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C’è crisi (e noi viaggiamo di meno)

Se affermassimo che gli italiani rinunciano in massa alle vacanze, diremmo senz’altro una corbelleria. Ma non si può certo negare, allo stesso modo, le maggiori difficoltà registrate negli ultimi periodi a causa della crisi. Nel 2012, per capire cosa intendiamo, l’ammontare dei viaggi è diminuito del 5,7% (mentre rimane stabile quello delle notti), epperò è un dato comunque migliore rispetto al 2011 quando l’Istat rilevò una flessione pari al 17%. Nel complesso, tuttavia, i viaggi di vacanza passano da 72 milioni e 558 mila nel 2011 a 68 milioni e 699 mila nel 2012. E non è un caso se ci soffermiamo sui viaggi di vacanza, la voce che ha principalmente caratterizzato il calo osservato l’anno scorso. I viaggi effettuati per motivi di lavoro rappresentano il 12,7% del campione; in generale, nel 2012, i viaggi con pernottamento effettuati in Italia o all’estero dalla popolazione residente sono stati 78 milioni e 703 mila, per un totale di 501 milioni e 59 mila notti.
Una cosa possiamo darla per scontata: se si decide di fare una vacanza, tanto vale dedicarle il tempo necessario. “Il rapporto tra le vacanze brevi e quelle lunghe – spiega infatti l’Istat – resta a favore delle seconde, come già osservato nel 2011: le vacanze lunghe rappresentano il 52,9% delle vacanze (il 46,2% del totale viaggi), rispetto al 47,1% di quelle brevi (41,1%)”.
I viaggi di lavoro, invece, sono prevalentemente effettuati per svolgere riunioni d’affari (26%), per partecipare a congressi, convegni o altri eventi (21%) o per attività di rappresentanza, vendita, installazione o simili (11,4%).
Seguono, con quote inferiori, i viaggi svolti per frequentare corsi di lingua o aggiornamento professionale (8,9%), i viaggi fatti per partecipare a fiere, mostre o esposizioni (7,1%), i viaggi per svolgere attività di docenza e quelli per attività di controllo e ispezione (in entrambi i casi, 5,2%).
Rispetto al 2011, si osserva un calo consistente delle missioni di lavoro o militari (-44,5%) e dei viaggi per attività di rappresentanza, vendita, installazione o simili (-44,1%).
Si preferisce l’estate per partire e questa potremmo definirla una costante. In quel periodo dell’anno, sottolinea l’istituto nazionale di statistica, “si muove il 41,6% dei turisti, senza variazioni significative rispetto allo stesso periodo del 2011”.
In particolare, tra luglio e settembre, il 40,8% dei residenti fa almeno una vacanza, il 33,9% almeno una lunga, il 10,5% almeno una breve.
Nel 2012, il 79,4% dei viaggi ha avuto come destinazione una località italiana, mentre il restante 20,6% un paese straniero (Spagna e Francia tra le mete più gettonate). “La quota più consistente di viaggi – afferma l’Istat – continua ad interessare il Nord (37,1%), tanto per le vacanze (36,7%) quanto per i viaggi di lavoro (40,2%), mentre il Mezzogiorno (29,4%) supera, sia pure di poco, il Nord (27,9%) nel caso delle vacanze lunghe.
Rispetto al 2011, i viaggi in Italia diminuiscono dell’8,3%, a causa del calo delle vacanze”.
Quali modalità gli italiani prediligono per prenotare le proprie vacanze? “La prenotazione diretta – viene spiegato – si conferma la modalità preferita (52,7%), soprattutto per organizzare viaggi di lavoro (69,2%) e vacanze lunghe (55,2%).
Sul complesso dei viaggi – comtinua la nota dell’Istat –, l’utilizzo di internet per prenotare l’alloggio e/o il trasporto rimane sostanzialmente stabile (37,4% delle vacanze e 44,1% dei viaggi di lavoro).
I viaggi senza prenotazione (36,6% del totale) continuano a rappresentare la forma di organizzazione preferita per le vacanze brevi (49,7%) mentre, nel caso dei viaggi di lavoro, scendono al 15,1% (-34,9% rispetto al 2011).
Si ricorre all’agenzia o al tour operator nell’8,8% dei viaggi e per lo più quando l’esigenza è quella di organizzare una vacanza lunga (12,7%)”.
Infine, un’occhiata alla stratificazione sociale dei viaggiatori. Come di consueto, i giovani e gli adulti viaggiano di più, soprattutto nel trimestre estivo: il 60,2% dei bambini fino a 14 anni, il 44,3% dei giovani tra 15 e 24 anni e il 49,4% dei residenti in età compresa tra 25 e 44 anni effettuano almeno una vacanza. La popolazione anziana (over 65) viaggia meno, sia nel trimestre estivo (soltanto il 15,6% trascorre almeno una vacanza) sia negli altri periodi dell’anno.
Nel trimestre invernale, invece, si osserva una contrazione del numero dei viaggiatori in tutte le fasce di età, mentre il generalizzato incremento dei turisti nel secondo trimestre esclude i giovanissimi (0-14 anni) e la fascia di età 25-44 anni, che, rispetto allo stesso periodo del 2011, registrano rispettivamente un calo nella quota dei viaggiatori (-14,8%) e una sostanziale stabilità.

 

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