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Il 31,9% dei giovani è senza lavoro

Il report dell’Istat sull’occupazione nel 2011 ci aiuta a comprendere meglio le dinamiche del mercato del lavoro nei diversi settori, ma anche da un punto di vista socio-demografico.
Nella media del 2011, rileva l’istituto di statistica nazionale, l’occupazione registra una variazione tendenziale positiva dello 0,4% (+95.000 unità). “Il risultato – viene infatti spiegato – sconta la differente dinamica della componente italiana e di quella straniera.
Tra il 2010 e il 2011 l’occupazione italiana diminuisce di 75.000 unità, a motivo del calo della sola componente maschile.
La discesa del numero degli occupati italiani riassume la forte riduzione dei 15-34enni (-233.000 unità), il moderato recupero dei 35-54enni (+36.000 unità) e l’aumento dell’occupazione delle persone più adulte (+ 122.000 unità, nella classe 55 anni e oltre).
L’occupazione straniera aumenta di 170.000 unità, ma il tasso di occupazione scende dal 63,1% al 62,3% (dal 76,2% al 75,4% per gli uomini e dal 50,9% al 50,5 % per le donne). Il tasso di occupazione complessivo si attesta al 56,9%, appena un decimo di punto al di sopra di quello del 2010. A livello territoriale, alla riduzione dell’indicatore nel Centro si accompagna il modesto incremento nel Nord e nel Mezzogiorno.
Al positivo risultato (+0,8%, pari a 130.000 unità) dell’occupazione dipendente, dovuto quasi esclusivamente al lavoro a termine, si contrappone la moderata flessione dell’occupazione indipendente (-0,6%, pari a -36.000 unità).
Nell’industria in senso stretto, dopo tre anni in discesa, il livello dell’occupazione segnala un contenuto recupero (+1,4%, pari a 63.000 unità). L’incremento riguarda pressoché esclusivamente il Nord soprattutto le imprese con oltre 50 dipendenti.
Gli occupati del terziario aumentano su base annua dell’1,1% (+151.000 unità). A fronte della riduzione degli occupati nel commercio, i servizi alle famiglie manifestano un ulteriore sostenuto incremento.
Con ritmi più contenuti, prosegue la discesa dell’occupazione a tempo pieno (-0,1%, pari a -19.000 unità); quella a tempo parziale registra una nuova significativa crescita (+3,3%, pari a 114.000 unità). L’incidenza di quanti svolgono part time involontario sale dal 49,3% del 2010 al 53,3% del 2011.
Nel 2011, il numero dei disoccupati rimane sostanzialmente stabile, a motivo della discesa nella prima parte dell’anno compensata dalla successiva salita”.
“Nella media del 2011 – evidenzia ancora l’Istat –, il tasso di disoccupazione è pari all’8,4%, invariato rispetto a un anno prima.
L’indicatore, rimasto stabile nel Centro, registra una lieve flessione nel Nord (dal 5,9% al 5,8%) e una contenuta crescita nel Mezzogiorno (dal 13,4% al 13,6%). Il tasso di disoccupazione aumenta per la componente straniera, passando dall’11,6% del 2010 all’12,1% del 2011. L’indicatore diminuisce per gli uomini dal 10,4% al 10,2%; sale per le donne dal 13,3% al 14,5%. Il tasso di disoccupazione giovanile cresce di 1,3 punti percentuali, portandosi, nella media del 2011, al 29,1%, con un massimo del 44,6% per le giovani donne residenti nel Mezzogiorno. Il numero degli inattivi tra 15 e 64 anni rimane sostanzialmente stabile su base annua, a sintesi del calo della componente italiana (-84.000 unità) e dell’ulteriore crescita di quella straniera (+105.000 unità). Tra gli inattivi, cresce il numero di quanti non cercano lavoro ma disponibili (+5,5%, pari a 73.000 unità) e di quanti cercano non attivamente (+4,3%, pari a 63.000 unità) mentre si riduce quello degli inattivi che non cercano e non disponibili a lavorare (-0,8%, pari a -100.000 unità). Aumenta l’inattività dovuta a motivi familiari e all’attesa degli esiti di passate azioni di ricerca di lavoro mentre si riduce quella che si dichiara non interessata al lavoro. Il tasso di inattività si attesta al 37,8%, un decimo di punto in meno rispetto a un anno prima. Alla crescita del Centro si contrappone la contenuta flessione del Nord e del Mezzogiorno. In tale area, il tasso di inattività raggiunge nella media 2011 il 34,5% per gli uomini e il 63,2% per le donne”.
Ma è a leggere i dati, sebbene provvisori, del mese di febbraio che aumenta la preoccupazione. “A febbraio 2012 – afferma l’Istat – gli occupati sono 22.918 mila, in diminuzione dello 0,1% (-29 mila unità) rispetto a gennaio. Il calo riguarda la sola componente femminile. Nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente l’occupazione segna un aumento dello 0,1% (16 mila unità).
Il tasso di occupazione si attesta al 56,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e in aumento 0,1 punti in termini tendenziali.
Il numero dei disoccupati, pari a 2.354 mila, aumenta dell’1,9% (45 mila unità) rispetto a gennaio. Su base annua il numero di disoccupati aumenta del 16,6% (335 mila unità). L’allargamento dell’area della disoccupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di disoccupazione si attesta al 9,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio e di 1,2 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è pari al 31,9%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4,1 punti su base annua. Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,2% rispetto al mese precedente. In confronto a gennaio, il tasso di inattività risulta in diminuzione di 0,1 punti e si attesta al 37,2%”.

 

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