Provaci ancora, Kim Dotcom | T-Mag | il magazine di Tecnè

Provaci ancora, Kim Dotcom

di Matteo Buttaroni

Kim Dotcom, creatore di Megaupload, ci riprova. A circa un anno dal suo arresto per pirateria informatica e alla relativa chiusura di Megaupload e Megavideo e, di conseguenza, alla confisca di tutti beni acquistati tramite i proventi della sua attività criminosa l’imprenditore neozelandese lancia in rete la sua nuova creatura: Mega.
A differenza del primo sito, di cui deteneva la maggioranza quasi assoluta, il nuovo Mega sarà interamente gestito da Doctom. Questa volta si tenterà di puntare su un’apparente situazione di totale legalità: il neozelandese di origine tedesca garantirà la condivisione di file senza che l’azienda che ospita i server possa essere considerata complice di una qualche violazione dei diritti che proteggono i dati. Il sito, strutturato come un comune cloud alla pari di Dropbox o iCloud di Apple, sarà crittografato, senza lasciare agli amministratori le chiavi di decodifica dei singoli file.
L’utente sarà quindi il l’unico gestore del servizio e quindi anche l’unico responsabile della gestione dei file e degli accessi. Inoltre sarà l’utente stesso a fornire le password agli utenti che decideranno di accedere al suo profilo.
In parole povere Dotcom, proprietario della palazzina Mega, affitterà i suoi appartamenti virtuali (cloud da 50 Gb) e nel caso in cui i suoi inquilini decidessero di subaffittare le stanze (i file), lui non potrà essere considerato complice. Detta così, la sua pare essere un’ottima mossa.
Non la fu per la precedente piattaforma, Megaupload. Qualche dubbio sulla chiusura e sul sequestro dei server, ancora oggi c’è. L’ipotesi più probabile è che qualche casa discografica o di produzione cinematografica, vista la concorrenza sleale, si sia fatta sentire. Sta di fatto che il 19 gennaio del 2012 il Dipartimento di Giustizia statunitense mise il sito sotto sequestro per violazione di copyright e pirateria informatica e lo stesso Dotcom fu messo agli arresti domiciliari. Magari un’occasione, per l’eroe di molti internauti, per passare un po’ di tempo a casa a studiare un nuovo modo per ripristinare il suo servizio messo online il 20 gennaio. Ma perché prima Dotcom poteva essere ritenuto colpevole e ora no? Perché il vecchio Megaupload è un sito di hosting, ovvero un vero e proprio archivio di file caricati dallo staff Megaupload, mentre nel nuovo Mega l’archivio lo fanno gli stessi utenti.

 

Scrivi una replica

News

Coronavirus, a livello mondiale i contagi hanno superato i 178,5 milioni

A livello mondiale, le persone contagiate dal coronavirus sono state 178.554.302. A riferirlo la Johns Hopkins University che monitora l’andamento mondiale della pandemia che, al…

21 Giu 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Svezia, il Parlamento sfiducia il premier Lofven

Il primo ministro svedese, il socialdemocratico Stefan Lofven, è stato sfiduciato questa mattina in un voto in Parlamento: si tratta del primo nella storia politica…

21 Giu 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Bielorussia, Borrell: «Sanzioni a 86 persone e 4 compagnia»

«Stamani con i ministri degli Esteri dell’Unione europea avremo un incontro con la leader dell’opposizione bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya, che spiegherà la situazione nel Paese e…

21 Giu 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Francia, regionali flop: trionfano i gollisti. Male Le Pen e Macron

Nella prima giornata delle regionali in Francia, a trionfare sono i neogollistti di Les Republicains, vincitori del primo turno di ballottaggio con il 28,4% dei…

21 Giu 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia