Istat, tra 2009 e 2010 forte calo nella nascita di imprese | T-Mag | il magazine di Tecnè

Istat, tra 2009 e 2010 forte calo nella nascita di imprese

“Sono quasi 133 mila le imprese con dipendenti nate nel 2010. Circa mille e settecento in meno rispetto all’anno precedente, cui corrisponde un tasso di natalità del 9,5% (-0,1 punti percentuali rispetto al 2009).
Il calo della natalità si è verificato soprattutto nei settori delle Costruzioni (-0,2 punti percentuali) e degli Altri Servizi (-0,3). Al contrario il settore dell’Industria fa registrare un aumento di 0,5 punti percentuali. Sono le regioni del Sud, insieme al Lazio, a presentare tassi di natalità superiori alle altre regioni (oltre il 10%), pur alla presenza di una riduzione dello 0,2% rispetto al 2009.
Anche la mortalità delle imprese con dipendenti risulta in calo rispetto al 2009 (-0,4 punti percentuali) ed ha interessato soprattutto il settore delle Costruzioni (-2,1 punti percentuali)e le regioni del Centro (-0,5 punti percentuali), tra le quali spicca l’Abruzzo (-0,8%).
Nel 2010 la dinamica demografica delle imprese, ovvero la differenza tra le imprese nate e quelle cessate, mostra un modesto bilancio positivo, pari allo 0,1%.
Le imprese individuali costituiscono il 48% delle nuove imprese. Il 71% è guidato da imprenditori maschi, il restante 29% da imprenditrici. Le donne guidano soprattutto imprese del Commercio (quasi il 40%) e degli Altri Servizi (oltre il 33%).
Nel 2010 la percentuale di nuove imprese nate nel settore dell’Industria in senso stretto è la più bassa (4,6%).
Nelle Costruzioni, a fronte di un tasso di sopravvivenza relativamente più basso di quelle dell’Industria, si ha però una percentuale più elevata (7,7%) d’imprese giovani.
Le imprese che sopravvivono, a distanza di tre anni dalla nascita, registrano un aumento della dimensione media (da 2,9 addetti nel 2007 a 4,5 nel 2010). Tra il 2009 e il 2010 si evidenzia un rallentamento di questa crescita (-0,2%), soprattutto nei settori dell’Industria, delle Costruzioni e degli Altri Servizi.
Gli effetti della crisi sono evidenti per le imprese cosiddette “high-growth”, la cui quota, sul complesso delle imprese, ha subito una riduzione di circa 1000 unità nel 2010 (-0,8%).
Nell’Industria in senso stretto si registra la percentuale più bassa d’imprese “high-growth” per tutti gli anni considerati (diminuita dal 2,1 del 2009 all’1,6 del 2010), mentre in quello degli Altri servizi quella più elevata (diminuita dal 5,5 al 4,4%).
Il Sud e le Isole detengono, nel complesso, la percentuale più alta di imprese “high-growth” (4,1%). Il Nord-est e il Nord-ovest presentano i tassi di
high-growth più bassi, inferiori alla media nazionale.
In termini di addetti delle imprese “high-growth”, la crescita più elevata si ha nei settori dei Servizi di informazione e comunicazione (68,2%) e di Alloggio e ristorazione (61,6%)”, lo riporta Istat in un comunicato stampa.

 

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