Il Guercino (1591-1666) in mostra per l’Emilia, a Bolzano | T-Mag | il magazine di Tecnè

Il Guercino (1591-1666) in mostra per l’Emilia, a Bolzano

di Stefano Di Rienzo

Attualmente presso il Museo Mercantile di Bolzano si sta svolgendo una mostra dal titolo “Guercino: capolavori da Cento a Bolzano” (dal 4 Dicembre 2012 al 27 Gennaio 2013). Si tratta della prima tappa di un tour mondiale che parte da Palazzo Mercantile e che tocca nel 2013 varie città come Varsavia e San Pietroburgo in cui le opere verranno esposte al grande pubblico, un motivo in più per la popolazione di Bolzano di non perder questa importante occasione.
La mostra ha un duplice scopo, da un lato far conoscere alla popolazione e a quanti prenderanno parte all’evento le opere di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino e dei suoi nipoti Cesare e Benedetto Gennari e dall’altro raccogliere fondi da destinare alla città di Cento fortemente colpita dal terremoto il 20 Maggio 2012.
L’esposizione è stata organizzata dalla Cooperativa culturale Talia in collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Bolzano, il Comune di Cento, la Provincia di Ferrara, l’Azienda di Soggiorno e Turismo e la Camera di Commercio di Bolzano.
In mostra verranno esposte sei pale d’altare del Guercino e quattro dipinti dei suoi amatissimi nipoti: Cesare e Benedetto Gennari prosecutori dell’attività dello zio alla sua morte (1666). Il soprannome Guercino racconta tutto della sua condizione: era povero e strabico all’occhio destro, questo difetto fisico non sminuì anzi accrebbe la sua fama, il suo strabismo fu probabilmente congenito ma la tradizione vuole che fosse dovuto ad un forte spavento quando era in fasce. A dipingere imparò praticamente da solo anche se maestri ne ebbe, ma modesti. La storia ci racconta però che il giovane pittore di bottega un maestro indiretto lo ebbe in Ludovico Carracci che lo notò e lo fece presentare a Papa Gregorio XV Ludovisi. Era poco più che ventenne, siamo nel 1614 che Papa Gregorio XV Ludovisi lo chiamò a Roma affidandogli affreschi e pale d’altare ed avviandolo ad una grande carriera facendolo diventare il simbolo del Rinascimento, vi rimarrà fino al 1621 apprendendo lo stile classicheggiante popolare. Tornato a Cento le sue ombre sbiadite e l’intenso movimento scomparvero dalle sue opere mentre i dettagli emergevano dal buio verso la chiara luce. Guercino rimase a Cento fino al 1642 quando Guido Reni che lo aveva odiato morì, si trasferisce a Bologna prendendo in consegna l’incompiuto lavoro di Reni per il seminario religioso della città e il suo ruolo di pittore leader di Bologna.
Nove delle dieci tele sono prestate dalla Pinacoteca di Cento costretta alla chiusura per almeno due anni a causa dei gravi danni riportati nel terremoto del maggio scorso che ha messo in ginocchio l’Emilia. Il decimo dipinto “La Visione di Soriano” (1654) verrà invece prelevato dalla Chiesa dei Domenicani di Bolzano e portato in mostra per l’occasione, dove potrà finalmente essere ammirato con il giusto gioco di luci. Quest’opera fu commissionata al Guercino dal Magistrato Mercantile nel 1654 per abbellire l’allora cappella dei Mercanti nel convento domenicano. Molto interessanti le lunghe trattative tra Guercino e il Magistrato bolzanino riportate nei documenti locali che mostrano come a volte il rapporto artista-committente fosse tutt’altro che semplice e che ci aiutano a ricostruire alcuni lati caratteriali del Guercino restio a concedere i propri disegni senza caparra. Non tutti i bolzanini sono a conoscenza della presenza di questo tesoro nella loro città, in questa occasione si vuole presentare quest’opera per porla a confronto con altri quadri dell’artista che risalgono alla fase giovanile.
Tutti i quadri hanno per soggetto temi sacri legati soprattutto al concetto delle apparizioni o visioni, tematica molto frequente nell’epoca barocca.
Il percorso della mostra è strutturato in modo tale da far comprendere le differenze tra il Guercino giovane delle opere di Cento e il Guercino maturo della pala di Bolzano, nonché le opere dei suoi nipoti realizzate dopo la morte dell’artista, perché lo stile dell’artista emiliano verrà rievocato dai nipoti che porteranno avanti la bottega dello zio almeno fino al 1715, anno della morte di Benedetto Gennari. Un’attività lunga un secolo se si pensa che le prime opere del Guercino risalgono al 1613-14.
Il Comune di Cento, privato della sua importante Pinacoteca ha deciso di lanciare un appello per far si che questi capolavori possano continuare ad essere esposti nel periodo necessario alla ricostruzione dell’edificio, Bolzano ha voluto rispondere a questo appello per due motivi: ritrovare la sua pala di Soriano ricostruendo le principali tappe della commissione e portare l’attenzione sul terremoto emiliano destinando una parte del ricavato della mostra alla ricostruzione della Pinacoteca.

 

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