“Perché piangere due volte?”, un bell’esempio di comunicazione | T-Mag | il magazine di Tecnè

“Perché piangere due volte?”, un bell’esempio di comunicazione

di Mauro Terlizzi

Quello del “caro estinto” è un mercato serio e strutturato, con grandi gruppi internazionali e operatori nazionali di spessore che coinvolge privati ed enti pubblici (si pensi solo alla gestione cimiteriale). E’ un mercato che, mi si passi il sarcasmo, non “muore” mai, ma che naturalmente risente degli andamenti economici nelle sue politiche d’offerta.
E’ un settore dove vale molto il passaparola e la conoscenza diretta o suggerita, così come il “presidio” e la rapidità d’approccio con la domanda che si forma nel mondo della sanità e che, ovviamente, “beneficia” di stati d’animo sensibili e stati di necessità impellenti. Per questo, una corretta azione di comunicazione, che presuppone chiarezza e razionalità d’approccio è sicuramente positiva.
Negli anni passati qualche operatore aveva provato a comunicare al pubblico vasto, addirittura con campagne TV, rimanendo però bloccato dalla delicatezza del tema e non centrando, fino in fondo, un obiettivo soddisfacente (l’head line della società, di cui non ricordo il nome, non a caso era “passare con stile”…).
Questa campagna, invece, mi sembra molto azzeccata, sotto tutti i punti di vista.
In primo luogo l’approccio, molto laico e realistico e, poi, il linguaggio leggermente sdrammatizzante, ma sobrio. Inoltre, un “visual” essenziale, fatto solo di lettering, che ricorda molto le pubblicità intelligenti di Ikea o quelle anglosassoni di “lettura” solitamente programmate sui metro e bus.
In sintesi, un bell’esempio di comunicazione, che dice la verità, senza ipocrisie culturali rituali, ricordandoci che la morte è naturale e che, soprattutto, quella di qualcuno riguarda sempre la vita di qualcun altro.

 

1 Commento per ““Perché piangere due volte?”, un bell’esempio di comunicazione”

  1. Mariella

    non sono in alcun modo d’accordo su questo articolo. Non si tratta di un’associazione no profit,parliamo di un’agenzia funebre che lucra sulle disgrazie, e che prova a rimanere impresso nelle menti con queste campagne pubblicitarie vergognose,offensive per chi,soprattutto per chi un lutto l’ha subito. Chi non lo subisce se lo immagina naturale,un vecchietto che muore,la nonnina trapassata,ma chi subisce un lutto ingiustificato e terribile non può rimanere indifferent e fare anche elogi e complimenti a una strategia pubblicitaria del genere. E’ l’esempio che in Italia è tutto lecito,tette,culi,offese, che per arrivare allo scopo “tutto è lecito”,perfino una campagna che fino a una decina di anni fa avrebbe fatto inorridire un paese intero. Ma tutto ormai è normalità,siamo stati abituati a standard di moralità bassissimi,e io a questi pubblicitari insegnerei un po’ di buon senso. Ritengo quindi quest’articolo stesso insensibile e ovviamente non pratico (fortuna sua ) degli argomenti di cui sta parlando.

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