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Per Orlando è stato meglio non vincere al primo turno?

di Pietro Raffa

Approfittando del periodo di pausa tra il primo e il secondo turno elettorale, andiamo a vedere, prendendo come riferimento il caso del Comune di Palermo, come funziona la normativa elettorale per l’elezione dei Consigli Comunali in Sicilia per i Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti. La legge regionale n. 6 del 5 aprile 2011, pubblicata in GURS n. 16 dell’11/4/2011, ha apportato alcune sostanziali modifiche al sistema elettorale. La più importante, quella che ha generato l’equivoco verificatosi durante lo spoglio elettorale, riguarda la rimozione del cosiddetto “effetto trascinamento“: secondo il nuovo dettato normativo il voto espresso dall’elettore per la lista dei candidati al Consiglio Comunale non si estende al candidato sindaco cui la stessa è collegata e viceversa. Viene lasciata inalterata la possibilità dell’elettore di esprimere la preferenza per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata (c.d. voto disgiunto).
La nuova norma introduce un’interpretazione autentica in materia di computo dei voti per l’attribuzione del premio di maggioranza. Sancisce infatti la non utilizzabilità delle preferenze ottenute dalle liste sotto il 5% ai fini dell’ottenimento del premio di maggioranza (ricomponendo così una difformità di orientamenti tra gli organi consultivi della Regione Siciliana i giudici amministrativi di primo grado).
Credo sia opportuno spendere qualche parole circa l’attribuzione del premio di maggioranza, anche perché, come spesso accade, si sentono dichiarazioni completamente prive di senso da parte di noti esponenti politici. La legge regionale n.35/1997 prevede che

alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato proclamato eletto che non abbia già conseguito almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio viene assegnato, comunque, il 60 percento dei seggi, sempreché nessun’altra lista o gruppo di liste collegate abbia già superato il 50 per cento dei voti validi. Il premio di maggioranza previsto per la lista o le liste collegate al sindaco eletto al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti viene attribuito solo nel caso in cui la lista o le liste abbiano conseguito almeno il 40 per cento dei voti validi.

Occorre dunque effettuare una preliminare distinzione dei due periodi elettorali: il primo turno ed il ballottaggio. Per quanto riguarda il primo turno, per ottenere il premio di maggioranza (l’assegnazione del 60% dei seggi) le liste collegate al Sindaco devono ottenere il 40% dei voti validi, e nessuna delle altre liste deve aver ottenuto il 50%+1. Per quanto concerne il secondo turno (che si svolge qualora nessun candidato al primo turno avesse ottenuto la maggioranza assoluta), le cose cambiano: il premio di maggioranza scatta a prescindere dal fatto che la lista o il gruppo di liste collegate al Sindaco raggiunga la soglia del 40%, purché in ogni caso nessun’altra ottenga il 50%+1 dei voti validi.
Trasferendo il tutto al caso palermitano, cosa vuol dire concretamente? Significa che per Orlando è stato meglio non vincere al primo turno, poiché, in tal caso, non avrebbe potuto usufruire del premio di maggioranza e non sarebbe riuscito a governare. Invece, nel caso in cui Orlando trionfasse (cosa probabile) al secondo turno, l’Idv potrebbe ottenere ben 30 consiglieri su 50 (SeL non avrebbe diritto a nessun consigliere non avendo raggiunto il 5% dei voti). La lista dell’Idv ha infatti ottenuto il 10,25% dei voti e, viva la disproporzionalità, si porterebbe a casa il 60% dei seggi. Potrebbe però verificarsi un’altra eventualità, a dir la verità poco auspicabile. I candidati ammessi al ballottaggio hanno facoltà di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui è stato effettuato il collegamento nel primo turno. Le percentuali di queste liste vanno considerate ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza, a condizione, com’è stato spiegato prima, che raggiungano il 5% dei voti. Cosa potrebbe accadere? Che tutte le liste avverse a Orlando, e cioè Pdl, Udc etc., decidano di coalizzarsi in modo da raggiungere il 50%+1 dei voti e non far scattare il premio di maggioranza per le liste collegate ad Orlando. In realtà, così come avvenuto a Cagliari l’anno scorso, non è detto che i tribunali competenti gradiscano l’ipotesi dell’anatra zoppa (espressione che indica un Sindaco che si ritrova senza maggioranza all’interno del Consiglio Comunale), e dunque il premio di maggioranza potrebbe anche in questo caso essere attribuito alle liste collegate a Leoluca Orlando.
Staremo a vedere.

L’articolo è stato pubblicato inizialmente su Sursum Corda, il blog di Pietro Raffa

 

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