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Consumi giù, l’Italia resta in recessione

I “segni di una stabilizzazione” sulle prospettive di crescita ci sono, afferma l’Ocse. Stando all’analisi periodica diffusa dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il Prodotto interno lordo dei Paesi dell’area Ocse è cresciuto dello 0,3% nel terzo trimestre 2012, rispetto al +0,2% del secondo trimestre. La crescita sarebbe stata favorita dai consumi privati, che ha registrato un aumento dello 0,2%. Nello specifico il Pil è cresciuto in Canada (a +0,1%, sebbene in felssione rispetto al +0,4% del secondo trimestre dello stesso anno), in Francia (+0,1%), Germania (+0,2%), Regno Unito (+0,9%) e Stati Uniti (+0,8%). In Italia e in Giappone, al contrario, è stata rilevata una contrazione rispettivamente a -0,2% e -0,9%.
Nel nostro Paese, per dirla con l’Ocse, si è verificato esattamente il contrario. I consumi privati, di famiglie e imprese, sono in Italia diminuiti e rappresentano la maggiore causa della recessione economica nel terzo trimestre del 2012. Ciò è valso 0,6 punti sottratti alla crescita, viene puntualizzato. Inoltre, i consumi della pubblica amministrazione hanno sottratto ulteriori 0,1 punti alla crescita e gli investimenti 0,3 punti. I contributi positivi provengono dalle esportazioni (0,6) e dalle scorte (0,2).
Le difficoltà degli italiani a usufruire di beni e servizi viene certificato in aggiunta dal Codacons, che stavolta si è soffermato in particolare sul settore cultura. “I cittadini non hanno più soldi per lo svago”, è stata l’osservazione a tale proposito. Nel 2012, infatti, è stato rilevato un -10% di presenze e -8% di incassi nei cinema. “In un momento storico in cui le famiglie faticano ad arrivare a fine mese – ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi –, le spese per i divertimenti e per beni non primari, come appunto i cinema, vengono inesorabilmente tagliate, con ripercussioni pesanti per il settore della cultura”.

 

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