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Terremoto in Emilia: parola all’esperto

Intervista al professore di Scienze della terra all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Doriano Castaldini
di Fabio Germani

Doriano Castaldini sta girando le zone terremotate dell’Emilia per verificare – ci spiega – gli effetti del sisma sul territorio. Quando lo chiamiamo è a Mirabello. “Sto osservando un fenomeno di liquefazione, in particolare nell’area di Cavezzo, tra i comuni più colpiti, dove si sono formati dei vulcanelli di sabbia e altro materiale”. Castaldini è professore ordinario presso il dipartimento di Scienze della terra dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia nonché docente nei corsi di laurea in Scienze geologiche. Lui stesso è uno sfollato: “Io sono di San Felice – racconta Castaldini a T-Mag – e dopo il terremoto del 20 maggio ho trovato ospitalità a Cavezzo, anche se abbiamo dovuto lasciare inevitabilmente quella sistemazione a seguito degli eventi di martedì”.
Con il professore arriviamo presto al nocciolo della questione. “Nel passato – afferma Castaldini – vi furono terremoti più forti di quelli che si sono verificati in questi giorni. Sono le strutture sepolte sotto la Pianura Padana, che nei secoli con l’ausilio dell’uomo avevano già condizionato il percorso dei fiumi, ad avere provocato una intensa attività e dunque il sisma. I crolli, invece, non avvengono tanto a causa del terremoto, ma concorrono altri fattori tra cui la struttura morfologica del territorio. Comparando alcune immagini satellitari, prima e dopo l’evento del 20 maggio, si può notare un innalzamento della Pianura Padana pari a 15 centimetri”.
“La classificazione del rischio sismico – prosegue il professore nella sua analisi – avviene secondo quattro classi per tutto il territorio nazionale, così come stabilito dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: alta, media, bassa e minima. La zona interessata dal terremoto rientrava nella categoria di bassa pericolosità. C’è da dire che la classifica è stilata secondo la sequenza storica dei terremoti, perciò mi auguro che dopo gli ultimi due eventi si proceda per una nuova classificazione”.
Ma prevedere i terremoti è possibile? Se ne parlò a lungo, non senza polemiche, dopo la tragedia di L’Aquila del 2009 e qualcuno ha tentato di riaprire il dibattito pure stavolta. “Per previsione – risponde Castaldini – si intende la determinazione del luogo e del momento in cui si verifica l’evento. Questo è impossibile. Possiamo avere la percezione di quali aree siano più a rischio, ma non siamo in grado di stabilire il dove, come e quando. Dire che tra una settimana si registrerà un terremoto è inutile, poiché è un dato ovvio”. Altra questione, invece, è immaginare le attività dei prossimi giorni. “Nel ’97-’98 lo sciame sismico in Umbria e nelle Marche proseguì per 11 mesi. A L’Aquila per cinque, sei. Le scosse di assestamento, quindi, potrebbero durare ancora per settimane. La particolarità è stata la violenza del secondo sisma, quello di martedì. Francamente non mi sarei mai aspettato una replica di tale portata. Questo complica la casistica e nessuno può sapere con precisione la durata degli eventi”.
Tanti gli sfollati, 14 mila secondo le stime riferite dal governo. “Personalmente – confida in conclusione il professore a T-Mag – non ho risentito molto della paura per il terremoto, forse perché conosco la materia. Ma in compenso ho visto diverse persone piangere e avere timori per il futuro, avendo subito danni non indifferenti alle proprie abitazioni. Non a caso sono presenti nei luoghi di accoglimento gli psicologi per dare sostegno agli sfollati. A gennaio avevamo avvertito delle scosse, avvenute prima nel veronese poi nella pianura reggiana e nella zona di Parma. Ma agli eventi degli ultimi giorni non eravamo minimamente abituati”.

 

2 Commenti per “Terremoto in Emilia: parola all’esperto”

  1. Roberto Sacchetti

    da ignorante dico ( e chiedo ) che anche io non mi aspettavo la scossa di martedì 29 maggio della mattina alle 9.00 circa, ma ancor meno quella di fatto più devastante delle 13.00 circa [ ed erano tre in successione 2 superiori al 5° ( e c’è chi dice che una fosse anche superiore ) grado una di poco inferiore allo stesso ]. a questo punto sono nel panico totale perchè se ragiono con la memoria storica degli anziani del paese dovrei stare tranquillo infatti a memoria è da almeno 80 anni che non è mai capitato nulla del genere e quindi almeno per un’altro pò di anni non dovrebbe di nuovo capitare nulla di simile, ma visto che dai siti internet dei sismologi vedo molte scosse la domanda è : sono di assestamneto o si sta caricando un’altra botta ? e se si si sta spostando da basso ferrararese a bassa reggiana ?
    e poi perchè in tv parlano solo politici e gli esperti non fanno commenti scadenzati sull’evolversi della situazione ?

    cordialmente Roberto Sacchetti Fabbrico ( RE) 48 anni

  2. […] Sull’argomento, in occasione del terremoto che colpì l’Emilia Romagna nel mese di maggio, intervistammo il professore Doriano Castaldini il quale auspicò “una nuova classificazione” dopo gli ultimi […]

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