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È allarme lavoro (ma lo sapevamo già)

Sono quasi 200 mila i posti di lavoro persi solo negli ultimi tre mesi del 2012. E più in generale sono nove milioni gli italiani in difficoltà a causa della crisi e del lavoro (che non c’è). Oltre tutto il numero degli occupati risulta essere fermo a circa sette anni fa. A spiegarlo è uno studio condotto dalla Cgil.
Il fenomeno della disoccupazione del 2012, o almeno la sua progressione, è un problema quasi esclusivamente italiano: un quarto dell’aumento dei disoccupati europei è italiano e il suo valore estremamente alto riporta la crisi disoccupazionale ai livelli di 14 anni fa.
Secondo l’Istat a dicembre gli occupati sono diminuiti di 104 mila unità rispetto al mese precedente e di 278 mila unità rispetto a dicembre 2011, tornando così 22 milioni 723.000. Livello raggiunto già nel dicembre del 2005.
Per quanto riguarda invece la qualità, le modalità contrattuali e gli orari di lavoro dell’occupazione tra il 2008 ed il 2012, secondo l’Istat, si è andato a perdere circa un milione di unità dal lavoro cosiddetto “tipico”. Nello stesso periodo, più precisamente nel 2010, ha registrato un aumento il lavoro temporaneo, nonostante il calo del 2009 quando per effetto della crisi economica i primi a perdere il lavoro furono i precari.
Il numero dei disoccupati è perciò risultato essere il più alto degli ultimi venti anni: due milioni e 875 mila in crescita del 19,7% e di 474 mila unità. Di conseguenza scende l’occupazione che si attesta al 56,4%: il valore più basso dal 2002. Numero che fa piazzare l’Italia addirittura al terz’ultimo posto in Europa. In particolare nell’ultimo mese del 2012 i giovani in cerca di un impiego qualsiasi erano 606 mila con un tasso di disoccupazione, per la fascia tra i 15 ed i 24 anni, del 36,6%. In aumento, cioè, del 4,9% rispetto a dicembre 2011.
Secondo la Cgil sono nove milioni gli italiani che si dichiarano in difficoltà per quanto riguarda il lavoro. In quest’area di difficoltà ci sarebbero disoccupati, persone che cercano occupazione convinti di non trovarla, operai in cassa integrazione e precari.

 

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