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La droga in Italia. Cocaina sempre più diffusa e marijuana più “potente”

mariaSono Firenze, Napoli, Roma e Milano le città italiane testimoni del maggior consumo di cocaina. Secondo quanto riportato dal Dipartimento per la politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri sarebbe il capoluogo toscano la capitale italiana del consumo di polvere bianca. Inizialmente, secondo una prima costruzione basata sull’analisi delle acque reflue delle principali città italiane, risultava Roma la detentrice di tale indecoroso primato. Come stimato a livello europeo anche in Italia il numero di quanti fanno uso di cocaina è piuttosto allarmante e, in particolare, nelle regioni del Centro la concentrazione del fenomeno è più elevata che nel resto dello Stivale.
Tornando alla classifica e entrando nel dettaglio risulta che, a ottobre 2012, a Firenze si consumavano 9,5 dosi ogni mille abitanti; a Napoli, secondo in classifica, 9,1; a Roma 8,7 e a Milano 6,5.
Passando alla cannabis risulta che è il nord la fascia territoriale dove l’uso è più diffuso. Segue il centro e a ruota il sud.
In particolare l’uso di marijuana risulta in aumento del 2% tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni.
Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento delle Politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, ha detto: “Gli adolescenti hanno diminuito la percezione del rischio di pericolosità della cannabis, e di conseguenza aumenta l’uso. Invece, attualmente, è molto più nociva rispetto al passato. Ciò perché le piante geneticamente modificate hanno raggiunto una concentrazione di principio attivo, Thc, pari al 46%. L’uso di cannabis può compromettere la normale maturazione cerebrale ed i rischi sono molteplici: sindromi demotivazionali, psicosi, effetti sul coordinamento psicomotorio con probabilità maggiori di incidenti stradali”.
Purtroppo cresce anche il dato relativo alle morti per overdose da eroina: mentre nel 2011 il numero di decessi si attestava a 362 casi, nel 2012 è cresciuto del 7% a 390 casi. Le regioni più colpite da questo fenomeno risultano essere l’Umbria e le Marche.

 

3 Commenti per “La droga in Italia. Cocaina sempre più diffusa e marijuana più “potente””

  1. Questa “analisi delle acque reflue”, sembra qualcosa di falso, artefatto ed ampiamente pilotato:
    Logicamente, queste analisi, dipendono da un infinità di fattori ambientali, le piogge più o meno abbondanti, il periodo dell’anno o del giorno, la maggiore o minore presenza di abitanti, di turismo, il luogo, il modo, i sistemi di rilevazione e volontà del rivelatore stesso di far apparire un risultato piuttosto di un altro.

    Per esempio se gli scarichi vengono rilevati dopo un periodo di piovosità, questi saranno molto più diluiti e quindi la concentrazione di sostanze per litro più bassa.
    Alcune sostanze, come il THC (principio attivo della cannabis o marijuana) si dissolvono soltanto nei grassi, ma non in acqua, quindi si possono rilevare soltanto nello strato oleoso superficiale, mentre, tutti gli altri stupefacenti (cocaina, eroina, ecc.), sono solubili in acqua, molto più pesanti e si depositano nei fanghi sul fondo.

    Quindi “volendo essere malizioso”, il tecnico rivelatore, se volesse far apparire un risultato rispetto ad un altro, gli basterebbe analizzasse i dati dopo un abbondante pioggia, oppure più o meno in superfice, o con una maggiore quantità di fanghi di fondo, oppure in periodi dell’anno in cui c’è poco turismo “o al contrario subito dopo il weekend estivo, dopo una festa notturna o il periodo del capodanno”.

    Anche la pioggia, se abbondante, può assere la causa per smuovere grandi quantità di fanghi, carichi di residui di cocaina ed eroina, mentre la siccità di un periodo può aumentare la quantità di grassi in sospenzione e quindi aumentando il THC rilevabile.
    I sono curioso di sapere come funzionano queste rilevazioni e se veramente sono esenti dal rischi di errori, questo andrebbe dimostrato prima di dare delle informazioni faziose “o l’impresione, sui cittadini, che siano soltanto questo ed una patetica montatura”.
    Una volta la città è Roma, “no è Milano, no Firenze e però anche Perugia…” se non esistesse tutta questa criminalizzazione, probabilmente i consumatori di droghe e stupefacenti non avrebbero prolemi a rispondere sinceramente a delle domande anonime:
    Per esempio, per il THC della cannabis o per l’eroina, non credo che in Olanda abbiano di questi problemi, per rilevare la quantità di cannabis consumata, basta ricevere i dati di affluenza ai caffee-shop e per l’eroina (Tra l’altro il numero dei Tossicodipendenti è praticamente fermo a quelli storici, in continuo e naturale calo), è sufficiente osservare il numero degli accessi di questi alle strutture statali per le dipendenze.

    Ebbene, anche per quanto riguarda i derivati della cannabis, nonostante in Olanda esista una legge che la legalizza, le statistiche sull’incremento dei consumatori “queste sìcuramente precise e certificate” sono ferme da oltre dieci anni (dati Osservatorio Europeo Droghe e Tossicodipendenze – EMCDDA):
    http://www.emcdda.europa.eu/publications/annual-report/2012

    Questo accade anche in Portogallo ed in Danimarca, paesi che hanno maggiormente depenalizzato l’uso della cannabis ed attuano delle strategie non punitive verso i consumatori:
    Mentre in Italia nonostante il “punizionismo imperante” e tutte le palesi balle di questra amministrazione del DPA, il numero dei consumatori è in continuo amento e sempre più fuori controllo (anche rispetto alle informazioni ai cittadini riguardo la reale ed effettiva pericolosità delle varie sostanze.).
    Quello che arriva ai giovani dal Dipartimento per la politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri “guidato dal dottor Serpelloni e nato sotto l’egida particolare di Giovanardi”, è che le droghe sono tutte uguali (la cannabis uguale all’eroina, se non peggio), che dalla cannabis si passa sicuramente all’eroina “cosa screditata universalmente dal mondo scientifico”, che la cannabis fa dei buchi nel cervello “cosa mai dimostrata altrove ed assolutamente irreale”, che chi fuma cannabis è un pericolo pubblico e che la cannabis terapeutica è assolutamente inutile.
    Inoltre esiste una campagna denigratoria di molti farmacologhi italiani, persone che hanno ampi interessi farmaceutici e discutono di droghe sul sito integralista cattolico Pontifex,org (come Silvio Garattini o Enrico Malizia).
    Spingono persino per il trattamento famacologico obbligatorio dei consumatori di cannabis, anche con dei neo-oppiodi “sperimentali”, come l’Oxicotin “ossicodina” (usato negli USA come sostituto dell’eroina ed ultimamente sotto attenta osservazione federale, o vietato in alcuni Stati) o magari con lo stesso metadone..
    http://droghe.aduc.it/notizia/cannabis+terapeutica+inutile+tentazione+spiri_126247.php
    http://www.aduc.it/articolo/medicine+collaterali+pruriti+coscienza+silvio_19266.php

    Fondazione Umberto Veronesi: Se le droghe leggere non fanno male:
    http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/3348

    http://healthpsych.psy.vanderbilt.edu/2009/MarijuanaBrain.htm
    http://forum.grasscity.com/marijuana-news-usa/22276-heavy-marijuana-use-doesnt-damage-brain.html
    http://weedsmokersguide.com/marijuana-brain-damage-long-term-effects/
    http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/05/25/AR2006052501729.html
    http://abcnews.go.com/blogs/health/2012/02/09/pot-smoking-raises-risk-of-fatal-car-crashes/
    http://clear-uk.org/pcc-complaint-the-mail-on-sunday-13th-march-2011/

  2. P.s.
    Volevo inoltre dire che Silvio Garattini, oltre che interessi con molte case farmaceutiche, è anche il direttore dell’Istituto Mario Negri, probabilmente lo stesso che esegue le analisi delle acque reflue per il DPA:
    La mia è soltanto una supposizione e non è basata su dati certi, ma questo, secondo me, potrebbe dare molti spunti per un ottimo servizio di giornalismo investigativo, anche per Report stesso…

  3. Johna302

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