibile per il nostro paese, se consideriamo che dal 2005 l’economia digitale ha costituito una porzione rilevante della crescita economica (pari a circa il 14%)”.

In sostanza, una buona parte del ritardo è dovuto ad alcuni ritardi infrastrutturali che hanno caratterizzato l’economia (per lo più a crescita zero) del nostro Paese. Il Digital Advisory Group indica le maggiori cause nell’insufficiente accesso alla banda larga (un problema di stretta attualità, dato che una fetta dei fondi previsti potrebbero essere dirottati verso altre voci di spesa) e nel digital divide. “Le performance dell’attuale rete italiana – si legge ancora – sono sufficienti a garantire un utilizzo di internet di base alla maggioranza della popolazione; tuttavia, non consentono ai consumatori e alle imprese di beneficiare appieno delle tecnologie più recenti e di quelle emergenti. Misurando la qualità complessiva dell’accesso a internet mediante il ‘Broadband Quality Score’, con un punteggio di 27/100 l’Italia occupa il 40° posto tra 72 paesi analizzati, un valore prossimo al limite minimo necessario per un uso agevole delle applicazioni internet attuali. L’ecosistema digitale italiano, potrebbe quindi trarre notevole beneficio da un accesso alla rete più affidabile e veloce”.
Riguardo il digital divide, “molti utenti italiani di internet non dispongono di un accesso alla banda larga: a marzo 2011 il 7,1% della popolazione italiana (4,3 milioni di persone) risiedeva in zone non coperte. Per colmare il digital divide, è necessario che l’Italia colga le opportunità offerte dall’evoluzione delle tecnologie di rete, tanto nell’ambito della rete fissa (come la fibra ottica) quanto della rete mobile (come le tecnologie LTE 4G e WiMAX). Sebbene l’insufficiente accesso alle infrastrutture tecnologiche oggi costituisca un ostacolo relativamente secondario allo sviluppo dell’economia digitale, se non si attuerà una strategia di investimenti efficace e di lungo termine nei prossimi anni il ritardo si aggraverà a causa dell’aumento dei dispositivi connessi a internet e delle applicazioni sempre più ‘affamate’ di banda, che si scontreranno con i limiti di capacità di connessione”.

Il rapporto non si limita a illustrare i ritardi della rete italiana. Traccia, anzi, una road map di dodici punti volti a razionalizzare e a promuovere la cultura digitale nonché le opportunità di crescita economica che essa può garantire: 1) colmare il digital divide; 2) pianificare le reti di nuova generazione; 3) favorire l’armonizzazione della normativa digitale a livello europeo; 4) creare un advisory board strategico per le politiche digitali; 5) incoraggiare la propensione dei consumatori al web; 6) promuovere modalità innovative di consegna degli acquisti online; 7) lanciare road show digitali per le pmi a livello regionale; 8 ) sostenere l’attività di e-commerce delle pmi; 9) promuovere i servizi di e-governement esistenti migliorandone la fruibilità; 10) pianificare lo sviluppo di una formazione digitale di qualità; 11) costituire una una Digital Experience Factory; 12) incentivare le start up digitali.

“Per quanto il contributo potenziale dell’economia digitale alla crescita del Pil e alla creazione dei posti di lavoro in Italia sia evidente – conclude quindi il Digital Advisory Group –, passare all’azione per accelerarne lo sviluppo rappresenterà una sfida, che richiederà l’impegno coordinato di molteplici stakeholder”.

 

5 Commenti per “Quanto vale internet in Italia? 12 idee per la crescita”

  1. […] un recente approfondimento ci siamo occupati di internet, dell’incidenza che ha sul Pil del Paese e del peso che ricopre in termini di crescita. Per […]

  2. […] vale fino al 2% di impatto diretto sul Pil italiano. A dirlo è il recente rapporto Sviluppare l’economia digitale in Italia: un percorso per la crescita e […]

  3. […] Redazione, vi scrivo in merito all’articolo pubblicato il primo novembre sul peso di internet nell’economia italiana raccontando la mia esperienza di imprenditore online. Credo, infatti, che in un periodo di crisi […]

  4. […] approfondire leggi anche l’articolo Quanto vale internet in Italia? 12 idee per la crescita. […]

  5. […] di riferimento in stile Facebook. Tuttavia è necessario ricordare che nel nostro Paese internet (rilevazioni Digital Advisory Group) pesa fino al 2% del Pil (l’agricoltura, per dire, è al 2,3) per un contributo alla crescita […]

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