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Le rezioni della politica italiana per la morte di Giulio Andreotti

Con la morte di Giulio Andreotti, la politica italiana ha perso uno dei suoi più grandi protagonisti. Inevitabili, quindi, i messaggi di cordoglio da parte dei politici italiani.
Andreotti, ha scritto il capo dello Stato Giorgio Napolitano, è stata “una personalità che ne ha attraversato per un cinquantennio l’intera storia, che ha svolto un ruolo di grande rilievo nelle istituzioni e che ha rappresentato con eccezionale continuità l’Italia nelle relazioni internazionali e nella costruzione europea”.
Enrico Letta in una nota lo definisce un “protagonista della democrazia italiana sin dalla nascita della Repubblica dopo i traumi della dittatura e della guerra, ininterrottamente presente nelle istituzioni e nelle assemblee rappresentative”. “Con lui – scrive ancora il premier – se ne va un attore di primissimo piano di oltre sessant’anni di vita pubblica nazionale. Alla famiglia le sentite condoglianze personali del presidente del Consiglio e del governo tutto”.
“La scomparsa di Andreotti – commenta invece il ministro dell’Interno, Angelino Alfano – segna un profondo lutto nella storia del nostro Paese e della politica italiana. Uomo politico abile, straordinariamente intelligente, talvolta controverso, capace di dialogare con mente libera, spesso riusciva a guardare lontano, precorrendo i tempi, mantenendo intatte la sua lucidità e la sua ironia sino alla fine”.
“Con Giulio Andreotti – ha scritto in una nota il leader del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi – scompare un protagonista politico e un uomo di governo che ha fatto la storia d’Italia, dalla ricostruzione postbellica in poi. Leader tra i più autorevoli della Democrazia cristiana, ha saputo difendere la democrazia e la libertà in Italia in anni difficili, sia in quelli della contrapposizione tra cattolici moderati e comunisti, sia in quelli in cui la Dc diede un contributo decisivo, di vite umane e di valori, per la sconfitta del terrorismo brigatista”.
“Giulio Andreotti – ha invece commentato Pier Ferdinando Casini – è stato la Democrazia Cristiana, pur non essendo stato mai stato segretario della Democrazia Cristiana. Una personalità straordinaria. Uno statista internazionale conosciuto in tutto il mondo. Un cattolico vero. Un grande statista che ha sempre creduto nelle istituzioni”.

 

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