Lobby, politica e traffico di influenze | T-Mag | il magazine di Tecnè

Lobby, politica e traffico di influenze

Intervista a Massimo Micucci, autore insieme a Santo Primavera del libro "Trafficante sarà lei!"
di Sergio Ragone

micucci_trafficante_sarà_leiContinuiamo il nostro approfondimento sulle lobby in Italia con l’intervista a Massimo Micucci, lobbista ed autore con Santo Primavera del libro Trafficante sarà lei!, un focus importante sul tema del “traffico di influenze” e della sua declinazione italiana dopo la legge anti corruzione messa in campo dal governo Monti.
Un libro sul rapporto tra lobby e politica, con un taglio chiaro ed un focus sul traffico di influenza. Quale la mission e quale la vision di questo volume?
Lanciare un allarme su una ipotesi di reato pericolosa e impropria, quella di traffico illecito di influenze. Influenzare i decisori politici non è solo un diritto costituzionale (nel senso che ci sono pronunciamenti della Corte Suprema); consultare gli stakeholders è da noi addirittura un obbligo di legge. Per questo in molti paesi è riconosciuta e regolamentata la attività di lobbying come un importante apporto democratico. L’Ocse la ritiene una pratica da diffondere. In Italia questa attività fisiologica non è riconosciuta dalla legge, ma ne viene riconosciuta la patologia con il traffico illecito. Così tutti colpevoli nessuno colpevole e lo Stato chiudendosi alla consultazione con gli interessi si chiude ai cittadini. Noi siamo lobbisti, portatori di conoscenze assieme agli interessi, in base a queste i politici possono decidere essendo più informati. I delinquenti e i trafficanti sono sono un’altra cosa.

L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti riapre la discussione sulla relazione tra politica e interessi. Come può l’Italia superare questo stallo e avviare una nuova fase, trasparente, del rapporto tra pubblico e privato?
Basta smetterla con l’ipocrisia. Il costo della politica deve essere assunto volontariamente dai cittadini poiché i partiti sono associazioni volontarie. Finanziare un partito è un diritto civico, garantire trasparenza un diritto per tutti. Negli Usa le campagne elettorali cominciano con la raccolta di soldi, da noi il denaro è sterco del diavolo, per poterlo nascondere. Io spero che il finanziamento privato e la trasparenza aiutino i partiti a tornare popolari e a mantenere un limite. Semmai il problema sono gli sprechi dello statalismo: 8.000 società partecipate e 25.000 consiglieri di amministrazione.

In Europa ci sono valide esperienze anche rispetto agli equilibri tra poteri. L’esempio inglese di cui lei parla nel libro può fare scuola anche da noi e come?
Nel mondo anglosassone si dice esplicitamente ciò che è proibito e lo si chiama corruzione con diversi gradi di gravità, tutto il resto è consentito. Quando l’impegno di comunicazione o lobbying dei più forti tende a “catturare” i regolatori c’è una stampa indipendente (qui no), una magistratura che dipende solo dal popolo e sopratutto la possibilità di class action. Un sistema complesso di contrappesi.

C’è forse un problema culturale tutto italiano rispetto alla concezione delle lobby e dei lobbisti?
Il problema esiste ovunque, in Italia è aggravato dall’assenza di regolamentazione e dalla presunzione recente che ogni rapporto tra pubblico e privato sia corruzione a meno che non sia esplicitamente autorizzato. Inoltre in Italia il peso dello Stato e delle leggi è troppo. Il sistema pubblico e della spesa pubblica pesa troppo per non far gola a tanti. Molti dentro e fuori dallo stato, preferiscono l’ombra perché ci si nasconde meglio e si può sempre dare la colpa a qualcun altro.

Un pezzo della classe dirigente politica è cambiato e cambierà ancora. C’è speranza che l’Italia possa diventare compiutamente moderna e competitiva?
Credo di si. Tra un po’ non avrà alternative. Non saranno tempi brevi, ma chi ha più futuro davanti ha più fiducia nel futuro, anche se può tardare ad accorgersene e a capire come muoversi. Io ho fiducia in chi si impegna a cambiare. Assieme a miti che resistono (statalismo, giustizialismo), vedo molti tabù che stanno cadendo. Vedremo.

@sergioragone

Puoi leggere anche:
Lobby e politica: le regole del gioco
Lo stop (graduale) al finanziamento pubblico ai partiti

 

1 Commento per “Lobby, politica e traffico di influenze”

Scrivi una replica

News

Speranza: «Dal 16 maggio stop quarantena Paesi Eu e voli Covid tested anche per aeroporti di Venezia e Napoli»

«Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza che prevede l’ingresso dai Paesi dell’Unione Europea e dell’area Schengen, oltre che da Gran Bretagna e…

14 Mag 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, Giappone: stato d’emergenza in altre tre prefetture

Altre tre prefetture del Giappone si preparano a dichiarare lo stato di emergenza anti-Covid per far fronte ad aumento dei casi di coronavirus locali.  Hokkaido,…

14 Mag 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Gaza, 119 le vittime da inizio scontri

Da inizio scontri, il ministero della sanità di Gaza, hanno registrato 119 vittime, tra i quali 31 bambini e 19 donne.…

14 Mag 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Afghanistan, Stati Uniti completano ritiro dei soldati da base Kandahar

Gli Stati Uniti hanno completato il ritiro delle truppe dall’aeroporto di Kandahar, nel sud dell’Afghanistan, la seconda più grande base militare nel Paese per le…

14 Mag 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia