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Le migliori buone notizie del 2011

di Matteo Buttaroni

Moltissimi sono gli eventi che hanno segnato quest’anno. Un anno, il 2011, che ha visto catastrofi come quella di Fukushima, guerre e rivoluzioni, la primavera araba. Morti, purtroppo tanti morti, come in Siria a causa della repressione del regime di Bashar al-Assad, che non lascia quel trono mantenuto sul sangue e sulla violenza. Amnesty International ha pubblicato il report Le migliori buone notizie del 2011 tra cui figurano le condanne e gli arresti dei criminali di guerra, tristi protagonisti della polveriera che furono i Balcani negli anni ’90.
Così, nella lista delle “buone notizie”, compaiono le condanne emesse dal Tribunale penale internazionale, per Vlastimir Djordjevic, accusato dell’omicidio e deportazioni di kossovari albanesi, per i generali croati Ante Gotovina e Mladen Markac, accusati dei massacri sulla popolazione serba nel 1995. Ratko Mladic, inoltre, è stato condannato per crimini di guerra perché responsabile della morte di ottomila musulmani. Il 20 luglio è stato condannato anche Goraz Hadzic per omicidio, imprigionamento e riduzione in lavoro forzato di civili croati. E ancora Momcilo Perisic, arrestato per crimini contro l’umanità durante l’assedio di Sarajevo e il genocidio di Srebrenica. Non solo Balcani. Tra le migliori notizie del 2011 c’è la liberazione in Russia dopo due anni di detenzione di Aleksei Sokolov. Fondatore di un’organizzazione non governativa per i diritti umani fu arrestato per pretestuose accuse di furto e rapina.
Lasciando il freddo nordico e avvicinandoci al tepore mediterraneo, nella lista troviamo la dichiarazione del Consiglio di Stato italiano che ha giudicato illegale la cosiddetta “emergenza nomadi”, che ha portato allo sgombero forzato e violazioni dei diritti umani ai danni delle comunità nomadi residenti nel Belpaese. Negli Stati Uniti, invece, è stata abolita la pena di morte nell’Illinois. Inoltre, sempre negli States, il governatore dello stato dell’Oregon, ha annunciato il ritiro della condanna a morte di Gary Haugen e ha vietato qualsiasi altra condanna a morte durante il suo mandato. Anche il procuratore di Philadelphia ha rinunciato alla condanna a morte di Mumia Abu-Jamal, il giornalista e attivista accusato di aver ucciso un agente di polizia. Spostandoci a Cuba, sono stati liberati i prigionieri di coscienza: Hector Maseda, Angel Moya, Felix Navarro e Josè Ferrer, arrestati per reati contro la sicurezza e l’indipendenza del Paese.
Pure la Cina ha rinunciato alla condanna a morte di Leng Guoquan. Nel Myanmar sono stati liberati circa 200 prigionieri politici. In occasione della fine del Ramadan, in Iran è stata concessa la grazia a 70 detenuti, “condannati – spiega Amnesty International – per vaghi reati ‘di sicurezza’ tra i quali la partecipazione alle proteste che seguirono, nel giugno 2009, alle contestate elezioni presidenziali”. Anche in Azerbaigian, è stata concessa la grazia a un possibile “nemico dello Stato”, Eynulla Fatullayev, arrestato per diffamazione e terrorismo a causa dei suoi articoli. Nella lista compare infine la Repubblica democratica del Congo dove Kibibi Mutware è stato giudicato colpevole, dopo dieci anni di impunità di stupro di massa. Infine, arriviamo in Tunisia, paese che ha dato l’esempio all’intero mondo arabo raggiuggendo la democrazia. Secondo il report “il 19 gennaio le autorità tunisine hanno rilasciato tutti i prigionieri politici e di coscienza”.

 

1 Commento per “Le migliori buone notizie del 2011”

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