Frane e smottamenti: cosa succede all’Italia? | T-Mag | il magazine di Tecnè

Frane e smottamenti: cosa succede all’Italia?

di Claudia Carmenati

Dal 2000 ad oggi sono 133 le vittime in Italia dei disastri ambientali. Alluvioni, colate di detriti, straripamenti e smottamenti dal Piemonte alla Sicilia, tutta la penisola sembra colpita ogni anno da fenomeni incontrollabili e imprevedibili. Cosa sta succedendo al nostro territorio? T-Mag ha girato questi interrogativi al Professor Gabriele Scarascia Mugnozza, Direttore del dipartimento Scienze della terra dell’Università “La Sapienza” di Roma, per avere un punto di vista scientifico e delle spiegazioni tecniche sui fenomeni naturali che dopo essersi abbattuti su Genova e Messina, sembra siano in procinto di colpire la Calabria.

Una mappa del clima atipica in Italia in questo momento: In Trentino ci sono ancora i prati fioriti e a Messina e Liguria si scatena il diluvio, Professore possiamo parlare di fenomeni casuali o siamo di fronte a cambiamenti sistemici?

I fenomeni che cita non hanno nulla di eccezionale rispetto al passato, probabilmente c’è un incremento di intensità o di frequenza nell’ultimo decennio, ma non abbiamo statistiche che lo possano confermare, dieci anni sono una finestra troppo ristretta per poter analizzare la ciclicità. Tuttavia piogge intense e smottamenti e tutta la serie di eventi meteorologici che riteniamo “straordinari” c’è sempre stata, è dal 1500 che ne abbiamo ripetuta su tutto il territorio nazionale. Statisticamente la Liguria, la Sicilia, la Calabria e la penisola sorrentina sono colpite nei periodi primaverili e autunnali, mentre in Trentino i fenomeni di piogge intense si verificano in estate, basta citare il caso di Borca di Cadore.

Fiumi di fango nelle immagini dei telegiornali, il paese è costantemente definito a rischio idrogeologico, ci può spiegare quali sono le fragilità dal punto di vista tecnico del nostro territorio?

L’Italia ha un paesaggio incredibile, ma spesso ci dimentichiamo che è una paese con una storia geologica recente, lo testimoniano le frane, le alluvioni, i terremoti. L’Italia, a differenza della Germania e di gran parte della Francia, è geologicamente attiva, ci sono persino vulcani attivi a confermarcelo.

Quali potrebbero essere le misure da adottare per mettere in sicurezza la popolazione? Potrebbe suggerire anche delle buone prassi che noi tutti possiamo mettere in pratica?

I governi dovrebbero applicare le leggi vigenti, che sono ben articolate vanno solo messe in pratica. E’ l’applicazione il problema, in Italia manca il controllo, la filiera della sicurezza è troppo parcelizzata e alla fine nessuno si fa carico delle responsabilità. La legge prevede la delocalizzazione e assegna alle Regioni la competenza in materia di rischio idrogeologico, ma la cronica mancanza di fondi rende disapplicato un buon proposito legislativo. La ricerca ha fatto la sua parte producendo la mappatura italiana del rischio idrogeologico come richiesto dalla legge Legge 3 agosto 1998, n. 267, una legge nata dopo il disastro di Sarno, che prevede l’individuazione e perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico in Piani Straordinari (PS267). Ora è tempo che la politica ma anche i cittadini siano più coscienti. Il mio suggerimento è un’azione congiunta pubblico privata che promuova l’assicurazione sulle case da parte dei proprietari. Come assicuriamo la macchina contro il rischio furto o incendio dovrebbe essere buona prassi assicurare anche la casa contro i fenomeni naturali. Poiché l’assicurazione prevede un costo più alto più è alto il rischio che quell’evento si verifichi, il cittadino si renderebbe conto del grado di sicurezza della sua abitazione, si attiverebbe cioè un processo di consapevolezza del rischio reale al di là di condoni o sanatorie.

 

1 Commento per “Frane e smottamenti: cosa succede all’Italia?”

  1. lucio

    Mi sembra evidente, sta franando,
    per un uso scriteriato del territorio,
    da parte di tutti,come se ne fossimo
    i proprietari assoluti e immortali.

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