Crisi economica, Boldrini: “Siamo a un bivio, ora imboccare strada giusta” | T-Mag | il magazine di Tecnè

Crisi economica, Boldrini: “Siamo a un bivio, ora imboccare strada giusta”

Laura Boldrini, presidente della Camera, durante il suo intervento al Forum dei Giovani imprenditori di Confindustria, ha detto: “L’Italia è uno degli ultimi Paesi d’Europa per occupazione femminile.
A rendere questo quadro ancora più fosco è il dato del lavoro femminile. Solo il 47% di noi donne lavora. E’ un dato che non fa onore al Paese perché su questo terreno solo pochissimi Paesi, in Europa, sanno fare di peggio.
Le disuguaglianze sociali e la mancanza di mobilità tra i diversi ceti rappresentano una combinazione davvero esplosiva per la tenuta civile del Paese.
Le disuguaglianze hanno ripreso ad allargarsi sia dentro la società che nel divario tra Nord e Sud d’Italia. Così siamo diventati non solo uno dei Paesi più diseguali del mondo, ma anche fra quelli con una mobilità sociale pressoché bloccata. E tutto questo costituisce una combinazione davvero esplosiva per la tenuta civile del Paese”.
“Approvare una legge anticorruzione – ha poi detto – non è soltanto una questione di etica, ma soprattutto servirebbe a rilanciare l’economia nazionale.
Con l’etica si mangia. Tuttavia chi chiede una nuova legge anticorruzione non è attento soltanto alle virtù civili, ma si sta preoccupando anche dei nostri conti.
Non può più essere solo l’Europa del rigore altrimenti le elezioni del prossimo anno segneranno un distacco abissale tra i cittadini europei e la loro rappresentanza. Perciò c’è bisogno di più Europa, di Europa politica, di viaggiare più spediti verso l’integrazione.
Non va tutto male, siamo a un bivio, è nostra responsabilità prendere la strada giusta. La strada da seguire è una crescita equilibrata e una redistribuzione più equa della ricchezza non sono principi utopici ispirati a concetti astratti di giustizia sociale. Sono condizioni necessarie per riattivare consumo e produzione, dunque ripresa, dunque coesione sociale, dunque democrazia. Non può riproporsi il conflitto lacerante tra produzione e tutela dell’ambiente, tra lavoro e salute. Il nuovo modello di sviluppo deve incorporare al suo interno i valori moderni della difesa dell’ecosistema e della valorizzazione del territorio. La green economy e la sostenibilità ambientale dell’attività produttiva sono una frontiera verso la quale l’Italia marcia con passi troppo lenti e insicuri”.

 

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