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Gli italiani “preferiscono” gli affitti

La crisi economica modifica nella forma ma non nella sostanza i sogni degli italiani: per i nostri connazionali un’abitazione propria continua ad essere uno dei desideri principali ma, prorpio in virtù del difficile momento economico, non più una casa da comprare ma un immobile da affittare. Questo è uno dei punti salienti dell’analisi di Immobiliare.it sull’andamento del mercato immobiliare nei primi sei mesi del 2012, lo studio mostra come la domanda di case in affitto sia aumentata con un ritmo doppio rispetto a quello delle abitazioni in vendita.
Questi sono i primi dati che emergono dallo studio condotto da Immobiliare.it basandosi sugli oltre settecento mila annunci presenti ogni giorno sul portale; altra importante evidenza è che nei principali capoluoghi del nostro Paese, nei primi sei mesi di quest’anno, mediamente il prezzo di vendita delle case è diminuito del 2,7 per cento.
In generale possiamo dire che in tutta Italia, prendendo in considerazione le nostre città sia sul fronte della posizione geografica che su quella della densità abitativa, vi sia una diminuzione dei prezzi medi di cessione degli immobili; la situazione peggiore è nelle regioni meridionali e nelle isole: in Sardegna, ad esempio i prezzi sono scesi quasi del 7 per cento, ed in Puglia e Basilicata la caduta si aggira intorno al 4 per cento.
Se il Sud piange il Nord non ride: le diminuzioni in alcune regioni settentrionali superano il cinque per cento, tranne in Val d’Aosta ed in Trentino dove si rilevano anche dei risultati positivi. Sembra andare meglio nelle zone centrali d’Italia: qui le diminuzioni si fermano all’1,1 per cento, con la piacevole eccezione abruzzese che registra risultati in crescita, caso unico a livello nazionale, in tutte le province.
Analizzando i dati invece alla luce delle dimensioni delle città vediamo delle differenze abbastanza importanti: nei centri abitati con più di duecentocinquanta mila persone, osserviamo che il calo dei costi delle case è stato mediamente più importante, attestandosi intorno al 3,4 per cento, di quanto è accaduto nei posti più piccoli, in questi centri il calo è stato del 1,5 per cento.
Immobiliare.it rileva che le città dove si sono registrate diminuzioni maggiori sono state: Venezia, che segna un sonoro meno 8 per cento, quindi Palermo meno 7,5 per cento; resistono abbastanza Roma e Milano che segnano meno 1 e meno 1,9 per cento.
L’analisi di Immobiliare.it rileva che le domande di compravendita di immobili segnano un andamento positivo, che ha avuto una sola pausa nel mese di giugno, ma che ha mostrato un incremento totale della domanda del 10%; questo dato di per sé molto positivo subisce un ridimensionamento se posto a confronto con l’aumento, quasi due volte tanto, delle richieste di case in affitto. Analogo andamento si segnala sul lato delle offerte: aumentano le case messe in vendita, che segnano un buon più 9% ma, anche in questo caso il dato perde forza se messo a confronto con quello delle abitazioni proposte in locazione, dato che segna un più 16%.
Come viene sottolineato anche da Guido Lodigiani, Direttore Corporate di Gruppo Immobiliare.it, le notevoli complicazioni per avere un mutuo hanno reso molto più difficile poter comprare una casa e quindi la scelta dei nostri connazionali di muoversi verso l’affitto appare molto comprensibile, questo nonostante la locazione non per permetta il risparmio forzoso che è proprio dell’acquisto degli immobili.
Non sono solo motivazioni di tipo economico a determinare questo effetto sulle compravendite, ma hanno contribuito anche le recenti novità normative del settore immobiliare ad incrementare il quantitativo delle locazioni, fuor di dubbio la nuova imposta municipale propria ha spinto molti proprietari a mettere in affitto gli immobili in loro possesso per non pagare l’Imu su abitazioni non utilizzate.

(fonte Immobiliare.it)

 

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