Dalla Chiesa, trent’anni dalla strage. Il cordoglio di Napolitano | T-Mag | il magazine di Tecnè

Dalla Chiesa, trent’anni dalla strage. Il cordoglio di Napolitano

Ricorre oggi, 3 settembre 2012, il trentesimo anniversario della morte del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia insieme alla moglie e alla scorta nel 1982.
Alla cerimonia hanno partecipato le autorità di Palermo e della regione Sicilia, oltre al ministro dell’interno Annamaria Cancellieri e ai familiari e ai conoscenti delle vittime.
Per la prima volta ha partecipato anche la figlia del generale, Rita dalla Chiesa che per la prima volta in trent’anni ha accettato di condividere il momento con il resto dei partecipanti.
Dal Quirinale è partito un comunicato stampa, diretto al prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, in cui si legge: “‘A trent’anni dal vile agguato al prefetto di Palermo, generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, alla moglie Emanuela Setti Carraro e al coraggioso agente di scorta Domenico Russo, crudelmente assassinati dalla mafia, rendo commosso omaggio alla loro memoria, ricordandone l’estremo sacrificio a difesa delle Istituzioni e dei cittadini’. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato al Prefetto di Palermo, Umberto Postiglione.
‘Eccezionale servitore dello Stato, di comprovata esperienza operativa e investigativa, in Sicilia ed in altre regioni, arricchita dagli straordinari risultati conseguiti nella lotta al terrorismo, il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa – ha ricordato il Capo dello Stato – fu inviato nuovamente nell’isola, quale prefetto della provincia di Palermo, in una fase particolarmente difficile della lotta alla mafia. La sua uccisione provocò un unanime moto d’indignazione, cui seguì un più deciso e convergente impegno delle Istituzioni e della società civile, che ha consentito di infliggere colpi sempre più duri alla criminalità organizzata, ai suoi interessi economici ed ai suoi legami internazionali’.
‘Ricordare il sacrificio del generale Dalla Chiesa e dei tanti che ne hanno condiviso il destino a salvaguardia dei valori di giustizia, di democrazia e di legalità, contribuisce – ha aggiunto il Presidente Napolitano – a consolidare quella mobilitazione di coscienze e di energie e quell’unione d’intenti fra Istituzioni, comunità locali e categorie economiche e sociali, attraverso cui recidere la capacità pervasiva di un fenomeno criminale insidioso e complesso’.
‘Con questo spirito di rinnovata adesione ai valori fondanti della Repubblica e interpretando i sentimenti di gratitudine dell’intera Nazione – ha concluso il Capo dello Stato – rinnovo ai familiari del generale Dalla Chiesa, della sua gentile consorte Emanuela e dell’agente Russo espressioni di calorosa vicinanza e solidale partecipazione al loro dolore”.

 

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