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Il punto

di Antonio Caputo

Altra tornata di primarie, in vista delle presidenziali di novembre, anche se l’esito è ormai scontato: mai in discussione la candidatura Obama per i Democratici; partita chiusa, con la vittoria di Romney tra i Repubblicani. Cinque Stati del Nordest al voto per ambedue i partiti.
Partiamo dalla roccaforte democratica del Rhode Island: tra i Democratici, Obama 85.5%; il 14.5% è un voto neutrale. Tra i Repubblicani stravince Romney, al 63.2% in uno Stato confinante col suo Massachusetts; secondo il libertario Ron Paul, al 23.9; si ferma al 6.1% l’ex Speaker della Camera, Gingrich, appena 50 voti in più del già ritirato Santorum (5.7%); neutrale l’1%. Nell’unica area urbana, quella della Capitale Providence, distanze lievemente più basse con Paul che, al solito, si difende meglio in città.
In Connecticut, dove Obama correva senza opposizione, tra i Repubblicani altro trionfo per Romney, (67.5%), che surclassa, in quest’altro Stato progressista al confine col Massachusetts, nell’ordine: Paul (13.4%), Gingrich (10.3%) e Santorum (6.8%), con un 2% neutrale. Lieve recupero di Paul rispetto alla media nelle aree urbane: quella della Capitale Hartford, e quella di New Haven. Ben più netta invece, la vittoria di Romney nella Contea di Fairfield, propaggine dell’area metropolitana di New York.
E passiamo allo Stato di New York, altra roccaforte democratica al confine col Massachusetts, in cui Obama andava al voto senza avversari. Romney si impone, a scrutinio quasi completo, col 63%, a fronte del 15-16% di Paul, al 13% di Gingrich, e all’8-9% di Santorum. Nelle aree metropolitane, Romney più debole, ma comunque vincente, in quelle della Capitale Albany, di Rochester e di Buffalo. Nella città di New York e soprattutto nell’hinterland, invece, successo assai più netto per Romney: 70% in città (Paul 14, Gingrich 10, Santorum 6) e 75 nell’hinterland (10% a testa tra Gingrich e Paul, Santorum 5).
Si votava anche in Pennsylvania, Stato di origine di Rick Santorum. Obama correva senza opposizione tra i Democratici; tra i Repubblicani, vittoria schiacciante per Romney, al 58%; il già ritirato Santorum si piazza secondo, con poco più del 18%; terzo Paul, al 13%; a chiudere Gingrich, fermo al 10.5%. Nelle aree metropolitane Romney fa anche meglio: di poco a Pittsburgh e ad Allentown, di gran lunga a Philadelphia e dintorni; un po’ più debole, ma comunque vincente nella Capitale Harrisburg.
Voto, infine, anche in Delaware, Stato del Vice Presidente Joe Biden. Obama che quattro anni fa batté Hillary Clinton dalle parti di Dover e dintorni, proprio grazie all’appoggio dell’allora Senatore Biden, quest’anno correva senza avversari. Altro trionfo tra i Repubblicani per Romney, (56.5%) rispetto al 27.1% di Gingrich, al 10,6% di Paul, ed al 5.9% di Santorum.
Romney mette a segno un en plein in questo Super Martedì del Nordest; tutti Stati dove era già in netto vantaggio (tranne che in Pennsylvania) nei sondaggi, quando Santorum era ancora in corsa. Dai risultati, i voti dell’ex Senatore cattolico si sono suddivisi tra l’astensione, alcuni seguaci superstiti che hanno continuato a votarlo, ed il miliardario mormone, che sembra averne ereditato la maggior parte.
Gingrich, a seguito dell’ennesima batosta rimediata, ed accortosi di non riuscire ad intercettare che le briciole dei seguaci di Santorum, ha deciso di ritirarsi dalla partita; l’annuncio ufficiale sarà dato entro una settimana, ma la decisione pare già presa. L’ex Presidente della Camera, tranne uno sprazzo in South Carolina, non è mai entrato in partita; e viste tutte le sberle rimediate, ha atteso fin troppo per uscir di scena. A Romney, per vincere manca solo l’ufficialità matematica; nessuno ormai però potrà più togliergli la nomination.

 

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