Se la movida è in crisi (ma non troppo) | T-Mag | il magazine di Tecnè

Se la movida è in crisi (ma non troppo)

di Fabio Germani

Lo scorso weekend gli ispettori dell’Agenzia delle entrate hanno condotto una nuova operazione nei locali della “movida” milanese. I ricavi delle consumazioni nelle discoteche e nei pub – è emerso dai controlli – sono aumentati dal 50 al 100% rispetto ai fine settimana precedenti. Inoltre, secondo i primi dati elaborati dalla Siae l’indomani del blitz, quasi nessun dj disponeva della necessaria autorizzazione per riprodurre i pezzi. Questa la cronaca. Ciò che noi in verità abbiamo tentato di capire in questi giorni, al netto di eventuali irregolarità, è quanto vale la movida in piena crisi economica. O per dirla in maniera diversa, quanto produce di questi tempi la vita notturna in termini di spesa e di ricavi. Per farlo abbiamo chiesto un po’ in giro, a Roma.
Sia beninteso: non c’è da parte nostra alcuna pretesa di stilare una casistica da prendere a modello, il nostro è semmai un esercizio di scuola. Intanto perché ogni locale fa storia a sé. E in secondo luogo perché non è detto che la realtà romana sia emblematica di quanto avviene nelle altre grandi città. Perciò ci limiteremo a fornire dei dati indicativi tra quelli che siamo riusciti a raccogliere. Lo premettiamo a scanso di equivoci.
Una serata in un locale può arrivare a costare circa seimila euro, talvolta anche di più. Non è semplicissimo decretare una media, molto dipende dal genere musicale proposto e quindi dal tipo di target a cui si fa riferimento. Le difficoltà derivano anche dalle diverse voci di spesa, alcune sostenute dagli organizzatori, altre dai gestori o proprietari del locale. Meno complesso, invece, è individuare il capitolo più oneroso. Escluso l’affitto del locale (spesa che riguarda i proprietari, appunto), è proprio la musica a pesare non poco sulle tasche degli organizzatori. Il costo è ripartito tra i diritti Siae (in certi casi anche fino a duemila euro) e i dj, le figure del personale per le quali sono previsti i maggiori compensi.
Poniamo che il locale in questione abbia dalla sua un pubblico consolidato e che non necessiti di particolari eventi per ottenere a fine serata discreti ricavi. In questo caso, a conti fatti, il guadagno di un gestore è pari al 20% dell’incasso. Ma è possibile andare sotto? Può succedere, anche se è piuttosto raro (se non impossibile in determinate circostanze). Evitiamo voli pindarici e mettiamo subito le cose in chiaro, però: ad oggi i guadagni non sono i medesimi di una volta. L’industria del divertimento (abbiamo riscontrato un parere condiviso al riguardo) ha registrato un calo del 30% dei suoi fruitori negli ultimi due anni.
A questo punto è d’obbligo cambiare prospettiva. Le persone che frequentano i locali sono mediamente molto giovani, tra i 18 e i 25 anni. In pista, tuttavia, può capitare pure di imbattersi in adulti scatenati. E sebbene questi ultimi dispongano di facoltà economiche superiori, tendono a non esagerare con i drink. Ma non è mai detto, certo. I ragazzi, più spensierati, di tanto in tanto possono arrivare a spendere tutti i soldi che hanno nel portafogli. Affitti, bollette e mutui da pagare sono un miraggio per molti di loro, evidentemente. Ad ogni modo il cliente, come è ormai consuetudine, preferisce risparmiare e consuma all’interno del locale non più di un cocktail, spesso già incluso nel prezzo di ingresso che si aggira attorno ai dieci euro (per inciso: gli esperti del settore ci hanno anche spiegato che, nonostante le recenti e restrittive regole sugli alcolici, chi intende lasciarsi andare e alzare un po’ il gomito si reca a bere altrove, contenendo così la spesa ed eludendo le norme in materia. Ma questo è un altro paio di maniche).
Del prezzo di ingresso, dicevamo. Nelle discoteche ci sono inoltre i privé in cui per accedere, se si desidera ballare in un contesto più intimo, è necessario prenotare il tavolo. Costo medio: 150 euro comprensivi di una bottiglia di alcolico, per un massimo di sei persone. Ma anche qui è inutile starsi a fare troppi calcoli. Molto dipende dall’offerta: se per l’occasione è previsto un particolare dj set o una performance dal vivo di una star internazionale, allora il tavolo può arrivare a costare fino a mille euro.
Ora potete anche farvi i vostri conti. Sono un bel po’ di soldini. Ad averceli da spendere sempre, in un’unica serata…

 

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