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La domanda e l’offerta del trasporto pubblico locale

Pubblichiamo di seguito una sintesi del focus dell'Istat sui "Trasporti urbani"

Dal lato dell’offerta, l’analisi del trasporto pubblico locale può essere ricondotta a due componenti principali: gli impianti fissi, cioè le infrastrutture viarie che condizionano i flussi di traffico e contribuiscono a determinare il grado di efficienza della mobilità urbana, e le attrezzature mobili, vale a dire il parco veicoli destinato al trasporto pubblico locale. L’offerta di infrastrutture, espressa in termini di densità della rete (lunghezza in chilometri delle reti di trasporto pubblico per 100 km2 di superficie comunale), manifesta un’elevata variabilità in termini di estensione e articolazione. In generale, oltre ad essere influenzata dalla distribuzione delle località abitate e dall’orografia del territorio, si caratterizza per le tipologie di mezzo di trasporto: in quasi tutte le città italiane sono presenti reti di autobus e in gran parte di esse reti ferroviarie, mentre risultano meno diffuse quelle di tram, filobus e metro.
Tra i comuni di maggiore dimensione demografica o centro di area metropolitana, una buona offerta in termini di reti caratterizza, nel Centro-Nord, le città di Firenze (520 km per 100 km2), Trieste (416), Milano (382) e Genova (313), con picco a Torino, dove la densità della rete supera i 600 km per unità di superficie. Anche il Mezzogiorno è ben rappresentato, soprattutto da alcuni capoluoghi campani (Napoli, circa 400, e Salerno, 321), da Cagliari (411), Messina (191), Catania (154) e Cosenza, il comune con la densità più elevata in assoluto a livello nazionale (837 km per 100 km2), interamente attribuibile alla rete di autobus che collega il centro abitato con numerose frazioni distribuite all’interno del territorio comunale.
Se un consistente numero di comuni (43 su 110) offre meno di 100 km di rete per unità di superficie, alcune regioni appaiono significativamente caratterizzate dai valori più bassi di questo indicatore, soprattutto nel Mezzogiorno: in Puglia 4 capoluoghi su 7, in Basilicata sia Potenza sia Matera, nelle Isole tutti i capoluoghi (al netto di Cagliari, Messina e Catania, sopra segnalate)
Nel 2010 per il complesso dei comuni capoluogo di provincia la densità media della rete di autobus è pari a 119,3 km per 100 km2 di superficie comunale, in crescita dell’1% rispetto all’anno antecedente e dell’8,9% rispetto al 2000. Aosta (608,0 km per 100 km2) segue Cosenza nell’ordinamento delle città per densità della rete; tra i comuni di maggiori dimensioni demografiche si superano i 500 km per unità di superficie a Torino (546,2) e Firenze (504,8). I 36 capoluoghi con densità superiori ai 200 km sono concentrati nel Nord-ovest e nel Sud, mentre le più basse densità di rete di autobus caratterizzano la maggior parte dei capoluoghi delle Isole, dove (al netto di Sanluri e Villacidro che non dispongono di alcun servizio urbano di trasporto pubblico) i valori più bassi si rilevano a Lanusei (21,9 km per 100 km2), Iglesias (21,2) e Caltanissetta (18,5).
Milano è il comune con la più alta densità di tranvie e di rete della metropolitana (rispettivamente 88,3 e 27,6 km per 100 km2), Cagliari conserva il primato della rete di filovie (43,2 km per 100 km2), mentre Bolzano presenta più chilometri di funicolare per 100 km2 di superficie (9,6). Nel 2010 la tranvia è entrata in esercizio anche a Firenze (14,5 km per 100 km2) e a Venezia (1,4 km per 100 km2).
Un ulteriore aspetto da considerare per l’offerta di trasporto pubblico è la disponibilità di attrezzature mobili. Nel 2010 l’indicatore (espresso in termini di vetture, usate nell’ambito di ogni sistema modale di trasporto pubblico – autobus, tram, filobus e metropolitana – in rapporto alla popolazione) descrive una dotazione media riferita ai capoluoghi di provincia di 10,6 vetture ogni 10 mila abitanti, praticamente invariata rispetto al 2009. Si tratta di un indicatore strutturale, quindi di non rapida evoluzione: nell’arco di un decennio descrive un incremento medio di circa una vettura ogni 10 mila abitanti. Milano primeggia tra i comuni di maggiori dimensione con 21,8 veicoli ogni 10 mila abitanti, seguita da Cagliari (20,3), Torino (5,8) e Firenze (14,6). Particolarmente esigua appare l’offerta in termini di veicoli di Messina (compensazione negativa alla buona densità di reti) che è tra i grandi comuni metropolitani quello con il valore più contenuto. Tra i comuni capoluogo meno popolosi si distingue Aosta (15 mezzi ogni 10 mila abitanti). Tra i primi 30 comuni per dotazione del parco veicolare in rapporto alla popolazione (pari o superiore a 10 mezzi complessivi) 21 sono del Nord (e tra questi tutti quelli della Liguria che si caratterizza positivamente), mentre solo 5 sono nel Mezzogiorno, con una specifica concentrazione in Abruzzo (L’Aquila e Pescara). All’opposto, tra i comuni dove l’offerta è molto ridotta (22 capoluoghi che dispongono di meno di 5 mezzi ogni 10 mila abitanti), più della metà sono del Mezzogiorno, con specifica concentrazione nelle Isole (10 in tutto).
Con riferimento alla flotta di autobus, la tipologia di mezzo più diffusa del trasporto pubblico locale, le maggiori dotazioni sono quelle di Cagliari (17,4 vetture per 10 mila abitanti), Bergamo (17,1), Siena e La Spezia (entrambe 14,7), Aosta (14,5), Firenze (14,1), Trieste (13,3) e Cuneo (13,0), mentre le più esigue si riscontrano a Iglesias e Barletta con 1,1 autobus ogni 10 mila abitanti e a Carbonia (1,0).
Milano (6,5 per 10 mila abitanti) e Roma (2,0) hanno la maggior disponibilità di vetture che compongono i convogli della metropolitana; sempre Milano, insieme a Torino, presenta la maggior disponibilità di tram (rispettivamente 3,7 e 2,5 vetture per 10 mila abitanti); infine Cagliari (2,3 per 10 mila abitanti) e Parma (1,8) sono le città con la più alta dotazione di filobus.
Il numero di posti-km offerti in totale dai mezzi di trasporto (autobus, tram, metro, filovie) è un’ulteriore importante variabile di offerta del trasporto pubblico locale che sintetizza la dotazione, in termini di veicoli e capienza, l’estensione della rete e la frequenza del servizio. I servizi di trasporto pubblico locale dell’insieme dei comuni capoluogo di provincia nel 2010 offrono in media 84.502 milioni posti-km (circa 4.700 per abitante), in crescita del 9,7 per cento rispetto al 2000 e in leggera flessione rispetto al 2009 (-0,2%). Anche in questo caso le 37 realtà locali caratterizzate da offerta più limitata (meno di 1.500 posti-km) sono nella metà dei casi comuni delle regioni meridionali, mentre i rimanenti si distribuiscono tra il Centro e il Nord. Tra i grandi comuni Milano fornisce il maggior numero di posti-km per abitante (oltre 13.200), seguita da Roma (8.370). Tra gli altri grandi comuni con offerta consistente (superiore ai 4.500 posti-km per abitante) solo Cagliari rappresenta il Mezzogiorno. Tra le città di media dimensione demografica Siena si conferma, anche con riferimento a questo indicatore, quella con l’offerta più consistente (6223 posti-km pro capite). Bergamo (poco più di 100 mila abitanti) si colloca al quarto posto nell’ordinamento nazionale, mostrando una disponibilità di posti-km pro capite (7.371) particolarmente consistente.

 

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