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Nevrosi e coscienza davanti al nuovo governo

di Giuliano Castigliego

enrico_lettaBellissimo articolo di Barbara Collevecchio sul governo Letta come sintomo di nevrosi, per mettersi apposto la coscienza. Una coscienza cui Luca De Biase dedica uno splendido post.
Io però la nevrosi la vedo al lavoro altrove. Ecco in sintesi la mia diagnosi.
Parto dall’anamnesi. Gli italiani han votato un terzo centrodestra , un terzo centrosinistra, un terzo M5S. Il Pd è stato vittima di una vittoria di Pirro e non ha saputo elaborare il lutto (Polito) della sconfitta. Dopo i colpi a sorpresa – riusciti – dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato, il Pd si è avvitato su di sé fino al tentato e quasi riuscito suicidio. Grillo si è arroccato nella sua megalomania travestita da purezza. Uno per pulsione narcisistica, l’altro autodistruttiva, Grillo e Pd hanno fatto naufragare entrambi la speranza di un nuovo governo e di una nuova società italiana. Fatti fuori i padri (del Pd), si son fatti gli accordi coi nonni (con tutto il rispetto per Napolitano). Il vero vincitore, non elettorale ma politico, è stato ovviamente Berlusconi che ha finto di starsene in disparte ed ora passa, tramite i suoi, a riscuotere.

Analisi del conflitto. Barbara Collevecchio afferma che il desiderio rimosso è l’inciucio, anzi l’incesto tra Berlusconi e Pd e che il governo Letta è il sintomo nevrotico che patologicamente lo manifesta.
Questa sarebbe tra l’altro la tesi di Grillo che ritiene e ritrae uguali Pdl e Pd per esaltare la propria presunta differenza “ontologica”.
In realtà l’inciucio, l’accordo, l’accoppiamento col padre perverso che non conosce tabù e non rispetta regole è proprio l’angoscia per antonomasia della vita politica italiana degli ultimi 20 anni. La paura di venir prima blanditi, poi avvinghiati e infine stritolati tra le sue spire. Proprio tale angoscia di castrazione – congiunta con la rivalità distruttiva degli antagonisti – ha impedito alla sinistra di diventare vincente e prima ancora di sentirsi adulta ed autonoma. Perché di questo si tratta. Liberarsi infine dall’angoscia di castrazione, dalla paura di non farcela, e liberarsi pure dal vittimismo di trovare ogni giustificazione della propria incapacità nella perversione del padre.

Psicodinamica. La nevrosi secondo me consiste piuttosto nel negare la realtà (negazione della sconfitta del Pd e della vittoria politica di Berlusconi) e nel ritirarsi in un illusorio mondo di fantasia adolescenziale in cui gli ideali si affermano per forza propria senza partecipare al gioco (lui è cattivo ed io non gioco più) o con l’intolleranza unilaterale (Grillo).
L’autonomia individuale e della società si realizza mettendo chiari confini e facendoli scrupolosamente rispettare, nella ricerca di un compromesso sufficientemente buono tra coscienza e realtà. Non si tratta affatto di turarsi il naso, mettersi a posto la coscienza, farsi abbindolare dal numero delle donne, giovani o altro. Casomai il contrario essere consapevoli fino in fondo che di compromesso si tratta e lottare per fare tutto ciò che la nostra coscienza ci impone per le tante persone bisognose del nostro martoriato Paese e nulla invece che la nostra coscienza non consenta. Certo che il pericolo dell’abbraccio perverso, dell’inciucio esiste, con o senza governo Letta. Eccome. Ma questa è la prova che sta davanti al Pd – ed a tutti quelli che hanno caro il confronto democratico. Assumersi la responsabilità adulta di fare, di sporcarsi le mani, ma non la coscienza, mettendo meticolosamente i paletti della propria autonomia e libertà. Fare tutto quello che deve esser fatto per i cittadini, dunque come minimo nuova legge elettorale, drastica riduzione costi della politica, incentivi alle crescita per dipendenti ed imprenditori allo stremo, sostegno sociale, diritti civili, innovazione, educazione, senza cedere un millimetro su corruzione, conflitto d’interesse eccetera. E quando da parte di Berlusconi arriveranno i primi, presumibili, tentativi di non rispettare le regole prestabilite, che sia domani, tra un mese o tra un anno, metter le carte in tavola, spiegarlo agli italiani e, dopo essersi cosparsi il capo di cenere per i madornali errori politici fatti, chiedere il giudizio del popolo sovrano.
Ecco, questo è secondo me l’impervio, sdrucciolevole sentiero cui non possiamo però nevroticamente sfuggire.

Giuliano Castigliego: specialista in psichiatria, FMH psichiatria e psicoterapia, libero professionista, società svizzera Balint, Accademia psicoanalitica Svizzera italiana, presidente uma.na.mente.

 

2 Commenti per “Nevrosi e coscienza davanti al nuovo governo”

  1. […] Giuliano Castigliego presenta un’analisi psichiatrica della politica italiana. Con una lettura profonda delle nevrosi di chi, in questo paese, nega la realtà. […]

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