Elezioni, Berlusconi: “Da quando sono tornato in tv abbiamo preso dieci punti” | T-Mag | il magazine di Tecnè

Elezioni, Berlusconi: “Da quando sono tornato in tv abbiamo preso dieci punti”

Intervenendo a MattinoCinque Silvio Berlusconi ha detto: “Avevo deciso di fare solo il padre fondatore del Pdl, ma le cose sono andate in un maniera tale che dai sondaggi mi sono dovuto convincere che la mia presenza era ancora importante e questo è stato confermato.
Infatti, nei 18 giorni da quando sono tornato in tv abbiamo guadagnato 10 punti. Non di elettori nuovi, ma di elettori che ci votarono nel 2008, elettori stufi di questo spettacolo terribile della politica, gli scandali e le ruberie e io a quest’area mi rivolgo: dovete andare a votare”.
Parlando dell’alleanza siglata con la Lega Nord ha invece detto che “sarebbe stato un non senso non continuare un’alleanza che ha dato buoni frutti nell’arco di dieci anni”.
Per quanto riguarda l’Imu l’ex premier ha dichiarato: “Per noi è una cosa indebita, noi promettemmo nel 2008 di cancellare l’Ici e nel primo Cdm che tenemmo a Napoli abolimmo con decreto legge l’Ici. Adesso il primo impegno sara’ abolire l’Imu nel primo Cdm. Invece, la sinistra non solo nel suo programma dice che manterra’ l’Imu ma vuole aggiungere anche un imposta sul patrimonio”.
“Nel 2008 – aggiunge – raggiungemmo il 40% dei voti, ci sono elettori che si sono disgutati di ciò che hanno visto succedere in politica; i vari Fiorito, che hanno approfittato dei soldi di tutti per se stessi, hanno convinto gli italiani che questa politica e questi protagonisti della politica non funzionano, io la penso come loro, non sono mai stato un politico ma uno dell’antipolitica, per non andarmene all’estero nel 1994 sono sceso in campo per vedere cosa riuscivo a combinare e sono riuscito a combinare parecchie cose. Abbiamo fatto tante riforme ma avrebbero potuto essere di più, manca la riforma fiscale, delle pensioni, del lavoro e la riforma dello Stato di cui abbiamo bisogno.
Bisogna dare a un solo partito la maggioranza perché possa cambiare la Costituzione e attribuire i poteri al governo e al presidente del Consiglio che hanno tutti gli altri premier delle democrazie occidentali. Oggi invece il presidente del Consiglio sta lì a fare non il premier che governa, ma lo spaventapasseri.
E per avere tutto questo servono tre condizioni: Uno, che i moderati del ceto medio, che non vogliono la sinistra al governo, vadano a votare; due, che non votino i piccoli partiti, ma il Pdl; tre, che il Pdl, avendo la maggioranza in Parlamento, cambi la Costituzione e dia poteri al governo che oggi non ha”.

 

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