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Musica. Spotify killed eMule

E’ nel 2005 che il download illegale di file musicali ha raggiunto il suo apice: circa un utente su cinque scaricava illegalmente la musica da internet.
Solo negli Stati Uniti gli utenti che scaricavano musica illegalmente erano 33 milioni.
Dall’anno seguente in poi il numero dei pirati informatici, almeno quelli che navigano nel mare musicale, è andato sempre più a scendere: negli Usa lo scorso anno il numero è sceso a 21 milioni. A dare conferma di questa contrazione del file sharing illecito è uno studio dell’istituto di ricerche di mercato Npd, che dimostra che nel 2012 il volume di canzoni pirata scaricate dal web sarebbe diminuito del 26%.
Questa sostanziale diminuzione sarebbe legata alla messa in funzione di piattaforme come Spotify o Soundcloud e alla chiusura di programmi come Limewire. A dimostrare ciò è il fatto che, tra il 2011 e il 2012, il numero degli utenti che utilizzano i servizi peer-to-peer (P2P) per scaricare la musica online è diminuito del 17%.
Il calo, in generale, ha interessato tutte le attività che riguardano la condivisione della musica in maniera non legale. Sono calate infatti le persone che masterizzano cd originali acquistati da amici o parenti, -44%. Cala anche il numero dei file musicali scambiati da hard disk, -25%.
Il vice presidente dell’Istituto Npd, Russ Crupnick, ha rassicurato così l’industria della musica che sta lottando contro la pirateria digitale da oltre un decennio: “L’anno scorso è stato un anno di progressi. Negli ultimi anni abbiamo visto una minore attività P2P, perché l’industria della musica ha usato i contenziosi per spegnere Limewire e altri servizi; molti tra coloro che hanno continuato a usare i servizi P2P hanno riportato un’esperienza d’uso povera, a causa dei dilaganti spyware e virus sui siti P2P illegali”.

 

1 Commento per “Musica. Spotify killed eMule”

  1. CrystalHouse

    …molti tra coloro che hanno continuato a usare i servizi P2P hanno riportato un’esperienza d’uso povera, a causa dei dilaganti spyware e virus sui siti P2P illegali”…
    Questo discorso è valido per l utente di basso livello informatico, chi sa scaricare sa come evitare certe situazioni. Il vero problema non sono i “file-trappola” ma CHI controlla il traffico dei P2P; una volta messo in coda download il file desiderato la facilità di risalire all utente tramite IP è disarmante!
    Inoltre io sono a favore dello sharing per questo semplice passaggio: MUSICA(FILM, GAME ecc)->DOWNLOAD->USO->CESTINO. E non INDUSTRIE->CD->USO->IMMONDIZIA. Chi batte l inquinamento secondo voi?

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