Lo “sconosciuto” che supera i pregiudizi | T-Mag | il magazine di Tecnè

Lo “sconosciuto” che supera i pregiudizi

di Mirko Spadoni

Eravamo rimasti un po’ sorpresi da questa scelta. Perché a chi più, a chi meno, il nome di Vladimir Petkovic non diceva quasi niente. Sguardi perplessi si alzavano al cielo dopo la lettura dei quotidiani che ci raccontavano la storia di quell’uomo nato a Sarajevo. Inoltre, gli indizi che facevano pensare ad un possibile buco nell’acqua della dirigenza laziale erano parecchi. Classe ’63, una carriera modesta sia da calciatore sia da tecnico. Di lui si sapeva che aveva fatto un gran bene solo nell’ultima stagione, quella sulla panchina del Sion. Prima, invece, aveva raccolto fuori dai confini elvetici solo delusioni. Come quando andò in Turchia per allenare il Samsunspor e non gli andò proprio benissimo: tre vittorie in 22 gare di campionato gli valsero l’esonero nel gennaio del 2012. Poliglotta, oltre al serbo-croato e bosniaco, parla inglese, francese, spagnolo, tedesco e italiano. Impegnato nel volontariato: in una vita spesa nel mondo del pallone, ha trovato anche il tempo di dedicarsi al sociale, lavorando per cinque anni alla Caritas di Giubiasco. Questo è il passato di Petkovic e il suo curriculum ha convinto i dirigenti biancocelesti che fosse proprio lui l’uomo giusto. Ma se loro non mostravano grandi dubbi, leggermente più perplessi erano alcuni tra gli addetti ai lavori.
Le amichevoli in precampionato, alcune delle quali miseramente perse, avevano poi contribuito solo ad aumentare quel senso di delusione misto ad un poco di paura che è però svanito dopo le prime vittorie stagionali in partite ufficiali. E se i preliminari di Europa League vinti contro il modesto Mura 05 non fanno testo, ben altro effetto hanno sortito le cinque vittorie in sette giornate di campionato e che hanno reso Petkovic il tecnico biancoceleste esordiente con il miglior avvio stagionale dal 1994-95, ovvero da quando per una vittoria si assegnano tre punti.
E così la Lazio si ritrova ancora una volta lassù. Tra le prime della classe. Merito di un tecnico che abbiamo imparato a conoscere anche grazie alle dichiarazioni rilasciate alla stampa. Come quando a Londra, prima della gara contro il Tottenham, aveva ribadito di essere lì, non per difendere la Lazio da Gareth Bale, temibile esterno degli Spurs, ma per tutelare Bale dalla Lazio. Un pizzico di spocchia. La giusta quantità di spavalderia che non sfocia mai nell’arroganza vera e propria, ma serve a dar fiducia al proprio spogliatoio. La Lazio non ha rivali, è la squadra più forte in Italia, aveva detto nel pre-partita di Napoli-Lazio, gara persa ampiamente. Tre reti a zero per gli azzurri di Mazzarri, al quale Petkovic ha comunque voluto stringere la mano a fine gara. Dominare gli avversari, ma solo all’interno del rettangolo di gioco e magari in classifica, nulla di più. Cura maniacale dei dettagli, tanto lavoro e gioco offensivo. Questo è il calcio di Vladimir Petkovic, tecnico che ha iniziato benissimo la sua avventura in una delle piazze più isteriche d’Italia. Una tifoseria che come poche cambia umore in poco tempo, ma è comunque in grado di dimostrarsi paziente verso tecnico e squadra. Sa, se vuole, attendere. E con Petkovic è stata sì diffidente ma non totalmente prevenuta, gli ha dato fiducia e al momento viene ripagata. D’altronde, i successi di Petkovic sono anche i successi della Lazio e dei suoi tifosi. Ora non resta che attendere il seguito. Aspettiamo la primavera e se son rose fioriranno.

 

1 Commento per “Lo “sconosciuto” che supera i pregiudizi”

  1. […] volte (nel rispetto della par condicio abbiamo poi fatto altrettanto con il tecnico della Lazio, Vladimir Petkovic). Zeman è il tipico personaggio con la schiena dritta, di quelli che spaccano le tifoserie, che […]

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