Tagliati 44 miliardi di euro alle imprese | T-Mag | il magazine di Tecnè

Tagliati 44 miliardi di euro alle imprese

Il report dell'agenzia di rating, Standard & Poor's

lavoro_imprese“Il nostro tessuto industriale è composto principalmente di piccole e medie imprese. Ciò che dovrebbe interessare la classe dirigente è come salvaguardare questo patrimonio. Un tale sistema produttivo non può essere vessato da un’eccessiva burocrazia”. Sono molteplici i problemi che riguardano le imprese italiane, ricordava giustamente il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, intervistato da T-Mag non più tardi di un paio di settimane fa. Più volte ci siamo occupati dell’argomento e il report dell’agenzia di rating Standard & Poor’s conferma ancora una volta lo stato comatoso in cui versa la nostra economia. Nel corso del 2012 – è quanto emerge dal report – le banche hanno tagliato alle imprese italiane 44 miliardi di euro di finanziamenti. Attualmente le imprese italiane attingono poco più del 90% del loro fabbisogno finanziario di breve e lungo termine dalle banche, ma – spiega l’agenzia di rating – “questa provvista sta diventando meno disponibile in quanto le banche italiane hanno avviato un percorso di riduzione della leva finanziaria”. Ciò ha provocato, al fine di superare la morsa del credit crunch, il ricorso da parte di molte aziende italiane (alcune di medie dimensioni) alle emissioni obbligazionarie, una misura che potrebbe essere emulata anche nei prossimi anni. Già lo scorso anno le imprese italiane hanno emesso un ammontare netto di 20 miliardi di euro di bond colmando, solo in parte, il taglio dei finanziamenti proveniente dal sistema bancario.
Secondo S&P, a causa della crescita zero, le imprese emettono bond solo per rifinanziare il debito esistente e in questo modo la percentuale di obbligazioni sul totale dei finanziamenti potrebbe salire all’11%-14% nei prossimi cinque anni. “Un più ampio ricorso al mercato dei bond”, afferma l’agenzia nel report, può “aiutare a migliorare la struttura di capitale delle imprese italiane e ridurre i rischi di rifinanziamento perché potrebbe allungare le scadenze del debito e diversificare la base degli investitori”. Tuttavia si presume che la sostituzione del debito bancario con quello obbligazionario sarà un processo lungo per via dello “scarso interesse” da parte degli investitori istituzionali italiani per le emissioni delle medie imprese e “dell’assenza di un mercato sviluppato del private placement”. Cosicché, è l’avvertimento di Standard & Poor’s, in mancanza di una ripresa nell’economia italiana alla fine del 2013 è possibile che verranno declassati ulteriormente i rating delle aziende italiane (valutate dalla stessa agenzia), “in quanto l’indebolimento della loro performance operativa sta pesando sulla qualità del loro credito”.

 

1 Commento per “Tagliati 44 miliardi di euro alle imprese”

  1. […] delle aziende di credito, quei redditi quindi necessari alla crescita del capitale imprenditoriale. Come spiegato anche da Standard & Poor’s qualche giorno fa, “nel corso del 2012 le banche hanno tagliato alle imprese italiane 44 miliardi di euro di […]

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