Cibo convenzionale vs. cibo biologico. Le differenze? Poche | T-Mag | il magazine di Tecnè

Cibo convenzionale vs. cibo biologico. Le differenze? Poche

di Mirko Spadoni

Il cibo biologico e quello “convenzionale” non sono poi così diversi. O meglio, uno studio condotto da alcuni ricercatori dello Stanford University Medical Centre, in California, ha riscontrato che non esistono, a livello di nutrienti e di apporto alla salute, “differenze” tra le due tipologie di cibo.
Il maggior beneficio che si può ottenere, scegliendo di consumare prodotti biologici, è quello di vedere ridotto del 30% il rischio di contaminazione con i pesticidi.
Questa, in sostanza, l’unica differenza riscontrata al termine dello studio pubblicato su Annals of Internal Medicine.
La ricerca californiana “ha preso in esame 17 studi che comparavano soggetti che – riferisce la Bbc – mangiavano cibo organico, con chi non ne mangiava e ulteriori 223 studi che comparavano livelli dei nutrienti, dei batteri, dei funghi, dei pesticidi in vari cibi, fra cui frutta, verdura, cereali, carne, latte e uova”.
In pratica, le analisi condotte direttamente su soggetti abituati a consumare cibi biologici non avevano mostrato alcuna riduzione di allergie, né di infezioni batteriche. È bastato invece monitorare per cinque giorni un gruppo di bambini a cui era stata imposta una dieta biologica affinché si registrasse un abbassamento del livello di residui dei pesticidi nelle urine.
“La tendenza che abbiamo osservato – ha detto analizzando i risultati di Stanford Flavio Paoletti, esperto dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione – è un lieve vantaggio dei prodotti biologici per quanto riguarda i valori di vitamine e antiossidanti”. Nell’agricoltura organica, spiega il ricercatore intervistato da La Repubblica, “si usano meno fertilizzanti contenenti azoto. La pianta riduce la sintesi di sostanze azotate e si orienta di più verso un metabolismo legato ai carboidrati. Ed è proprio da questo secondo percorso che derivano le vitamine”. Tuttavia “dare orientamenti certi ai consumatori con i dati che abbiamo in mano – ha ribadito Paoletti – è purtroppo impensabile”.

 

1 Commento per “Cibo convenzionale vs. cibo biologico. Le differenze? Poche”

  1. Le conclusioni della ricerca sistematica sono “In letteratura manca una forte evidenza che i prodotti biologici siano significatvamente più nutrienti di quelli convenzionali. Il consumo di prodotti biologici può ridurre l’esposizione a residui di pesticidi e batteri restistenti agli antibiotici”.

    Non vedo cosa c’entrino l’assenza di residui di anticrittogamici e insetticidi (ne mangereste un cucchiaino a colazione?) e la riduzione del rischio di batteri resistenti agli antibiotici con un titolo “I prodotti biologici non sono più sani degli altri”.

    La ricerca non si è basata su migliaia di studi (ne ha “considerati” 5.908, ma ne ha “scartati” 5.448, nella maggior parte dei quali -5.221-perchè …”non erano su alimenti biologici e convenzionali”, ne sono rimasti 460, da cui sono stati esclusi 223 (perchè non erano in inglese o per altri motivi), ne sono rimasti 17 sull’alimentazione umana e 223 sul contenuto in nutrienti, altri risultati sono stati scartati durante il confronto.

    Da quelli “tenuti” risulta che

    – Il rischio di residui di pesticidi è significaticamente inferiore nei prodotti biologici.
    – Il rischio di contaminazione da Escherichia nei vegetali è identico nei due metodi di produzione
    – Il rischio di contaminazione da microorganismi nella carne è identico nei due metodi di produzione
    – Il rischio di batteri antibiotico-resistenti è significativamente più basso nei prodotti biologici.

    “La stampa” di Torino titola “Crolla il mito del biologico” e scrive “Nuovi confronti rilevano scarse differenze; i prodotti bio non sono più sani degli altri”, altre testate son più o meno lì.

    Questo dimostra soltantoche i “giornalisti scientifici” non sanno legge uno “studio scientifico”.

    Hanno trasformato la “mancanza di una forte evidenza” della maggior qualità nutrizionale in “forte evidenza della mancanza” della maggior qualità nutrizionale, concetti che anche a Topo Gigio appaiono del tutto distinti.

    Scrive bene l’Huffington Post:
    “Lo studio, pubblicato oggi negli Annals of Internal Medicine , ha avuto la copertura dei media in tutto il mondo.
    Ma una dozzina dei titoli delle principali agenzie di stampa ha perso il punto.
    “Uno studio mette in discussione i vantaggi di carne e ortofrutta biologica” scrive il New York Times. “Gli alimenti biologici non più sani dei non biologici: uno studio “, dice Reuters. Il premio per il titolo sbagliato va a: “I prodotti biologici non aggiungono vitamine al prezzo più alto” in cui inciampa Business Week.

    Gli acquirenti informati di prodotti biologici non si aspettano di ottenere più vitamina C dalle loro fragole. E’ quello che NON C’E’ nelle fragole biologiche a renderle migliori: i pesticidi tossici. Ed è quello che non è va a finire sui campi e nella rete idrica. Ed è quello che non sta avvelenando le persone che lavorano in agricoltura e le api che impollinano le fragole.

    Nella maggior parte gli articoli maltitolati su questa “notizia” scrivono, diversi paragrafi dopo, che è meno probabile che i prodotti biologici contengano pesticidi, che le carni biologiche hanno meno probabilità di essere contaminate da batteri resistenti agli antibiotici. Sono vantaggi non trascurabili.

    Alla gente piace notare che il biologico costa di più, e che a volte il differenziale di prezzo è significativo.
    Ma se più consumatori chiedessero cibo senza pesticidi, il differenziale si ridurrebbe in modo sensibile.
    Solo quando le buone pratiche diventano la regola, invece che l’eccezione, l’efficienza può prosperare.
    I titoli allarmistici sono solo d’intralcio.

    Roberto Pinton

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