Tremonti: “Gli errori del governo Monti sono stati troppe tasse e troppa paura” | T-Mag | il magazine di Tecnè

Tremonti: “Gli errori del governo Monti sono stati troppe tasse e troppa paura”

Intervistato a La telefonata di Belpietro l’ex ministro delle finanze, Giulio Tremonti, ha detto: “L’errore di base del governo Monti è stato troppe tasse e troppa paura e quello che hanno fatto stanotte francamente non lo capisco, so che la pressione fiscale continua a salire e che la crescita economica continua a scendere, non è quello che ci si aspettava, la tecnica che stanno applicando della distruzione creatrice è più distruzione che creatrice, tu puoi tassare il reddito ma con le tasse non puoi impedire che sia prodotto. Adesso si fallisce per i crediti, una volta per i debiti, perchè la gente ha paura a far girare i soldi, se li ha.
Il governo Monti avrebbe dovuto dare all’Italia tre cose: la stabilità finanzaria, la crescita economica e la normalità politica favorita da un governo che si autodefinisce strano. Come stabilità finanziaria mi pare che non ci siamo, le cose sono andate meglio con la Bce, ma non mi pare che ci sia una stabilità finanziaria, basta vedere gli spread. Secondo, doveva portare la crescita economica, ma siamo a meno 3 e oggi i dati sul potere d’acquisto sono tutti negativi. E poi la normalizzazione del sistema politico che invece è sempre più complicato”.
Parlando della Lista Lavoro e Libertà ha poi spiegato: “Bisogna ancora vedere i simboli, sono tutti tentativi. Io ho scritto un manifesto, è tutto piuttosto artigianale, l’importante è che ci sono delle proposte concrete: se si sente il dibattito tra Obama e Romney parlano di cose concrete, lavoro, sanità, invece in Italia si parla solo di metafisica, non di reale, ma di surreale, la politica parla di se stessa, e non parla, per esempio di lavoro”.
“Per uscire dalla crisi economica l’Italia deve ricomprare i titoli di stato posseduti da investitori esteri – ha poi aggiunto -. Il contagio lo stiamo importando dal mercato finanzario attraverso la quota in mani estere del debito pubblico italiano, se non ci sottriamo al contagio, se non blocchiamo quel canale, non andiamo da nessuna parte, siamo sempre condizionati da fuori, la speculazione finanzaria preme sul debito pubblico, il debito pubblico contagia le banche, le banche non danno soldi alle nostre imprese che vengono ridotte o comprate dall’estero. L’Italia non sarà mai fatta saltare, hanno interesse a condizionarci, a colonizzarci, a comprarci.
Se noi siamo soggetti alla speculazione finanziaria internazionale saremo condizionati, è inutile fare programmi, se c’è contagio costruiamo sulla sabbia. Per sottrarci dobbiamo comprarci una quota del debito pubblico italiano e per fare questo ci vorrebbe un governo meno condizionato dalla finanza internazionale”.

 

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