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Un Natale all’insegna della crisi

Si prospetta un Natale all’insegna del pessimismo. Secondo un’indagine condotta da Confesercenti-Swg per il 38% degli intervistati, pari a circa 19 milioni di italiani, ritiene che quest’anno assisteremo al peggior Natale dal 2010 (nel 2011 si era detto dell’idea il 25%).
Circa 20 milioni di italiani non vedono differenze con l’anno passato, mentre una consistente minoranza, 11 milioni, crede in un miglioramento. E a risentirne sono i consumi: questo dicembre, in totale, gli italiani spenderanno 36,8 miliardi, ovvero il 3% in meno rispetto al 2011, quando spesero 38 miliardi. In calo della stessa percentuale anche “l’effetto Natale”, l’insieme di spese innescate dalle festività dell’ultimo mese dell’anno: nel 2012 è di 10,7 miliardi, contro gli 11 registrati nel 2011.
Si avvicina la resa dei conti delle tredicesime: oltre 41 miliardi e mezzo di euro in pista ma con meno percettori. L’anno scorso il 23% del campione dichiarava che nella propria famiglia nessuno prendeva la tredicesima, quest’anno la percentuale balza al 28% ed è un chiaro segno della crisi occupazionale. E la lunga recessione si riflette anche sull’utilizzo della tredicesima: cala di due miliardi la quota destinata agli acquisti (ora a 17 miliardi e 787 milioni) e in particolare ci saranno 700 milioni in meno per i regali. Una parte consistente della tredicesima, 11 miliardi e 739 milioni, andrà invece a rimpinguare i risparmi erosi dalla difficoltà economiche: gli italiani, insicuri sulla possibilità di una rapida ripresa, preferiscono accantonare quasi due miliardi in più rispetto al 2011. Circa 12 miliardi provenienti dalle tredicesime, invece, verranno usati per far fronte ai mutui e pagare i debiti (+641 milioni sul 2011), mentre quasi 13 miliardi e mezzo saranno impiegati per affrontare le necessità della casa e della famiglia (in calo di 1 miliardo e 314 milioni).
Sempre secondo il sondaggio Confesercenti-Swg, dal 2010 al 2012 sale di 8 punti il numero di coloro che arrivano con il proprio reddito solo alla terza settimana del mese (dal 20% al 28%); crescono invece di 5 punti coloro che arrancano fino alle seconda (dall’8% al 13%), mentre cala vistosamente la percentuale di coloro che ce la fanno fino alla fine del mese (dal 72% al 59%). Di conseguenza, per il 2013 la richiesta più diffusa (31%) è quella del lavoro, seguita subito dopo da ‘meno tasse’ (23%) al pari della ‘riduzione dei costi della politica’.

In vista delle festività natalizie quasi sette italiani su dieci (il 68%) spenderanno meno dello scorso anno: il 26% punta a un risparmio del 50%, il 20% tra il 30% e il 50% e il 21% degli intervistati fino al 30%. Solo il 2% segnala di voler aumentare le spese, mentre il 30% si terrà sugli stessi livelli del 2011. Tra gli ostacoli alla spesa, l’11% del totale segnala l’erosione del risparmio: un dato grave, e che sembra indicare uno “sfinimento da crisi”. Un aspetto che sembra confermato dal 14% degli intervistati che indica proprio la lunghezza della crisi economica come uno dei fattori condizionanti le spese per il prossimo Natale. Non è questione di prezzi, che preoccupano solo il 15% degli italiani come fattore condizionante, contro il 29% dello scorso anno.
Tra i regali si punta maggiormente su viaggi e libri, scendono giocattoli e abbigliamento. Gli italiani compreranno soprattutto prodotti alimentari e vino, indicati dall’82% degli intervistati, contro l’83% dello scorso anno. Aumentano invece i libri, che passano dal 51% al 55%, ed i viaggi, che crescono di quattro punti percentuali sul 2011, raggiungendo il 14% dei rispondenti. Rimangono stabili abbigliamento (54%), profumi e cosmetici (35%), elettrodomestici (18%) e auto, moto e scooter (2%). In calo i giocattoli, scelti quest’anno dal 45% contro il 49% del 2011, e gioielli, che scendono dal 10 al 7% delle preferenze.
Aumentano, inoltre, i regali hi-tech. Si affermano gli eBook, calano computer, tv e console per i videogiochi. Il 27% degli italiani (il 29% tra chi percepisce la tredicesima) regalerà ad altri o acquisterà per sé un prodotto hi-tech: una quota inferiore solo di un punto percentuale a quella registrata nel 2011 (28%). Più della metà dei tablet in regalo saranno di formato mini. Stabili al 5%, invece telecamere e macchine fotografiche digitali. Connessioni: giù le chiavette usb, superate dagli abbonamenti smartphone/tablet.

 

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