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Agenda digitale, il nostro è un Paese in controtendenza

di Mirko Spadoni

E’ un’Italia in controtendenza, quella che emerge dal recente rapporto condotto da Assinform, l’associazione delle aziende informatiche, aderente a Confindustria Digitale. Secondo i dati raccolti nel 2011, mentre nel resto del mondo il mercato dell’Ict (Information and communication tecnology) è cresciuto complessivamente del 4,4%, nel nostro Paese lo stesso settore è calato del 3,6%, per un valore complessivo di 58 miliardi di euro. Per la precisione, spiega il rapporto, l’informatica non ha superato i 17,7 miliardi (-4,1%) e le telecomunicazioni i 40,4 miliardi (-3,4%).
Quello appena trascorso è stato un anno negativo e il 2012 non sembra promettere nulla di buono. Perché, prevede l’Assinform, il mercato dell’Ict soffrirà ancora con un probabile calo medio pari al 2,2%: 2,3% per l’It e 2,1% per le Tlc.
L’Italia è in “forte ritardo sull’attuazione dell’agenda digitale, ma ormai – sostiene il presidente di Assinform, Paolo Angelucci – vi sono tutti i presupposti per farla decollare”, a partire “dalla cabina di regia del governo”.
“Occorre avere subito sul tappeto un piano operativo-esecutivo – ha quindi aggiunto – che coordini e detti regole e tempi certi entro cui procedere allo switch off digitale del Paese”.
Con queste percentuali di crescita è necessario fare qualcosa: dal superamento della “visione tradizionale del mercato Ict con la classificazione di ‘global digital market’, settore in cui crescono e-reader (+719%), smart tv (+92%), tablet (+125%), cloud (+34,6%), It per web (+9,9%), contenuti digitali e pubblicità online (+7,1%), accessi a banda larga (+1,1%)”. Questa nuova classificazione del mercato Ict come “global digital market” porterebbe, spiegano quelli dell’Assinform, “ad una valutazione del mercato di quasi 70 miliardi di euro (circa 11 miliardi in più rispetto al perimetro tradizionale)” attenuando in questo modo “la tendenza verso il basso con un trend di -2,2% nel 2011”. Questa nuova “visione del mercato Ict ha importanti implicazioni di politica industriale per le imprese del settore”, spiega il presidente di Assinform secondo il quale è necessario valorizzare “le spinte verso l’economia digitale che emergono da più parti”. Solo così, ribadisce Angelucci, “il settore Ict saprà fare la sua parte e dare un contributo determinante per la modernizzazione e la crescita del Paese”.
L’Agenda digitale europea è un programma Ue che prevede per tutti i cittadini la banda larga entro il 2013 e quella veloce entro il 2020. Il decreto del governo DigItalia è previsto per giugno. Il provvedimento comprenderà una serie di norme al termine dello studio della cabina di regia dell’Agenda digitale. I gruppi di lavoro dovranno individuare priorità, ostacoli e copertura finanziaria.

Leggi anche:
Agenda digitale: i ritardi culturali e strutturali dell’Italia

 

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