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Consumi in calo del 3,6% a febbraio

consumiUna diminuzione del 3,6% in termini tendenziali ed una stabilità rispetto a gennaio, è quanto segnalato dall’indicatore dei Consumi Confcommercio a febbraio 2013.
Il dato sui consumi – spiega la Confcommercio in una nota – appare in linea con il permanere di una situazione di estrema criticità dell’economia italiana, confermata anche da altri indicatori. Non si intravedono, per adesso, segnali di una possibile inversione di tendenza nel breve periodo.
Secondo quanto riscontrato nell’indagine di Confindustria a marzo si è registrato un calo dello 0,3% della produzione industriale in termini congiunturali, dato che unito alla riduzione dello 0,5% di febbraio ha determinato anche nel primo trimestre del 2013 un arretramento dei livelli produttivi. Gli ordinativi a marzo flettono invece del 0,7% sul mese precedente.
“In questo contesto – si legge -, il clima di fiducia delle imprese e delle famiglie, resta, anche a marzo, sui livelli minimi raggiunti nei mesi precedenti. Il modesto incremento del numero di occupati registrato nel mese di febbraio non può essere letto come l’inizio di una decisa inversione di tendenza. Nel confronto su base annua gli occupati sono diminuiti di 219mila unità, i disoccupati sono aumentati di 401mila unità ed il tasso di disoccupazione è salito di 1,5 punti percentuali. Anche la riduzione, su base annua, delle ore di CIG richieste va letta con attenzione. Il calo del 3,4% rispetto a febbraio del 2012 deriva da un deciso ridimensionamento delle richieste per la CIG in deroga, strumento per il quale il rifinanziamento non è certo”.
La dinamica tendenziale dell’Indicatore dei Consumi di Confcommercio di febbraio riflette una diminuzione dell’1,9% della domanda relativa ai servizi e del 4,4% della spesa per i beni. “Rispetto allo stesso mese del 2012 – si legge ancora nella nota – quasi tutti gli aggregati hanno mostrato una contrazione dei volumi acquistati dalle famiglie. Il dato più negativo è ancora quello relativo ai beni e servizi per la mobilità la cui domanda registra una riduzione del 7,6%. La flessione di febbraio, seppure meno grave rispetto a quanto rilevato in precedenza, si inserisce in un contesto che ha visto ridursi in due anni la domanda per i beni e servizi considerati nell’aggregato di circa il 25% in volume”.
Guardando più nel dettaglio risulta che riduzioni dei consumi particolarmente significative hanno interessato anche gli alimentari, le bevande ed i tabacchi, in calo del 4,7%; gli alberghi ed i pasti e le consumazioni fuori casa, in calo del 3,7%; l’abbigliamento e le calzature, del 3,6% ed i beni e servizi per la casa, del 3,6%).
Secondo l’Indicatore solo il complesso dei beni e servizi per le comunicazioni ha mostrato una variazione positiva delle quantità acquistate dalle famiglie, segnando un aumento 2,9% rispetto l’analogo mese del 2012, dinamica da attribuirsi in larga parte alla componente relativa ai beni.

 

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